Il Vaticano a servizio degli indigeni dell'America Latina

Approvati 125 progetti della Fondazione "Populorum progressio" a favore di comunità indigene, mettice ed afroamericane contadine

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Redazione | 212 hits

Dall’11 al 13 giugno si è tenuta, presso la sede del Pontificio Consiglio Cor Unum, la riunione annuale del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Populorum Progressio. Quest’anno il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto importante radunarsi a Roma soprattutto per chiedere a Papa Francesco, alla luce della sua stessa esperienza pastorale in America Latina, un indirizzo programmatico sul futuro della Fondazione, dopo 22 anni di lavoro.

Dei 135 progetti presentati nel 2014 dalle diverse giurisdizioni ecclesiastiche di America Latina e Caraibi ne sono stati approvati 125 in linea con i criteri della Fondazione, per un totale di US$ 1.800.000.

I progetti quest’anno sono stati principalmente iniziative riguardanti la formazione di bambini e giovani. In tal modo, la Fondazione potrà sostenere piccole realtà e comunità cattoliche nei loro progetti di sviluppo e promozione umana. Si tratta nel complesso di micro-progetti in diversi ambiti: non vi è soltanto la formazione, ma anche la creazione di pozzi per l’acqua potabile, l’istituzione di fondi rotatori e banche di sementi, la costruzione di saloni comunitari, il sostegno a progetti sanitari, ecc.

Papa Francesco ha voluto ricevere in udienza privata i Membri del Consiglio di Amministrazione. Per oltre 40 minuti i Presuli si sono trattenuti in intenso dialogo con il Santo Padre, affrontando diverse problematiche riguardanti il continente latinoamericano, sempre alla luce dell’attività svolta dalla Fondazione.

Il Santo Padre per primo ha voluto ribadire che le istituzioni cattoliche non sono delle ONG: esse devono infatti operare secondo un’antropologia che veda nella persona non soltanto una bocca da sfamare, ma che tenga conto anche della sua dimensione spirituale, dell’anelito di Dio e di eternità che ognuno porta nel cuore. In secondo luogo, si è affrontata la problematica dell’indigenismo; si è poi discusso anche dell’evangelizzazione e del suo rapporto con le opere di carità, nello spirito delle opere di misericordia corporali che non vanno disgiunte da quelle spirituali.

Il Papa ha inoltre ricordato che l’ideologia centrata sul dio denaro mira a scartare due categorie di persone, i bambini, futuro della società, e i vecchi, memoria storica. Ha sottolineato anche il dramma della disoccupazione giovanile, che porta a generazioni di ragazzi senza avvenire, facili prede di dipendenze e criminalità. Ha chiesto alla Fondazione di adoperarsi a beneficio di questa fascia di popolazione, attraverso progetti di educazione e formazione professionale. Il dialogo è stato franco, aperto, fruttuoso.

Svolgere la riunione a Roma ha consentito altresì al Consiglio di Amministrazione di potersi confrontare con organismi quali la Pontificia Commissione per l’America Latina, il cui Segretario, Guzmán Carriquiry Lecour, è intervenuto, su richiesta del cardinale Marc Ouellet, Presidente di quell’Organismo, durante la tavola rotonda della prima giornata di riunione.

Con lui c’è stato uno scambio molto fecondo sul tema dell’indigenismo e la questione della formazione. Al riguardo, è anche degno di nota che la Fondazione abbia avviato, già a partire da questo Consiglio di Amministrazione, una collaborazione con l’Università Cattolica San Antonio di Murcia per istituire corsi di formazione per gli agenti di pastorale caritativa, spesso direttamente responsabili dei progetti della Fondazione in loco.

La Fondazione deve ora affrontare la grande sfida di allargare gli orizzonti geografici delle donazioni, con l’obiettivo di far sì che tutti i progetti presentati possano trovare accoglienza presso la carità del Papa. In questo senso, i Membri della Fondazione si sono dati l’obiettivo di sensibilizzare maggiormente le Chiese particolari e le persone di buona volontà affinché i fondi disponibili per quest’opera, tanto apprezzata dal Santo Padre, possa continuare e intensificare la propria opera.