Il Vaticano condanna le vignette su Maometto e le reazioni violente

La libertà di espressione “non può implicare il diritto di offendere il sentimento religioso”

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 5 febbraio 2006 (ZENIT.org).- La Santa Sede ha condannato in un comunicato emesso dal suo Ufficio Informazioni sia la pubblicazione sulla stampa occidentale di vignette satiriche su Maometto che le reazioni violente che queste hanno suscitato in alcuni gruppi islamici.



Di fronte alle numerose richieste sull’atteggiamento del Vaticano, la nota, che non è firmata, ha spiegato questo sabato che “il diritto alla libertà di pensiero e di espressione, sancito dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, non può implicare il diritto di offendere il sentimento religioso dei credenti”.

“Tale principio vale ovviamente in riferimento a qualsiasi religione”, spiega la dichiarazione, che ha avuto luogo mentre a Damasco (Siria) alcuni manifestanti incendiavano le ambasciate di Danimarca e Norvegia.

Secondo il Vaticano, la convivenza esige “un clima di mutuo rispetto, per favorire la pace fra gli uomini e le Nazioni”.

“Inoltre, talune forme di critica esasperata o di derisione degli altri denotano una mancanza di sensibilità umana e possono costituire in alcuni casi un\'inammissibile provocazione – indica la nota –. La lettura della storia insegna che non è con tale via che si sanano le ferite esistenti nella vita dei popoli”.

Allo stesso tempo, il documento vaticano spiega che “le offese arrecate da una singola persona o da un organo di stampa non possono essere imputate alle istituzioni pubbliche del relativo Paese, le cui Autorità potranno e dovranno, eventualmente, intervenire secondo i principi della legislazione nazionale”.

In questo senso, riconosce che “azioni violente di protesta sono, pertanto, parimenti deplorabili”.

“Per reagire ad un\'offesa, non si può infatti venir meno al vero spirito di ogni religione – conclude la nota vaticana –. L\'intolleranza reale o verbale, da qualsiasi parte venga, come azione o come reazione, costituisce poi sempre una seria minaccia alla pace”.

Per protesta contro le vignette, migliaia di manifestanti libanesi hanno fatto irruzione questa domenica nella sede del consolato danese a Beirut e gli hanno dato fuoco.