Il venticello distruttore della calunnia!

Quando la sapienza lascia il posto alla leggerezza del cuore i danni sono inevitabili

Catanzaro, (Zenit.org) Egidio Chiarella | 396 hits

La parola detta nella malvagità non distrugge chi la dice, ma colpisce tutti coloro che la fanno propria, cadendo in un tranello esistenziale che sarà pagato a prezzi altissimi. Gli scribi e i farisei che presentono Cristo, mentre scaccia pubblicamente il maligno da persone invase, come un indemoniato e un alleato del capo dei demoni, producono un male infinito. Così leggiamo in Marco: “Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: “Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni”. Ma chi vive nel male, può fare ogni giorno il bene? “Come può Satana scacciare Satana?”. Satana è dannato in eterno e sempre lo sarà! Il gotha religioso del tempo di Gesù si pone così fuori il vero significato della Parola di Dio. Sprofonda nel baratro non di certo per questa distorsione della verità, ma perché è parte dell’abisso della menzogna infernale. I cuori semplici possono invece essere colpiti duramente da una parola ingannatrice e dalla folata dissipatrice della calunnia. La stessa ricerca del Signore rischia di essere per loro falsata e dirottata verso strade ambigue e funzionali al potere di turno, fine a se stesso. Lo scopo principale degli accusatori di Cristo era infatti, ma lo è ancora oggi sotto altri aspetti, quello di allontanare, a tutti i costi, il Figlio dell’uomo che adombrava, con la verità, il potere religioso dell’epoca. Non c’è peccato più grande di quello con cui si cerca di privare della Parola l’altro che spera, in cuor suo, di incamminarsi per la strada che conduce alla verità di Dio. Mi chiedo: Come può chi vive nel male cambiare l’altro nel bene?

Per i persecutori di Gesù chi portava la vita, chi  guariva, chi parlava con misericordia ad ognuno, chi insegnava parole eterne di carità, chi apriva i cuori e le menti catturati da una ritualità e da una gerarchia sorda e cieca, non poteva essere riconosciuto come il Salvatore! C’era la legge umana che dettava le regole anche per l’attesa della venuta del Messia. Un ordinamento coniato da chi aveva interesse a garantire una serie di equilibri distorti tra la classe sacerdotale e il potere politico del momento. Scrive mons. Costantino Di Bruno: “Quando i detentori della sacra scienza e della divina dottrina giungono ad una tale mostruosità teologica, è il segno del baratro infernale nel quale sono precipitati. Da luce del mondo e sale della terra si sono trasformati in fitta tenebra. Non è però una tenebra innocua, che lascia che ogni cosa cammini per inerzia. È una tenebra malvagia, diabolica, infernale, perché è una tenebra che si avvale della calunnia e della falsa testimonianza per distruggere la vera luce, il vero vincitore di Satana”. Anche oggi, in diverse circostanze e con mille strumenti innovativi, passa con facilità la parola che denigra, che ammazza il fratello, che falsifica la storia di una persona o di un gruppo. L’essenziale è gettare fango, bloccare un processo virtuoso, fermare il cammino di chi avanza. Nella nostra società non “uccide” solo un risultato negativo, ma semplicemente il suo annuncio, anche del tutto inventato. Il tempo si sa è galantuomo, ma è anche vero che nell’immediato il male fatto non indebolisce soltanto chi viene colpito in prima persona, ma anche chi crede in buona fede ad una menzogna. La slealtà può appunto rompere rapporti virtuosi o cancellare possibili azioni, che avrebbero giovato a singoli e in alcuni casi anche alla collettività tutta.

Quando la sapienza lascia il posto alla leggerezza del cuore i danni sono inevitabili. Solo la fede e la preghiera possono sanare le ferite e aprire nuove strade, nonostante il dolore vissuto in modo ingiusto. Il maldicente può certo salvarsi, perché il Signore è venuto per assolvere tutti, ma in cambio gli viene chiesto di non tenere chiuse le porte alla misericordia. Misericordia chiama misericordia! È sicuramente sulla cattiva strada chi pensa di superare il male disconoscendo la Parola. Non basta nemmeno una religione di facciata, come era presso i dotti di Gerusalemme, perché il pensiero di Dio è parte essenziale di chi si specchia nella Sua sapienza. Le fonti della vita e della grazia vanno sempre alimentate in Cristo. Solo così può essere riempita ogni brocca vuota per dissetarsi. Chi non riconosce il Signore si preclude la salvezza, non perché gli venga negata, ma perché avrà deciso liberamente di non volerla accogliere, rifiutando di ravvedersi. Chiedere pietà al Signore, pentirsi dopo un errore, sono i gesti più liberi e significativi che si possano offrire al Padre che in cambio rinnova i cuori, esalta nel bene la vita, dona la grazia e il calore del cielo. Il miracolo allora si compie! Non si tratta di fare un passo indietro, di cambiare strategia, di rinnegare qualcosa. Dinnanzi al Creatore l’orgoglio e la presunzione umana sono piccole ragnatele che si perdono nei meandri dell’insipienza più profonda. L’umiltà illumina sempre i cuori, mentre la superbia e la falsa testimonianza dei farisei di ieri e di oggi, esaltano l’apparenza, chiudono alla misericordia, spazzano via, con il venticello distruttore della calunnia, anche il profumo della speranza.

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