Il Vescovo di Roma, segno della comunione nella Chiesa; ricorda il Pontefice

Spiegazione del significato dell’imposizione del Pallio agli Arcivescovi Metropoliti

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 30 mercoledì 2004 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II ha ricordato nell’Udienza generale di questo mercoledì che l’unità della Chiesa ha bisogno del “peculiare servizio” della Chiesa e del Vescovo di Roma.



E’ questa la sintesi delle parole rivolte dal Santo Padre ai quasi 13.000 pellegrini giunti quest’oggi in Piazza San Pietro, sotto il cocente sole di Roma, all’indomani dalla celebrazione della Solennità dei Santi Pietro e Paolo, che per quest’anno ha visto la partecipazione del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I.

Nella sua catechesi il Pontefice ha riflettuto sul significato della imposizione del “Pallio”, consegnato da Giovanni Paolo II nella messa di martedì a quarantaquattro Arcivescovi Metropoliti nominati nell’ultimo anno, nel giorno che celebra la memoria dei due Santi Apostoli, che a Roma hanno “sigillato col sangue la loro mirabile testimonianza di amore al Signore” (cfr. ZENIT, Servizio Giornaliero, 27 giugno 2004).

Si tratta di una tradizione che si fa risalire fino al IX secolo, “quale attestato di comunione con il Vescovo di Roma”, ha spiegato il Papa, anche se i mosaici di Sant’Apollinare documentato a Ravenna che esso veniva indossato già nel IV secolo.

Tale insegna liturgica viene indossata dal Sommo Pontefice in tutte le celebrazioni solenni. Mentre i Metropoliti che sino al Concilio Vaticano II potevano indossare il Pallio nelle celebrazioni eucaristiche di ben particolari Solennità, adesso possono indossarlo solo ed esclusivamente nelle celebrazioni eucaristiche, per il legame che esse hanno con il memoriale della Passione del Buon Pastore di cui le cinque croci tessute sulla stola costituiscono il richiamo simbolico.

“Il segno del Pallio conserva anche oggi una singolare eloquenza – ha detto il Pontefice –. Esprime il fondamentale principio di comunione, che dà forma alla vita ecclesiale in ogni suo aspetto”.

“Ricorda che tale comunione è organica e gerarchica; manifesta che la Chiesa, per essere una, ha bisogno del peculiare servizio della Chiesa di Roma e del suo Vescovo, Capo del Collegio episcopale”.

Il Santo Padre ha poi accennato all’altro “aspetto complementare” messo in luce dal rito del Pallio, ovvero quello della “cattolicità della Chiesa”. “Essa, infatti, è stata inviata da Cristo per annunciare il Vangelo a tutte le nazioni e per servire l’intera umanità”, ha spiegato.

Nel concludere il suo discorso il Papa ha ricordato ai presenti che “a tutti Cristo, come un giorno a Pietro, ripete: Duc in altum!”, invitandoci “a prendere il largo e ad avventurarci con fiducia sul mare della vita, confidando nel costante sostegno di Maria, Madre di Dio, e nell’intercessione degli Apostoli Pietro e Paolo, che con il loro sangue hanno fecondato gli inizi della Chiesa”.