Il vescovo Gregory incoraggia il sostegno all’emendamento sul matrimonio

In una lettera ai prelati

| 206 hits

WASHINGTON, D.C., lunedì, 28 giugno 2004 (ZENIT.org).- Il Presidente della Conferenza Episcopale Statunitense sta esortando i prelati ad incoraggiare personalmente i loro senatori a sostenere un emendamento costituzionale che definisca il matrimonio come vincolo esclusivamente tra un uomo e una donna.



Il primo voto sull’emendamento alla Costituzione statunitense proposto potrebbe aver luogo al Senato a metà luglio.

La proposta, conosciuto a livello popolare come Emendamento Federale sul matrimonio, afferma quanto segue: “Il matrimonio negli Stati Uniti consisterà solo nell’unione di un uomo e una donna. Né questa Costituzione, né quella di qualsiasi Stato sarà interpretata per richiedere che il matrimonio o i suoi aspetti legali vengano conferiti ad un’unione che non sia quella di un uomo e una donna”.

In una lettera ai prelati statunitensi, il vescovo Wilton Gregory, Presidente dell’Episcopato, ha notato che l’emendamento proposto lascia le decisioni a livello legislativo sulle unioni civili o le associazioni domestiche alle legislature statali.

Si pensa che coloro che si oppongono all’Emendamento Federale sul Matrimonio useranno l’ostruzionismo, per cui il voto chiave al Senato probabilmente avverrà su una mozione per porre fine al dibattito.

Il vescovo Gregory ha affermato che è necessaria la conclusione del dibattito prima che il Senato possa votare sulla sostanza dell’Emendamento Federale sul Matrimonio. “Il vostro messaggio dovrebbe anche sostenere con forza ogni sforzo per fermare l’ostruzionismo e permettere al Senato di votare su questo argomento di fondamentale importanza”, ha scritto nella lettera datata giovedì scorso.

Nella lettera ai vescovi, il vescovo Gregory ha affermato che la conferenza dei vescovi degli Stati Uniti ha lavorato sulla questione del matrimonio per molti anni, sostenendo gli sforzi statali per difendere il matrimonio come unione di un uomo e una donna.

“Come i vescovi statunitensi hanno scritto in precedenza, il matrimonio è un’istituzione umana e sociale fondamentale”, ha affermato il vescovo Gregory. “Anche se è regolato da leggi civili e da leggi canoniche, non ha avuto origine né dallo Stato né dalla Chiesa, ma da Dio. Né la Chiesa né lo Stato, quindi, possono alterare il significato fondamentale e la struttura del matrimonio”.

“Nonostante questo, un movimento sempre più consistente vuole rendere oggi i rapporti chiamati comunemente unioni dello stesso sesso l’equivalente legale del matrimonio”, ha aggiunto.

“Questa situazione sfida i Cattolici – e tutti coloro che cercano la verità – a riflettere profondamente sul significato del matrimonio, sui suoi obiettivi, e sul suo valore per gli individui, le famiglie e la società”.