Il Vescovo "matricola" scrive agli studenti

Lettera di mons. Lorenzo Leuzzi, responsabile della Pastorale universitaria per l'inizio dell'anno accademico

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ROMA, giovedì, 27 settembre 2012 (ZENIT.org) - A partire dal prossimo mese, S.E. Mons. Lorenzo Leuzzi, direttore dell’ Ufficio per la Pastorale Universitaria di Roma dal 1991, e Vescovo Ausiliare della diocesi e delegato per l’ Ufficio per la pastorale Universitaria dal 14 aprile 2012, scriverà agli studenti universitari una lettera mensile, per sostenere e condividere il loro non sempre facile cammino, e per vivere insieme l’Anno della Fede come cercatori e testimoni del vero volto di Dio. Questa è la prima lettera:

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Cari studenti universitari,

da pochi mesi sono anch’io una “matricola”, iscritto nel Collegio dei successori degli Apostoli per scelta del nostro Vescovo, il papa Benedetto XVI. Insieme ai sacerdoti che operano nelle Cappellanie universitarie, desiderio iniziare un cammino di amicizia e di servizio con voi e per voi in questi anni così decisivi per il vostro futuro.

Non intendo parlarvi dei problemi della vita dei nostri Atenei, che anch’io ho vissuto frequentando  l’Università di Bari, quando mi mettevo in fila un’ora prima dell’apertura della porta dell’Aula per seguire le lezioni di Anatomia umana normale.

Non per sminuire tali problemi, ma perchè, dopo 32 anni dalla Laurea e 29 dalla specializzazione, la mia missione di Vescovo mi spinge a rendervi partecipi, come padre e amico, della convinzione che gli anni della vita universitaria sono stati i più belli e i più affascinanti.

Perché?

Perché ero convinto che in questi anni dovevo capire di più. Durante il Liceo avevo studiato - non mi vergogno di dirvi che ero tra quelli che studiavano il necessario, ma rendevano bene alle interrogazioni e ai compiti scritti -, ma molte affermazioni mi sembravano vaghe e poco verosimili. Tra queste mi lasciavano perplesso le categorie a priori e, soprattutto, alcune ipotetiche e fantasiose circonlocuzioni del pensiero che venivano considerate certe e sicure, quasi dogmi. Alle interrogazioni rispondevo sempre su ciò che veniva insegnato. Ma ci credevo poco!

Ecco la parola magica: credere!

Come è possibile che un credente  come me  -  tutti lo sapevano perché ero dirigente di Azione Cattolica -  potesse essere  perplesso sulle affermazioni che ci venivano insegnate?  In fondo, non è opinione diffusa che i cattolici si lasciano accalappiare dalle prime affermazioni, specie quelle più demagogiche e utopistiche?

Ebbene oggi sono Vescovo, forse, anche per questo: per dirvi che prima di parlare cercate di verificare, cercate di capire!  A me è capitato questo:  più mi impegnavo nella vita cristiana e più volevo capire. Perché nella casa del Padre -  di quel Padre della famosa parabola del figliol prodigo, dove si fa festa quando torna un fratello -  è possibile diventare uomini maturi e responsabili, di quel tipo di  uomini e donne di cui ha bisogno la nostra società.

Il Padre di Gesù Cristo, ci vede da lontano: forse non ve ne  siete mai accorti! Forse lo dimentichiamo facilmente! 

Vi auguro di iniziare questo nuovo anno accademico con il desiderio di scoprire l’amore appassionato  di Dio per la vostra vita, perché Egli già da lontano vi vede come protagonisti della vostra vita e della comunità nella quale vivete.

Spero che queste mie  parole vi giungano come segno del mio incoraggiamento e del mio desiderio di condividere un tratto di cammino, per vivere insieme l’Anno della Fede come cercatori e testimoni del vero volto di Dio.