Il Vescovo più giovane del mondo contro i narcotrafficanti che si dicono cattolici
Dichiarazioni di monsignor Duarte Figueroa, eletto Vescovo ausiliare di Culiacán (Messico)
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CULIACÁN, mercoledì, 24 gennaio 2007 (ZENIT.org).- La notizia della nomina del sacerdote Emigdio Duarte Figueroa a Vescovo ausiliare di Culiacán, nello Stato messicano di Sinaloa (nel nord-est del Paese), si è diffusa velocemente in tutto il mondo cattolico. La ragione è l’età del nuovo Vescovo: appena 38 anni, che lo rendono il presule più giovane del mondo.
Emigdio Duarte Figueroa è nato nella città di Guamúchil – Sinaloa –, un luogo che, purtroppo, è diventato uno dei centri di produzione e smercio di droga in Messico. Proprio per questo, in un’intervista a “El Universal”, il nuovo Vescovo ausiliare di Culiacán ha avvertito dell’incongruenza osservata in molte persone legate alle attività illecite come il narcotraffico che dicono di professare la fede cattolica.
I delinquenti legati al crimine organizzato, come i narcotrafficanti o gli assassini su commissione, non sono gente anonima, ma uomini in carne e ossa che “assistono alla Messa, li vediamo nei supermercati, nei cinema, nei ristoranti, ai semafori e nelle strade”, senza sapere di chi si tratta, per cui è necessario che le autorità e la società lavorino insieme per una ricomposizione della società stessa, sostiene il presule.
Quando i presunti delinquenti vengono arrestati, “possiamo vedere che molti di loro portano immagini della Madonna, di San Giuda, rosari e ogni tipo di stampe religiose, il che denota una contraddizione tra il loro credo e le loro azioni e attività illecite”.
Il lavoro pastorale e spirituale non è difficile e rischioso solo nei villaggi più lontani della regione del nord-est del Paese, in cui il traffico di droga è molto presente, ma nella maggior parte delle città del Messico e del mondo, in cui la comparsa dei nuovi prodotti sintetici ha modificato le condotte sociali di sana convivenza.
Nel marzo prossimo, padre Duarte otterrà il bacolo, l’anello e la mitra, simboli della sua dignità episcopale. Dal giugno 2001 fino ad oggi è stato Rettore del Seminario di Culiacán.
Di fronte alla situazione di violenza che si vive nel Paese, il giovane Vescovo ha osservato inoltre di voler basare l'orientamento per i futuri sacerdoti sull'agire con saggezza e prudenza e sul giudicare le cose alla luce del Vangelo.
“Non vogliamo che i sacerdoti, in nessun punto del territorio nazionale, abbiano dei problemi… Questo, però, non implica che eludano il loro impegno nei confronti dei fedeli di orientarli e aiutarli in materia spirituale con saggezza e prudenza”, ha sottolineato il Vescovo più giovane del mondo.
L’intervistato ha ammesso che tutti i suoi seminaristi – il seminario locale ha 139 alunni, e 13 studiano in Europa – provengono da settori in cui la vita è dura e difficile, per cui queste future guide spirituali conoscono per esperienza personale il nuovo mondo che dovranno affrontare.
Il presule ha avvertito che i nuovi stili di vita, lontani dalla morale e dal bene comune, richiedono che i nuovi sacerdoti abbiamo esperienza. Per questo, quanti frequentano il secondo anno della laurea in Teologia prestano servizio negli ospedali.
“Ai rappresentanti della Chiesa cattolica non spetta di risolvere i problemi del narcotraffico, della violenza e delle sue conseguenze. Ciò non è nemmeno solo compito dei governanti, è un compito congiunto, in cui ciascuna delle parti della società deve apportare il suo granello di sabbia dalle case, con i padri di famiglia”, ha affermato.
Nato il 5 maggio 1968 in una famiglia numerosa di 11 fratelli, nella colonia Militare della città di Guamúchil, municipio di Salvador Alvarado, ha confessato: “Nella mia infanzia e adolescenza ho dovuto, come molti, vivere una realtà molto dura, per i vizi e la delinquenza presenti nel quartiere”.
Terzo figlio di Juan Pablo Duarte Lora, impiegato, e Guadalupe Figueroa Lara, casalinga, il Vescovo più giovane del mondo afferma di voler incentra su tre punti la sua missione come ausiliare della diocesi di Culiacán: “Aiutare nell’assistenza pastorale della zona settentrionale dello Stato, occuparmi del presbiterio e continuare la formazione di nuovi seminaristi, perché costituiscono il cuore della Chiesa e il suo futuro”.
La diocesi di Culiacán ha 70 parrocchie in 11 dei 18 municipi di Sinaloa, dalla capitale fino ai confini con Sonora e Chihuahua.
Il presule, che ha il titolo di insegnante in Teologia Morale, ottenuto con menzione d’onore nel 2001 all’Accademia Pontificia “Alfonsianum” di Roma, attribuisce la sua nomina a Vescovo da parte di Papa Benedetto XVI al lavoro svolto tra i giovani per risvegliare in loro la vocazione al sacerdozio.
Secondo i registri storici della Chiesa cattolica, almeno negli ultimi 50 anni è il secondo Vescovo più giovane in Messico. Il primo è stato il Cardinale Ernesto Corripio Ahumada, a metà del XX secolo.
Il criterio sostenuto per anni dalla Conferenza Episcopale del Messico, secondo cui solo i sacerdoti con un’età minima di 45 anni potevano essere Vescovi, è venuto meno sette anni fa, con la designazione di monsignor Miguel Romano, di Guadalajara, Jalisco, che aveva 41 anni.


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