Il Volto di Cristo (Quarta parte/V)

Una rilettura dei documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II

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di Manlio Sodi*

ROMA, martedì, 9 ottobre 2012 (ZENIT.org).

2.5. La profezia della vita religiosa (Perfectae Caritatis)

Il Decreto sul rinnovamento della vita religiosa Perfectae Caritatis, approvato il 28 ottobre 1965, è distribuito in 25 paragrafi.

Se già la LG ha trattato dei religiosi è perché essi sono una linfa vitale per la Chiesa, e la loro vita a servizio della comunità è la traduzione pratica di un carisma che costituisce una ricchezza nella grande varietà di forme ecclesiali sia a livello di appartenenza che di azione stessa.

Il Decreto è orientato soprattutto a promuovere il rinnovamento della vita religiosa. È un input che il Concilio dà perché nella fedeltà al carisma originario le singole famiglie religiose possano adattare la ricchezza della propria missio per raccogliere le sfide che oggi si pongono dinanzi.

Anche in questo caso è facile cogliere il rapporto con l’obiettivo del presente intervento. È nel volto del religioso obbediente, povero e casto che risplende il Volto di Cristo anch’egli obbediente povero e casto per essere a pieno servizio del Padre.

2.6. La sfida della formazione sacerdotale (Optatam Totius)

Il Decreto sulla formazione sacerdotale Optatam Totius, approvato il 28 ottobre 1965, è articolato in sette percorsi, distribuiti su 22 paragrafi cui si aggiunge una conclusione.

La vocazione alla vita sacerdotale è dono dall’alto; ma la risposta a tale chiamata richiede un percorso formativo molto impegnativo. Questo il senso essenziale del Decreto che se da una parte richiede che in ogni nazione si faccia un regolamento e ci si attivi per favorire in tutti i modi le vocazioni sacerdotali, dall’altra sorge l’impegno dell’ordinamento degli studi nei seminari e nelle facoltà.

Qui si pone la grande sfida della formazione spirituale e intellettuale. Il loro intreccio è determinante in vista di un’azione pastorale che tenga conto della situazione culturale e ambientale. In questa ottica gli studi filosofici e teologici sono chiamati a riequilibrarsi in un dialogo con ciò che la ricerca continuamente realizza e con tutto quello che costituisce l’auditus culturae.

Quale Volto di Cristo traspare dall’insieme del decreto? Tutto è concentrato nel n. 16, là dove si dà il senso degli studi teologici e si orienta la prospettiva della sintesi attorno a quell’incontro con Cristo presente e operante nei santi misteri.

2.7. L’apostolatio dei laici (Apostolicam Actuositatem)

Il Decreto sull’apostolato dei laici Apostolicam Actuositatem, approvato il 18 novembre 1965, è articolato in sei capitoli, distribuiti in 33 paragrafi.

Un decreto ampio e articolato caratterizza e puntualizza ciò che concerne l’apostolato dei laici. Dalla vocazione ai fini e ai vari campi dell’apostolato, si delineano le modalità con cui questo si attua, ma anche l’ordine che è da osservare e in definitiva la formazione a tale impegno.

I contenuti riletti alla luce sia delle Costituzioni conciliari e sia nell’ottica di quanto avvenuto anche nei sinodi dei vescovi, oltre che in documenti del magistero, emergono con il loro valore profetico.

Tutto si fonda sulla partecipazione dei laici alla missione della Chiesa per «ordinare effettivamente il mondo intero a Cristo» (AA 2). In questa linea si comprende che «la vocazione cristiana è per sua natura anche vocazione all’apostolato» (ib.).

Ripercorrere pertanto l’intero documento conciliare è delineare ancora una volta il Volto di Cristo attraverso l’attività apostolica da parte di ogni laico: una missione cui sono chiamati tutti i battezzati.

2.8. La vitalità delle missioni (Ad Gentes)

Il Decreto sull’attività missionaria della Chiesa Ad Gentes, approvato il 7 dicembre 1965, è strutturato in sei capitoli, il cui contenuto è distribuito in 42 paragrafi.

Molto articolato è il Decreto; né può essere diversamente dato il fatto che la Chiesa per sua natura è missionaria. I capitoli evidenziano i principi dottrinali che stanno all’origine di tale attività, per aprirsi poi all’opera missionaria in se stessa, all’attività della Chiesa, ai missionari e all’organizzazione della loro attività. A questo impegno è chiamata a dare il proprio contributo la cooperazione di tutte le Chiese perché il dovere missionario appartiene all’intero popolo di Dio variamente articolato.

Anche dal confronto con questo documento, alla luce di quanto successivamente emerso in documenti ufficiali e in strategie di azione oltre che di formazione, scaturisce un insieme di elementi che hanno come unico obiettivo il mistero del Volto di Cristo da annunciare e da far conoscere attraverso tutte le attività di promozione umana e cristiana che tale annuncio comporta.

2.9. Il ministero e la vita dei presbiteri (Presbyterorum Ordinis)

Il Decreto sul ministero e la vita dei presbiteri, Presbyterorum Ordinis, approvato il 7 dicembre 1965, è organizzato in tre capitoli; il loro contenuto è distribuito in 22 paragrafi.

Anche su queste prospettive si sono avuti sviluppi in Sinodi e in una complessa documentazione magisteriale finalizzata a far sì che il presbitero risponda sempre più e meglio alla missione cui è stato chiamato in forza della peculiare chiamata. Da qui la fiducia in Dio ricordata proprio alla conclusione del documento; una fiducia da riporre in vista del compimento dell’altissima missione.

Una missione che ancora una volta ha come obiettivo solo quel Volto di Cristo che deve risplendere in ogni modo e nelle molteplici attività in cui la figura del presbitero è chiamata a dare la propria fattiva collaborazione.

*Preside della Facoltà di lettere cristiane e classiche della Pontificia Università Salesiana e presidente della Pontificia Accademia di Teologia

[La terza parte è stata pubblicata lunedì 8 ottobre. La quinta ed ultima parte uscirà mercoledì 10 ottobre]