Il Volto di Cristo (Seconda parte/V)

Una rilettura dei documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II

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di Manlio Sodi*

ROMA, domenica, 7 ottobre 2012 (ZENIT.org).

1.2. Un «popolo santo» in cammino verso il Regno (Lumen Gentium)

La Costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium, approvata il 21 novembre 1964, è costituita da otto capitoli e da una Nota esplicativa previa, per complessivi 69 paragrafi.

Trattando del mistero della Chiesa, la LG la presenta come «un sacramento o segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano» (LG 1). L'esplicitazione di ciò mette in evidenza la prospettiva storica di tale mistero, così felicemente sintetizzata in LG 2:

«I credenti in Cristo [il Padre] li ha voluti chiamare nella santa Chiesa, la quale, già prefigurata sin dal principio del mondo, mirabilmente preparata nella storia del popolo d’Israele e nell’antica alleanza, e stabilita “negli ultimi tempi”, è stata manifestata dall'effusione dello Spirito e avrà glorioso compimento alla fine dei secoli. Allora infatti... tutti i giusti, a partire da Adamo, “dal giusto Abele fino all'ultimo eletto”, saranno riuniti presso il Padre nella Chiesa universale».

Si tratta di un traguardo preordinato dal Padre, la cui realizzazione passa attraverso la missione e l'opera del Figlio e che lo Spirito, santificatore della Chiesa, porta a compimento nei singoli (cf LG 2-4).

Lungo il tempo la vita del Cristo si fa vita dei credenti «attraverso i sacramenti» in quanto questi permettono un'unione arcana e reale con Cristo sofferente e glorioso: è quel cammino di conformazione al Cristo che i fedeli sono chiamati a realizzare «fino a che Cristo non sia in essi formato» (cf LG 7). Ancora una volta è il Volto di Cristo ad essere il termine di riferimento del popolo che Cristo stesso si è acquistato con il proprio Sangue, e che continua nel tempo il proprio cammino verso il Regno.

1.3. Un Dio che si fa conoscere e parla nella storia (Dei Verbum)

La Costituzione dogmatica sulla divina rivelazione Dei Verbum, approvata il 18 novembre 1965, è costituita da sei capitoli e da una Notificazione, per complessivi 26 paragrafi.

La prospettiva della DV riprende quella della SC e della LG quando ricorda che l’«economia della rivelazione avviene con eventi e parole intimamente connessi»; le opere infatti manifestano tangibilmente l'azione di Dio nella storia, e le parole aiutano a comprendere il senso profondo delle opere (cf DV 2). È in questa linea che va dunque vista sia la fase della preparazione alla rivelazione evangelica (cf DV 3), sia la fase del compimento di questa in Cristo (cf DV 4).

Proseguendo nella sua particolare ottica, il documento conciliare illustra la terza fase della salvezza: quella cioè dell'accettazione della rivelazione attraverso l'obbedienza della fede da parte dei singoli (cf DV 5) nel tempo della Chiesa. Ed è qui che si comprende il contesto liturgico-cultuale su cui si muovono i contenuti della DV (ben 17 paragrafi su 26 fanno riferimento diretto o indiretto al culto) e che poi troveranno un’attuazione stupenda nei vari Lezionari del Rito romano e nell’Esortazione apostolica postsinodale Verbum Domini di Benedetto XVI. Una prospettiva dunque che richiama il Volto di Cristo come si è manifestato nella storia, ma che rinvia soprattutto alle varie modalità con cui questo Volto interpella il perenne oggi del fedele e della società.

1.4. Una Chiesa incarnata nella storia (Gaudium et Spes)

La Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et Spes, approvata il 7 dicembre 1965, è strutturata in due parti, per complessivi nove capitoli, distribuiti in 93 paragrafi.

L’ampia e articolata visione della GS aiuta a leggere e stimola a realizzare questa presenza e azione della Chiesa nella storia dei grandi eventi come pure in quella piccola di ogni giorno in cui l'uomo è chiamato a realizzarsi all'interno delle singole vicende umane. L'obiettivo è quello di mettere «a disposizione degli uomini le energie di salvezza che la Chiesa, sotto la guida dello Spirito Santo, riceve dal suo Fondatore. Si tratta di salvare la persona umana... di edificare l’umana società. È l’uomo dunque, ma l’uomo integrale, nell’unità di corpo e anima, di cuore e coscienza, di intelletto e volontà...» (GS 3).

All’uomo pellegrino nel tempo, alle prese con tutte le tensioni, le istanze, gli squilibri e le contraddizioni della storia e con gli interrogativi più profondi che attraversano la sua vita, si ripropone la realtà della Chiesa consapevole di essere questo popolo continuamente in cammino verso Cristo, l'uomo nuovo, perché «solo nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo»; solo Cristo «rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l’uomo all’uomo» (GS 22).

L'attività umana riacquista il significato originario di prolungamento dell'opera del Creatore, di «contributo personale alla realizzazione del piano provvidenziale di Dio nella storia» (GS 34). Una storia però che risulta «pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall’origine del mondo, che durerà... fino all’ultimo giorno» (GS 37); ma una lotta che è già contrassegnata da una soluzione pasquale da quando Cristo è «venuto ad abitare sulla terra degli uomini», da quando è entrato «nella storia del mondo come l’uomo perfetto» (GS 38).

In questo cammino, in quest'opera di liberazione e di proiezione «nel futuro», la Chiesa ha un pegno di speranza e un viatico: ciò che il Signore stesso «ha lasciato ai suoi in quel sacramento della fede nel quale degli elementi naturali coltivati dall’uomo vengono tramutati nel Corpo e nel Sangue glorioso di Lui, come banchetto di comunione fraterna e pregustazione del convito del cielo» (GS 38). Il termine ultimo di questo cammino cronologicamente ci sfugge, ma ontologicamente è già nelle mani di ogni persona che realizza il regno di Dio nel proprio oggi, finché questo hodie «non giungerà a perfezione con la venuta del Signore» (GS 39). Ed è nell’incontro con il suo Volto che la Chiesa attende il compimento della propria missione.

*Preside della Facoltà di lettere cristiane e classiche della Pontificia Università Salesiana e presidente della Pontificia Accademia di Teologia

[La prima parte è stata pubblicata sabato 6 ottobre. La terza parte uscirà lunedì 8 ottobre]