Il Volto di Cristo (Terza parte/V)

Una rilettura dei documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II

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di Manlio Sodi*

ROMA, lunedì, 8 ottobre 2012 (ZENIT.org).

2. Dalla “comunicazione” al ministero e vita dei presbiteri

Una seconda prospettiva di approfondimento è offerta dal confronto con i Decreti conciliari. Si tratta della esplicitazione di temi che sono condensati nell’Inter Mirifica, nell’Orientalium Ecclesiarum, nell’Unitatis Redintegratio, nella Christus Dominus, nella Perfectae Caritatis, nell’Optatam Totius, nell’Apostolicam Actuositatem, nell’Ad Gentes Divinitus e nella Presbyterorum Ordinis.

I decreti emanati toccano ambiti diversificati; e tuttavia nel loro insieme contribuiscono ad evidenziare altri aspetti in qualche modo convergenti verso l’obiettivo centrale: quello cioè di far risplendere il Volto di Cristo nella vita e nella missione della Chiesa e del fedele. È in questa ottica pertanto che è possibile cogliere lo specifico di ciascuno, sia pur in forma estremamente sintetica.

2.1. Una comunicazione a servizio del Regno (Inter Mirifica)

Il Decreto sugli strumenti della comunicazione sociale Inter Mirifica, approvato il 4 dicembre 1963, è articolato in due brevi capitoli, per un totale di 24 paragrafi.

Il tempo intercorso dal 1963 ad oggi ha permesso di constatare che il mondo della comunicazione ha realizzato un cammino impensabile. Ma i documenti non sono legati alle tecniche; al contrario cercano di orientare il loro uso a quello che è il compito della Chiesa. In questa linea, l’intreccio tra legge morale, diritto all’informazione, rapporto con l’opinione pubblica… si coniugano con le repsonsabilità di tutti coloro che in forme diverse operano nel settore della comunicazione o che devono educare al retto uso di una strumentazione che oggi ha raggiunto una raffinatezza fino a poco tempo fa oggetto solo di fantasia.

Se il Concilio ha preso in esame la problematica è per la consapevolezza che l’apostolato nelle sue molteplici forme ha bisogno dei mezzi della comunicazione sociale. Per questo il documento invita ad attivare tutte quelle energie necessarie  a far sì che il Volto di Cristo possa essere fatto conoscere in ogni modo. Qui si inserisce il rapporto specifico con l’obiettivo del Convegno: il Volto di Cristo nelle sue molteplici espressioni va presentato e annunciato con correttezza e deontologia professionale. È il cammino del Vangelo che valorizza tutte le forme di comunicazione possibili, pur di raggiungere l’obiettivo dell’incontro tra Cristo e la persona.

2.2. La vita delle Chiese Orientali Cattoliche (Orientalium Ecclesiarum)

Il Decreto sulle Chiese orientali cattoliche Orientalium Ecclesiarum, approvato il 21 novembre 1964, è articolato in varie sezioni e distribuito in 30 paragrafi. I contenuti di questo documento permettono di sollevare uno sguardo attento sulle Chiese orientali in comunione con la Chiesa di Roma. È un percorso che mette in contatto con una ricchezza spesso sconosciuta, costituita dal patrimonio spirituale di queste Chiese; patrimonio che deve essere conservato e sviluppato.

In questa linea l’attenzione si rivolge in particolare alla disciplina dei sacramenti e al culto in generale, perché questo è il locus in cui e attraverso cui si compie la manifestazione più eloquente ed elevata di appartenenza alla comunità ecclesiale. Un’appartenenza spesso determinata dall’essere pusillus grex in mezzo a contesti religiosi non sempre attenti al rispetto dell’altro.

Il Volto di Cristo che traspare dai contenuti del documento è splendido. Splendido per ciò che emerge dal fatto stesso dell’esistenza di tali Chiese; splendido per il patrimonio spirituale che costituisce un riflesso di tale Volto nelle sante celebrazioni e nella richcezza del patrimonio cultuale; ma splendido anche per ciò che può trasparire dal rapporto con altre Chiese che – sia pur “separate” – offrono tuttavia spazi di dialogo per una comunione costantemente in fieri.

2.3. Significato e ruolo dell’ecumenismo (Unitatis Redintegratio)

Il Decreto sull’ecumenismo Unitatis Redintegratio, approvato il 21 novembre 1964, è articolato in tre capitoli distribuiti in 24 paragrafi. Non poteva mancare all’attenzione del Concilio Vaticano II la problematica relativa all’ecumenismo. I contenuti del testo conciliare da una parte rendono ragione della problematica; ma dall’altra pongono anche in evidenza i principi cattolici sull’ecumenismo.

È da questi principi che si muove l’esercizio dello stesso ecumenismo, in un rapporto dialettico con le varie comunità ecclesiali, tanto in Oriente che in Occidente. Ne scaturisce una visione che permette di cogliere come in questi anni si sia svolto un cammino intenso che ha permesso di raccogliere frutti notevoli. Un cammino caratterizzato da interventi magisteriali come l’Ut unum sint di Giovanni Paolo II, ad esempio; ma anche di gesti carichi di profezia.

Resta il fatto che il Volto di Cristo in questa situazione di divisione non riesce a risplendere. La vita delle Chiese e la responsabilità dei loro rappresentanti sono un elemento su cui bisogna richiamare l’impegno per tornare al Vangelo; a quel Vangelo che, solo, sta all’origine della comunione più profonda con Cristo e con i fratelli.

2.4. La missione dei vescovi (Christus Dominus)

Il Decreto sull’ufficio pastorale dei vescovi nella Chiesa Christus Dominus, approvato il 28 ottobre 1965, è articolato in tre capitoli distribuiti in 44 paragrafi.

Non c’è da meravigliarsi se il Vaticano II ha dedicato molta attenzione al vescovo. Lo ha fatto in vari dei suoi documenti, a cominciare dalla Sacrosanctum Concilium per giungere alla Lumen Gentium; e lo fa in particolare nel presente decreto per porre in evidenza il rapporto tra il vescovo e la Chiesa universale e il vescovo con le Chiese particolari.

Nella molteplicità degli impegni episcopali emerge un dato di fatto annunciato proprio fin dall’inizio: il papa e i vescovi perpetuano l’opera di Cristo. Pertanto, è in questa ottica che tutte le indicazioni e disposizioni racchiuse nel documento tendono a far sì che l’opera del Crsito – e dunque il suo Volto – possa essere il più trasparente possibile proprio attraverso il ministero episcopale.

*Preside della Facoltà di lettere cristiane e classiche della Pontificia Università Salesiana e presidente della Pontificia Accademia di Teologia

[La seconda parte è stata pubblicata domenica 7 ottobre. La quarta parte uscirà martedì 9 ottobre]