"Ildegarda, la sibilla renana", tra pathos e cultura

Domenica l'ultima replica dello spettacolo dell'attrice e autrice Cristina Borgogni ha messo in scena la figura della mistica tedesca, proclamata Dottore della Chiesa da Benedetto XVI nel 2012

Roma, (Zenit.org) Sabrina Tomarro | 258 hits

Cristina Borgogni sceglie di mettere in scena una figura femminile, probabilmente non conosciuta a tutti, ma dalla storia coinvolgente ed appassionante come  “Ildegarda, la sibilla renana”. L’attrice incarna alla perfezione il complesso personaggio religioso e storico di Ildegarda. Riuscendo a trasmettere al pubblico in sala il giusto mix di pathos e cultura. La profetessa, così era chiamata, è stata  nominata dottore della chiesa da Papa Benedetto XVI, ed è ricordata le sue innumerevoli ed ecclettiche doti come: scrittrice, linguista, musicista, poetessa, guaritrice, naturalista ed amante dello studio degli astri. Lo spettacolo teatrale (scritto, interpretato e diretto dalla stessa attrice ndr), intriso da un eccellente ed efficace uso appropriato del linguaggio verbale, evidenzia uno studio pertinente sui temi e l’ambiente dell’epoca, ma soprattutto  un viaggio di ricerca che Cristina Borgogni ha vissuto dentro di sé.

Questa passione di incarnare Ildegarda di Bingen, le è nata attraverso la sua conoscenza personale riguardo la storia della carismatica badessa benedettina del 1100, una donna di una cultura immensa, legata allo straordinario potere di profezia ed interpellata proprio per questo, da Papi ed Imperatori. Cristina ha letto tutto ciò che ha scritto questa mistica, e che ha fatto nascere in lei, l’entusiasmo e la volontà di trasmettere al pubblico, la sua particolare storia, non solo per la suo valore di veggenza e di santità, ma anche dal suo lato umano, più intimo e vicino a tutte le genti di qualsiasi generazione. Ildegarda conosciuta come la Sibilla renana, è una guida spirituale, che forse oggi più di ieri dovrebbe essere ascoltata, non solo per cultura ma nel cuore di tutti noi. 

Ma c’è un personaggio nel nostro contemporaneo che ricorda in qualche modo la Sibilla Renana? “Nella sua totalità no - spiega la Borgogni -, diciamo che per il suo eclettismo e la sua genialità, più che ad una donna contemporanea a me lei fa pensare di più a Leonardo da Vinci, mentre come religiosa ricca di cure e amore verso i poveri, mi ricorda molto Madre Teresa di Calcutta.”

Dove sarà portata in scena Ildegarda?

Borgogni: Ora andrà in scena dal primo al 20 aprile al teatro Due a Roma poi speriamo di portarla  in tournee in molte città. Intanto la scorsa estate è già stata presentata a Roma al Teatro Argentina e ai giardini della Filarmonica, e poi a Firenze, sia al festival di Villa di Vico che alla Pergola. Penso che sia uno spettacolo particolare, direi di guarigione, chi lo vede esce in pace, toccato nel cuore.

Sulla scena lei recita con suo marito Paolo Lorimer. Ma  avete provato a seguire i suoi consigli in cucina o sulla salute?

Borgogni: Sì ci siamo messi, anzi lui è il cuoco, a fare molti piatti di Ildegarda! Poi cerchiamo di seguire i suoi consigli anche nella cura del corpo; forse, siamo diventati più sobri e riflessivi, per me è diventata un punto di riferimento, tanto che spesso in situazioni difficili o semplicemente in momenti di dubbio, mi chiedo sempre, cosa farebbe lei al posto mio, ma naturalmente  la differenza è abissale, lei anche se malata era una donna fortissima, io sono insicura, anche se una cosa in comune con lei ce l’abbiamo: delle emicranie furibonde!

Quanto è importante la fede nella sua vita?

Borgogni: La ricerca di Dio, una spiritualità profonda è molto importante nella mia vita, con le sue incertezze e i dubbi. Io mi sento una ricercatrice, a volte sento a volte no, mi piacerebbe avere la fede sicura di Ildegarda, ma sono ancora in cammino.