IMU e Scuole cattoliche: "Un pericolo per la libertà religiosa"

Il parere del sociologo Massimo Introvigne sull'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate

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TORINO, martedì, 3 luglio 2012 (ZENIT.org) - Continua a far discutere l'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate, che ha sollecitato alle scuole cattoliche paritarie il pagamento dell'IMU sui loro immobili. Sul tema interviene il sociologo Massimo Introvigne, da poco nominato coordinatore dell'Osservatorio della Libertà Religiosa promosso dal Ministero degli Esteri.

«L'Osservatorio - fa notare Introvigne - ha iniziato le sue attività la settimana scorsa con una conferenza stampa dell'arcivescovo di Baltimora William Lori, il quale ha denunciato la nozione restrittiva di "ente religioso" contenuta nella riforma della sanità del presidente Obama ai fini delle esenzioni dall'obbligo di assicurare ai dipendenti l'assistenza sanitaria in caso di aborto.

Secondo questa nozione, del tutto arcaica e riduzionista, una parrocchia è un ente religioso, una scuola cattolica no. Sembra ora che nell'Agenzia delle Entrate si nascondano dei nipotini di Obama, nonostante la diversa e chiara posizione espressa dal governo lo scorso febbraio. Molte scuole confessionali paritarie dispongono di vasti immobili, residuo di epoche passate in cui gli studenti erano più numerosi, e sono già a rischio chiusura a causa degli effetti combinati della crisi demografica e della crisi economica. L'IMU sarebbe il colpo di grazia».

«Senza entrare nel merito di questioni tecniche - prosegue Introvigne - non posso non rilevare che la questione è la stessa sollevata dai vescovi americani. C'è chi pensa erroneamente che la libertà religiosa si riduca alla libertà di culto, mentre comprende certamente la nozione di aprire e mantenere scuole la cui missione è parte integrante della missione religiosa della Chiesa. Questo vale per i cattolici, e vale naturalmente per ogni altra confessione religiosa. Quando si diffondono nozioni riduttive e strumentali della religione, la libertà religiosa di tutti è in pericolo».