In cammino con Sant'Agostino: essere il Corpo di Cristo per il mondo di oggi

Si è aperto a Roma il III Congresso dei Laici Agostiniani

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di Antonello Sacchi*

ROMA, venerdì, 13 luglio 2012 (ZENIT.org) - “Riassumiamo in questo tema ciò che marca profondamente la nostra identità cristiana con l'obiettivo di raccogliere le sfide che il mondo contemporaneo ci pone dinanzi come credenti”.

Con il saluto di Padre Luciano de Michieli, Priore Provinciale della Provincia d'Italia dell'Ordine di Sant'Agostino, e di Padre Alejandro Moral, membro della Curia Generalizia Agostiniana e responsabile dell'Organizzazione del Convegno, si è aperto a Roma, all'Istituto Patristicum Augustinianum, il III Convegno Internazionale dei Laici Agostiniani.

Padre Moral, che ha portato i saluti del Priore Generale Padre Robert F. Prevost, ha spiegato il perché del titolo del Convegno In cammino con Sant'Agostino: Essere il Corpo di Cristo per il mondo di oggi.

“Riassumiamo in questo tema ciò che marca profondamente la nostra identità cristiana - spiega Padre Moral - con l'obiettivo di raccogliere le sfide che il mondo contemporaneo ci pone dinanzi come credenti”. La vita fondata sulla fede, sull'unità e sulla comunione fra tutti: questo è il compito che i laici dell'Ordine di Sant'Agostino desiderano attuare, questa è la testimonianza che desiderano fornire. Circa duecento laici agostiniani provenienti da ventotto nazioni sparse nei cinque continenti sono giunti a Roma per riflettere, pregare, condividere insieme le proprie esperienze al fine di “essere il Corpo di Cristo per il mondo di oggi”. Per Sant'Agostino l'aspetto più importante della vita cristiana è la comunione: senza di essa non esiste fede, speranza, carità.

La prima relazione è stata tenuta daJoseph T. Kelley, docente in studi teologici e religiosi al Merrimack College in Massachusetts che ha riflettuto sul fatto che ogni credente è Corpo di Cristo, fatto ribadito ben undici volte dalle Lettere di San Paolo: “Noi siamo il Suo Corpo. Siamo parte del Corpo Risorto di Cristo... Il respiro di Cristo, il Suo Spirito, porta ossigeno divino a tutti noi, costruendoci nell'amore”.

La citazione di San Paolo è necessaria perché Agostino si innamorò degli scritti di Paolo: essi sconvolsero, disturbarono e alla fine ispirarono la sua vita nella fede. Pio XII, che con l'enciclica Mystici Corporis Christi ha ricordato che la Chiesa è comunità universale di credenti, clero e laici insieme, e il Concilio Ecumenico Vaticano II, che ha fatto ampio uso del linguaggio biblico per descrivere la Chiesa, ci insegnano che la Chiesa è lo stesso Cristo, che prosegue la sua divina presenza e la sua opera divina attraverso ognuno di noi, attraverso il nostro amore e il nostro servizio: “Noi ci apparteniamo gli uni agli altri perché tutti apparteniamo a Cristo. Siamo tutti membri del suo Corpo”.

Tre sono i temi negli scritti di Agostino che per noi rendono concreto il mistero del Corpo di Cristo: amicizia, giustizia, solidarietà. “Il viaggio della fede compiuto da Agostino è un pellegrinaggio nelle profondità dell'esperienza umana, dove è possibile incontrare Dio”. La teologia del Corpo di Cristo può sembrare mistica ma il significato è chiaro: “Quando amate un altro essere umano, quando offrite il vostro cuore in amicizia, voi amate Cristo; quando aiutate un altro essere umano, quando offrite la vostra mano nel servizio, voi servite Cristo”. Come membra del Corpo di Cristo noi siamo tutti solidali gli uni con gli altri. La conclusione di Kelley: “Se c'è qualcosa che porterete con voi alla fine del Convegno, fate che sia l'amore di Cristo”.

Monsignor Giovanni Scanavino, relatore della seconda giornata del Convegno, sottolinea la preziosa occasione di formazione che il Convegno stesso costituisce perché la fraternità agostiniana ha una grande responsabilità educativa. Il primo punto trattato dal Vescovo riguarda il tentativo di far rinascere nelle persone la convinzione che la nostra comunione è un dono gratuito che il Signore ci ha fatto: “La verità dell'amore non siamo noi ma è lo Spirito Santo che abita in noi. Confrontarci con la fonte dell'amore per verificare la qualità dell'amore è un'attività interiore indispensabile soprattutto nel nostro mondo in cui prevale il sentire e l'apparire”.

Il secondo punto trattato da monsignor Scanavino è una conseguenza del primo: se il Creatore ci ha donato il suo amore e ce lo ha messo nel cuore allora possiamo amare gli altri.

La terza considerazione è collegata all'Eucarestia, altro punto base della comunione. Monsignor Scanavino conclude con un invito: “Educare alla verità dell'amore attraverso l'ascolto, la riflessione e il discernimento è indispensabile per la propria autonomia interiore”.

Il Convegno prosegue con il confronto in gruppi di lavoro e in tavole rotonde sulla famiglia, sui laici agostiniani e sui giovani. Domenica 15 luglio il Priore Generale dell'Ordine di Sant'Agostino, Padre Robert F. Prevost, celebrerà l'Eucarestia nella Basilica di Sant'Agostino in Campo Marzio, dove è sepolta santa Monica madre di Sant'Agostino, mentre lunedì 16 verranno prese in esame le proposte condivise dai vari gruppi al termine dei lavori.

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*Ufficio Stampa Curia Generalizia Agostiniana

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