In Corea una beatificazione di importanza epocale

Durante la sua visita pastorale, papa Francesco eleverà agli altari i primi cattolici che patirono il martirio nel paese asiatico

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 500 hits

Un viaggio internazionale importantissimo, motivato da svariati fattori: su tutti la Giornata Asiatica della Gioventù e la beatificazione di un gruppo di martiri coreani, i più antichi di questa terra d’Estremo Oriente.

L’ultimo viaggio di un Papa in Asia, inoltre, risaliva al 1999 – con San Giovanni Paolo II - pertanto la notevole distanza temporale rendeva necessario un rilancio dell’evangelizzazione nel più grande continente del mondo, coerentemente con le priorità dell’attuale pontificato.

A meno di una settimana dalla partenza di papa Francesco per Seoul, il direttore della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi, ha illustrato ai giornalisti accreditati i punti salienti della visita pastorale in Corea del Sud, in programma dal 13 al 18 agosto.

Si tratta del terzo viaggio internazionale di Bergoglio dopo il Brasile (22-28 luglio 2013) e la Terra Santa (24-26 maggio 2014), e del terzo viaggio di un Papa in Corea del Sud (Giovanni Paolo II vi si recò nel 1984 e nel 1989).

L’invito dei vescovi coreani a Francesco è scaturito in occasione della Giornata Asiatica della Gioventù, una sorta di piccola GMG che dovrebbe portare a Seoul circa 2000 “rappresentanti qualificati” da 23 paesi dell’Asia.

A questi ultimi si aggiungeranno 4mila giovani in occasione della contestuale Giornata della Gioventù Coreana, per un totale, quindi, di circa 6000 partecipanti.

Nell’ambito di un continente dove l’unico paese a maggioranza cattolica sono le Filippine, in Corea del Sud, ha ricordato padre Lombardi, i cattolici ammontano circa il 10% della popolazione e si attestano in costante crescita, con una media di circa 100mila battesimi l’anno, rappresentando così una realtà “molto dinamica” della Chiesa in Asia, anche dal punto di vista missionario: numerose sono infatti le iniziative coreane di evangelizzazione nel continente – in particolare in Mongolia – ed in tutto il mondo.

L’altro momento topico della visita del Papa sarà la beatificazione di 124 martiri. La realtà del martirio è infatti un tratto distintivo molto forte del cattolicesimo coreano, che tocca profondamente il cuore dei fedeli di questo paese.

Ulteriore specificità di questa chiesa è la sua origine “laicale”: si tratta infatti dell’unico caso al mondo di comunità cattolica che si è ‘autoevangelizzata’, a seguito della scoperta di alcuni documenti che recavano informazione sulla fede cristiana e su come questa era stata trasmessa in Estremo Oriente da Matteo Ricci e dai Gesuiti.

Avvenne così che un gruppo di coreani si mise a studiare la Bibbia ed altre fonti della tradizione cristiana, recandosi poi a Pechino, per trovare dei sacerdoti dai quali farsi battezzare.

Il gruppo di martiri che papa Francesco beatificherà, fa seguito a quello di Andrea Kim e compagni, i 103 beatificati da Giovanni Paolo II, che però appartenevano alla seconda o terza generazione di cattolici coreani: il loro martirio fu testimoniato dai missionari francesi allora presenti.

Dei martiri della prima generazione vi era ancora la memoria, tuttavia per decenni sono mancati uno studio approfondito e documentazioni esaurienti. Solo negli ultimi anni è stato condotto un lavoro storiografico ed archeologico soddisfacente che, come risultato, ha portato alla beatificazione del prossimo 16 agosto.

Accennando alla situazione geopolitica nella penisola, padre Lombardi ha ricordato che, a più di sessant’anni dalla guerra che divise il Nord dal Sud, tra le due Coree non vige ancora la pace ma un “armistizio”, quindi i temi della “pace” e della “riconciliazione” saranno al centro dell’intera visita pastorale.

“Andare in Corea e pregare per la riconciliazione, per la pace fra le due parti del popolo coreano e nel mondo intero è anche un tema estremamente significativo”, ha affermato il portavoce vaticano che ha confermato l’assenza di delegazioni nordcoreane, vuoi per l’ostilità della comunità cristiana di Pyonyang, sottomessa al regime dittatoriale, vuoi per il sempre vigente divieto di attraversare il confine, segnato dal 38° parallelo.

La delegazione pontificia che accompagnerà il Papa sarà composta innanzitutto dal cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, e dal Sostituto, monsignor Angelo Becciu, cui si affiancheranno i cardinali Ferdinando Filoni e Stanislaw Rylko, rispettivamente prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli - quindi competente per l’area asiatica – e presidente del Pontificio Consiglio per i Laici – cui spetta l’organizzazione delle GMG e dei raduni giovanili internazionali.

Ad accompagnare il Santo Padre vi sarà il consueto staff per il cerimoniale, per le comunicazioni, la logistica e la sicurezza; come desiderato dal Pontefice, vi sarà anche un impiegato – probabilmente della Centrale Telefonica - che, senza esercitare funzioni specifiche durante il viaggio, rappresenterà “la partecipazione dell’intera comunità di lavoro vaticana”.

All’inizio del briefing, padre Lombardi ha dato lettura della preghiera di ringraziamento per la visita di papa Francesco e per la beatificazione dei martiri coreani, che reca le seguenti parole:

O Dio Padre, tu che sei amore,

ti ringraziamo per aver istituito la Chiesa cattolica in Corea

senza l’aiuto dei missionario, ma con la tua sola grazia.

La nostra Chiesa è onorata dalla beatificazione dei martiri,

che sarà tenuta da Papa Francesco in occasione della sua visita in Corea.

Grazie, inoltre, per averci offerto l’opportunità di una nuova evangelizzazione dell’Asia,

attraverso la giornata asiatica della gioventù, alla quale vengono richiamati giovani provenienti da diversi Paesi del continente.

Aiutati affinché, prendendo l’esempio dei nostri martiri, possiamo rinnovare la nostra fede e la nostra Chiesa e attraverso ciò evangelizzare la nostra società.

Aiutaci a divenire una comunità che sappia accompagnare i sofferenti, emarginati e i poveri, che sappia trasmettere a tutti gli uomini la luce della fede e promuovere la cultura dell’amore, della pace, della vita.

Ti preghiamo affinché il nostro popolo si riconcili attraverso il Vangelo e realizzi la pace e l’unità nella penisola.

Per mezzo di questo fa che proclamiamo il Vangelo a tutti i popoli dell’Asia e fa che la tua luce e la tua gloria illuminino tutto il mondo.

Per Cristo, nostro Signore”.