In Francia si vanifica la possibilità di far riflettere le persone

Le reazioni dell'arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois, ai nuovi progetti di legge che estendono il diritto all'aborto e al divorzio

Parigi, (Zenit.org) Anita Bourdin | 363 hits

"Si vanifica la possibilità di far riflettere le persone". Lo ha dichiarato venerdì scorso il cardinale arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois, commentando davanti ai microfoni dell’emittente radiofonica dell’arcidiocesi, Radio Notre Dame, il progetto di legge francese sull'aborto.

Una modifica dell’attuale legge francese - la legge Veil, del 17 gennaio 1975 - per estendere il diritto all’aborto, verrà discussa all’Assemblea Nazionale a partire da lunedì 20 gennaio. 

"Se la legge passa, si fa scivolare l’aborto da una ‘soluzione’ disastrosa in caso didifficoltà estrema ad una soluzione banale alla quale si può ricorrere in qualsiasi circostanza. Questo vuol dire, come hanno già fatto eliminando il colloquio preliminare, vanificare le possibilità di far riflettere le persone”, ha spiegato il cardinale. “Siamo nella situazione di un aborto di convenienza”, ha aggiunto.

"Dopo quasi 40 anni che la legge Veil è stata promulgata - non era una legge di diritto all'aborto ma una legge di non penalizzazione dell’aborto, vale a dire una legge che cercava di ridurre i danni e il numero di aborti - non è stato ridotto il numero degli aborti”, ha proseguito il cardinale. “Al contrario, siamo entrati in una logica di banalizzazione dell'aborto, che era prevedibile e che noi avevamo annunciato”.

Nel suo settimanale intervento radiofonico, Vingt-Trois si è espresso anche sugli ultimi sviluppi riguardo al divorzio. Il ministero della Giustizia propone infatti che i divorzi di mutuo accordo o consensuali possano essere semplicemente sanciti dai cancellieri giudiziari, dunque senza ricorrere ad un giudice.

Secondo Vingt-Trois, si tratta nuovamente “di un modo per la società di occultare le sue conseguenze nocive: fare come se il divorzio non avesse delle conseguenze”. “Il mutuo consenso – ha osservato il porporato - può essere un accordo in cui non si sa chi cede all’altro. E questo non cancella la crisi che rappresenta il divorzio, per le persone stesse che divorziano e per i loro figli, di cui nessuno parla”.

[Traduzione dal francese a cura di Paul De Maeyer]