In futuro, per le attività pastorali ad Assisi, i Francescani dovranno ottenere il consenso del Vescovo

Lo ha stabilito Benedetto XVI con un “Motu proprio”

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CITTA’ DEL VATICANO/ASSISI, domenica, 20 novembre 2005 (ZENIT.org).- Con un “Motu proprio”, reso noto questo sabato dalla Sala Stampa vaticana, Benedetto XVI ha stabilito le nuove norme che regoleranno le iniziative pastorali della Basilica di San Francesco e del Sacro Convento di Assisi, così come della Basilica di Santa Maria degli Angeli, i luoghi sacri dove è conservata maggiormente la tradizione francescana.



Secondo quanto contenuto in questo documento, la giurisdizione canonica su entrambe le Basiliche spetterà alla diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, per la quale il Papa ha nominato di recente l’Arcivescovo Domenico Sorrentino , 57 anni, che prende il posto – per raggiunti limiti di età – di monsignor Sergio Goretti.

Nel “Motu proprio”, Benedetto XVI spiega che la decisione nasce dall’esigenza “di realizzare una più efficace intesa tra le attività che si svolgono sia nella Basilica di San Francesco (con annesso Sacro Convento), sia nella Basilica di Santa Maria degli Angeli (ed unito Convento) e la pastorale della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, e anche con la pastorale promossa a livello regionale e nazionale dalle rispettive Conferenze episcopali”.

Finora le due Basiliche, in base ai “Motu proprio” di Paolo VI (Inclita toto, dell’8 agosto 1969 ed ex Audientia, del 12 maggio 1966) si trovavano sotto la diretta giurisdizione dell’Ordine francescano: ai Conventuali era assegnata la Basilica di Santa Maria degli Angeli, con la “Porziuncola”, e ai Minori quella di San Francesco, dove è sepolto il fondatore.

Il Papa ha anche stabilito che un Cardinale verrà d’ora in avanti assegnato alle due Basiliche in qualità di Legato pontificio, il quale “pur non godendo di giurisdizione, avrà il compito di perpetuare con la sua autorità morale gli stretti vincoli di comunione tra i luoghi sacri alla memoria del Poverello e questa Sede Apostolica”.

“Egli potrà impartire la Benedizione Papale nelle celebrazioni che presiederà in occasione delle maggiori solennità liturgiche”, si legge di seguito.

Conseguenza della nuova disciplina è che “i Padri Francescani, Conventuali e Minori, per tutte le iniziative che hanno risvolti pastorali, dovranno pertanto chiedere ed ottenere il consenso del Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino”.

“Questi, poi – come recita il documento –, sentirà il parere del Presidente della Conferenza Episcopale Umbra per le iniziative che hanno riflessi sulla Regione umbra o della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana per le quelle a più ampio raggio”.

In alcune dichiarazioni rilasciate all’agenzia giornalistica “ANSA”, monsignor Sergio Goretti, che è stato alla guida della diocesi di Assisi per 25 anni, ha affermato che “ad Assisi era assurdo che esistessero delle vere e proprie enclave autonome sulle quali proprio il Vescovo non aveva alcun potere”.

“E’ un bene che il mio successore non abbia da questo punto di vista i problemi che ho avuto io. Spesso venivo a sapere dai giornali di certe iniziative, e non sempre la mia gente capiva tutto questo”, ha raccontato.

“Le nuove norme emanate dal Pontefice da questo punto di vista sono un passo molto importante, per evitare che nella Chiesa locale possano esistere delle enclave autonome”, ha poi osservato.