"In Lui solo la speranza"

Il nuovo volume della LEV e Jaca Book propone un ciclo di esercizi spirituali tenuto nel gennaio 2006 dall'allora arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, ai vescovi spagnoli

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) | 453 hits

L’identikit del vescovo tracciato dal cardinale Jorge Mario Bergoglio. È quanto propone la Libreria Editrice Vaticana, pubblicando insieme a Jaca Book “In Lui solo la speranza”, un ciclo di esercizi spirituali tenuto nel gennaio del 2006 dall’allora arcivescovo di Buenos Aires ai vescovi spagnoli.

“Uomini radicati e fondati nella Chiesa: così ci vuole Gesù” notava Bergoglio dando avvio alla sua riflessione. “Il ministero è pura grazia” ricordava il cardinale, e non dipende dai “meriti di chi è scelto per la missione”, che anzi è continuamente chiamato alla conversione dal peccato, consapevolezza che deve divenire missione, “desiderio di convertire e guadagnare altri a Colui che ci ha perdonato e ha guadagnato noi stessi”.

Pagine analitiche e molto lucide, nelle quali Bergoglio parla con grande candore del rischio che “per la paura cadiamo nel peccato”. Così, ad esempio, “ci sono pastori che non compiono la loro missione perché hanno paura di cadere nell’autoritarismo. Altri, per paura di avere peccatori nella propria comunità, commettono il peccato di non comprendere e di non sperare. A volte, per paura di non aver successo nella guida pastorale, tentiamo di disfarci del collaboratore difficile. O per paura di affrontare qualche guaio continuiamo a coprire, lasciando passare cose che poi si trasformano in scandalo maggiore. La paura fa vedere fantasmi”.

Una “tentazione” ricorrente è quella di pensare “che la nostra missione come pastori possa realizzarsi senza sofferenze”. Ma la croce “è il Signore che ce la mette sulla spalla – quella croce che è un giogo portato da due, del quale Egli porta il maggior peso”. Per portare la croce “il pastore avrà bisogno della forza che viene dalla speranza. E cadiamo nella ricerca di segni straordinari, finché diventiamo immemori, come i discepoli di Emmaus, dei segni di Dio nelle prove e difficoltà della Chiesa durante la storia”. Ma, precisava il cardinale, “il vescovo è colui che cura la speranza vegliando sul suo popolo”.

Bergoglio adotta poi la metafora della “lotta fino alla morte tra i due vessilli”, quello di Cristo e quello del Demonio. E parla del Signore come di “un Sommo Capitano che dà coraggio ai suoi nella battaglia e continuamente rianima e conforta, perché sa quanto dura è la lotta e quanto spietato e astuto il nemico”.

Il testo presenta moltissimi rimandi alla Sacra Scrittura, diversi riferimenti agli Esercizi di Sant’Ignazio di Loyola e al Magistero dei Pontefici, passaggi di altri cardinali, quali Eduardo Francisco Pironio e Carlo Maria Martini, come pure non mancano raffinate citazioni letterarie, ad esempio quelle attinte dalla Commedia di Dante.