In nome della morte di un padre

È l'amore del Padre che rende la vita eterna

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 406 hits

Per lo più non ci si pensa. Si spera che non avvenga mai. Purtroppo anche i padri muoiono. E quando accade, per le persone care, ma soprattutto per i figli è un dolore molto difficile da sopportare.

Mio padre si chiamava Ennio, una brava persona, buona, semplice, allegro, ottimista. Si è sposato giovane e da allora ha dedicato tutta la vita per la famiglia ed i figli, lavorando e cercando di educarci al bene.

Mamma se ne è andata in cielo che aveva cinquant’anni. Per mio padre gestire la famiglia con tre figli non è stato facile, ma non si è lamentato.

Diventato anziano ha avuto un ictus, grave, ma anche da quello è sopravvissuto. Poi, mercoledì 12 giugno, la situazione è precipitata ed anche il suo forte cuore si è arreso.

Abbracciare, assistere, accarezzare, baciare un padre che sta morendo, è una esperienza struggente. Il cuore in fiamme. Le lacrime copiose non riescono a lenire il dolore.

Non si riesce neanche a parlare, il groppo in gola, singhiozzi e un pianto irrefrenabile.

Mille ricordi. Quando ero bambino pensavo che mio padre fosse un eroe, era buono, mi proteggeva quasi fossi un cucciolo, giocava con me.

Tante persone che lo incontravano lo ringraziavano. Vivevamo a Cascia, dove si trova il santuario di santa Rita, erano gli anni sessanta e mio padre portava la luce, nel senso che lavorava all’Unes poi Enel, allacciava la rete elettrica con le abitazioni, i negozi, gli edifici, le Chiese.

Insomma era un vero supereroe, dove arrivava portava la luce.

Non aveva denari, la famiglia viveva solo con il suo stipendio, ma non esitò ad acquistarmi l’enciclopedia “Conoscere” che usciva a fascicoli.

Ci teneva a farmi conoscere il mondo e l’universo.

Nel 1969 ci trovammo insieme a guardare la luna, immaginando gli astronauti che camminavano sul suolo lunare.

Avevo 19 anni quando andai via da casa. Lui non era d’accordo. Soffrì, ma non mi portò rancore. Ogni volta che ho avuto bisogno lui c’era sempre. E ogni volta mi accoglieva come fossi il figliol prodigo.

Al funerale sono accorse tantissime persone, tutte hanno testimoniato che mio padre era un generoso, aiutava tutti. Quando c’era bisogno lui c’era sempre.

Ora, di fronte alla morte, i ricordi gioiosi diventano struggenti nostalgie. Il rapporto di amore filiale si è strappato.

E di fronte alla morte, non c’è uomo che non capisca quanto siamo fragili, e quanto nulla conta veramente se non l’amore.

Tutto il resto è nulla.

Mi consola il fatto che mio padre è andato a ricongiungersi con la mamma che è in cielo dal 1982.

Mi si apre il cuore, pensando che mio madre e mia madre saranno a fianco di un Padre più grande, il Dio che tanto ci ama.

Sono certo che intercedereranno per vegliarci da lassù.

L’eterno riposo dona loro Signore.