In Oceania segni di “fede, speranza e amore”

Messaggio dei Vescovi del continente a Benedetto XVI

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ROMA, mercoledì, 19 maggio 2010 (ZENIT.org).- Nonostante le sfide che l'Oceania si trova a dover affrontare, ci sono molti segni di “vibrante fede, speranza e amore”.

Lo dichiarano in un messaggio inviato a Benedetto XVI i Vescovi della Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Oceania (FCBO), che dal 10 al 14 maggio hanno celebrato a Sydney (Australia) la loro assemblea sul tema “Walking his way, bearing his fruit, living his life” (“Camminare sulla sua via, portare i suoi frutti, vivere la sua vita”).

“Affrontiamo molte sfide nelle nostre Diocesi e nelle nostre rispettive Nazioni: tensioni politiche e difficoltà economiche in alcune, la diffusione di una mentalità secolarizzata, che cerca di escludere il cristianesimo in altre. Ma notiamo molti segni positivi di vibrante fede, speranza e amore”, spiegano i Vescovi nel Messaggio, come riferisce Fides.

All’assemblea, che si tiene ogni 4 anni, hanno partecipato oltre 90 presuli provenienti da 17 Nazioni. Durante i lavori, è stato eletto come nuovo presidente della Federazione monsignor John Dew, Arcivescovo di Wellington (Nuova Zelanda), che sostituisce monsignor Peter Ingham, Vescovo di Wollongong (Australia).

Intervistato da Fides, monsignor Ingham ha affermato che l'incontro è stato “molto proficuo” e “ha dato modo di costruire buoni rapporti di comunione fra i Vescovi delle diverse Conferenze”.

“Abbiamo cercato di fornire a tutti i partecipanti un’occasione di crescita professionale, con la presenza di biblisti, e fornendo suggerimenti spirituali, teologici e pastorali, sugli argomenti emersi dagli ultimi due Sinodi dei Vescovi”.

Il tema centrale del dibattito, ha rivelato, è stato quello della comunione, “che è sempre necessario coltivare a tutti i livelli ed è la base del nostro ministero episcopale”.

“Nei forum previsti, abbiamo poi avuto modo di condividere gioie, dolori e speranze”, ha aggiunto. “L’impostazione generale è quella di voler condividere le risorse, umane e professionali, di cui le singole Conferenze dispongono”.

Il presule ha quindi riferito le sfide più importanti che affronta la Chiesa in Oceania, sottolineando in primo luogo “l’emergere di una mentalità secolarizzata che vuole escludere la religione dalla vita pubblica”.

In altre aree, ha aggiunto, “ci si confronta con instabilità politica, corruzione nei Governi, serie difficoltà economiche”.

Ricordando che “il crollo delle certezze e dei valori morali tradizionali crea un vuoto”, perché “il 'vecchio' non c’è più, ma il 'nuovo' non emerge ancora”, il Vescovo Ingham ha constatato che questa situazione è “una grande opportunità per la Chiesa per riproporre il messaggio di Cristo” e “assegna anche una grande responsabilità nell’evangelizzare”.

“Inoltre occorre affrontare a livello pastorale i problemi della povertà e della diffusione dell’Aids, che chiedono risposte urgenti e concrete”, ha concluso.