In pellegrinaggio alla Madre dell'Albania

Nel santuario della Madonna del Buon Consiglio dall'Italia, dall'Albania, dal Kosovo e dal Montenegro

Roma, (Zenit.org) Paolo Schiavella | 478 hits

L’arcivescovo di Scutari-Pult, in Albania, monsignor Angelo Massafra, domenica 26 maggio scorso, ha guidato il pellegrinaggio di numerosi albanesi provenienti dalla Madre Patria, dal Kosovo e dalle comunità di immigrati presenti in Italia al santuario della Madonna del Buon Consiglio a pregare la “Madre dell’Albania”, come è da loro venerata la Sacra Immagine della Vergine con Bambino custodita nel santuario dal 1467. Per antica tradizione la Madonna del Buon Consiglio si narra “portata per mano angelica” dalla chiesa di Scutari, in Albania, a Genazzano per sfuggire all’invasione turca.

Le prime ad arrivare nel mattino sono state le comunità cattoliche d’Italia seguite pastoralmente da d. Pasquale Ferraro, coordinatore nazionale della CEI per i Migranti Albanesi, le quali dopo una breve processione si sono ritrovate all’interno della basilica-santuario della Madonna del Buon Consiglio ed hanno assistito alla solenne liturgia eucaristica presieduta da mons. Massafra e concelebrata da monsignor Cristoforo Palmieri, vescovo della diocesi albanese di Rreshen, da monsignor Zef Gashi, arcivescovo di Bar in Montenegro, e da altri sacerdoti albanesi. Dopo la messa i pellegrini, accolti dai padri agostiniani e dal sindaco, Fabio Ascenzi, si sono ritrovati nel parco degli Elcini, a nord del Castello Colonna e qui hanno si sono lasciati trasportare da balli e canzoni tradizionali della Madre Patria. Nel pomeriggio, quindi, sono arrivati i loro connazionali dall’Albania, dal Kosovo e dal Montenegro, sbarcati nel porto di Bari con un certo ritardo per le cattive condizioni meteorologiche.

A presiedere la solenne messa del pomeriggio nel santuario mariano è stato, ancora, monsignor Massafra che ha concelebrato con il vescovo di Sape, in Albania, monsignor Lucjan Avgustini, con l’amministratore apostolico della diocesi di Prizren in Kosovo, il vescovo Dode Gjergji, e, di nuovo, con monsignor Zef Gashi. Tra i sacerdoti concelebranti provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico vi era don Lush Gjergji, vicario generale in Kosovo dell’amministrazione apostolica di Prizren, biografo di Madre Teresa di Calcutta e noto nel mondo, soprattutto, per essere il propugnatore della non-violenza, sostenitore attivo della pacifica convivenza tra etnie diverse nel proprio martoriato paese. A salutare i connazionali in Italia è arrivato da Roma, tra gli altri, l’ambasciatore dell’Albania presso la Santa Sede, Rrok Logu.

Giovanni Paolo II a Scutari il 25 aprile 1993 nel consacrare l’Albania alla Madonna del Buon Consiglio disse “E voi, cari fratelli e sorelle albanesi, fidatevi di questa Madre. Maria conosce la strada della vita e sa bene che cosa desidera il vostro cuore. Non vi consegna ideologie fallaci e transitorie, ma la persona del suo figlio Gesù, Via, Verità e Vita, nel quale rifulge il mistero di Dio e dell'uomo. Maria vi protegga sempre! Protegga tutti gli angoli della vostra terra; raggiunga gli albanesi residenti nei Balcani e gli albanesi dispersi nel mondo. L'intercessione potente di Maria ottenga la pace soprattutto là dove da troppo tempo ormai infuria una guerra assurda seminatrice di sangue fraterno. Madre del Buon Consiglio, apri le menti e i cuori, assicura all'Albania e all'umanità intera il dono della concordia e della pace!”.