In prima mondiale a Roma, la Sinfonia tratta dalla colonna sonora di “The Passion”

Il compositore, John Debney, spera che possa essere “un invito alla conversione del cuore”

| 777 hits

ROMA, lunedì, 4 luglio 2005 (ZENIT.org).- L’autore delle musiche della pellicola di Mel Gibson “The Passion” dirigerà questo mercoledì 6 luglio, a Roma, alle ore 21:00, la Sinfonia inedita per coro e orchestra tratta dal film che racconta la Passione di Cristo.



John Debney, 39enne californiano, compositore eclettico e celebre autore di colonne sonore di film d’azione come il “Superman” di John Williams, o “Spiderman 2”, fino al violento “Sin City”, presenterà in prima mondiale nella Cavea dell’Auditorium del Parco della Musica di Roma, “The Passion Symphony”, opera in sette movimenti, eseguita dall’orchestra e dal coro di Santa Cecilia, e che vede la partecipazione della vocalist Lisbeth Scott, e del solista Pedro Eustache.

Alle spalle dei circa 150 tra musicisti, cantanti e solisti verranno proiettate immagini raffiguranti la Passione tratte dalla storia dell’arte di tutti i tempi: da Giotto a Tintoretto, da Beato Angelico a Mantegna.

In questa intervista concessa a ZENIT prima delle prove generali in vista di questo importante appuntamento, il compositore John Debney racconta il cammino di fede intrapreso nella composizione di questa opera.

Ci potrebbe dare un’idea di ciò che ci dobbiamo aspettare qui a Roma? C’è qualche differenza fra la Sinfonia e la colonna sonora del film?

Debney: Sì, certamente. Tutto ha avuto inizio quando mi sono trovato a comporre la musica per il film di Mel Gibson e pensavo che sarebbe stata una bella idea scrivere un’opera maggiore nuova basata su alcuni dei temi che ho prodotto per il film, ma con l’aggiunta di altri temi.

Ciò che decisi fu di provare a raccontare la storia della Passione, che in molte tradizioni cristiane, in special mondo in quella cattolica, è esemplificata dalle Stazioni della Croce. E per questo, la mia Sinfonia si compone di un prologo ambientato nel Giardino del Getzemani. Dopo abbiamo sette movimenti che contengono due Stazioni ciascuno. Dopo i sette movimenti vi è un epilogo costituito dalla resurrezione – che ovviamente non fa parte delle tradizionali Stazioni. In questo modo, ho voluto riscrivere un’opera che abbracciasse veramente l’intera storia che c’è dietro la Passione di Cristo.

In che modo racconta la storia attraverso la musica?

Debney: Volevo parlare delle principali idee che stano dietro ogni scena, di ideali universali come l’amore, la misericordia, la fede, il sacrificio, la carità. Si tratta unicamente di un’opera cristiana che, a mio avviso, sottolinea il messaggio di bontà e sacrificio di sé di Cristo. Questa è l’idea complessiva che sta dietro la Sinfonia. E la cosa meravigliosa è che non si potrà solamente ascoltare questa musica ma si potranno anche vedere delle immagini stupefacenti, rappresentanti alcune delle più grandi opere artistiche su questo tema di tutti i tempi, che illuminano momenti o personaggi del film.

C’è molta musica nel film, perciò ho deciso di usare degli strumenti meravigliosi provenienti da tutto il mondo. Cose come il duduk, un antico strumento armeno di cui ho fatto molto uso nel film. E’ stata anche una benedizione avere con noi qui a Roma, Lisbeth Scott una delle soliste del film. E’ sua la voce dei flashback dove Maria torna indietro con la memoria a quando Gesù era ancora bambino.

A livello personale è molto eccitante perché 3-4 solisti verranno con me a Roma e perché avrò la possibilità di lavorare con una delle orchestre e uno dei cori più raffinati al mondo.

In quanto compositore, come descriverebbe la trama e le timbriche della musica e in che modo essa riflette i temi a cui lei punta?

Debney: Sicuro. L’idea complessiva di questo tipo di partitura ha avuto inizio con Mel Gibson e con l’intenzione di Mel di creare una esperienza universale. Ciò vuol dire ovviamente che il film ha la capacità di parlare a coloro che sono di fede cristiana e anche a quelle persone che possono essere semplicemente interessate a vedere una storia della Scrittura.

La partitura doveva realmente riflettere ogni area o influenza culturale del mondo. Questa è la ragione per cui conclude in quel modo, come se utilizzasse realmente le diverse varietà di strumenti e colori provenienti da tutto il mondo.

Ma non è tutto, come ho detto precedentemente, volevamo includere strumenti antichi, come i tamburi Taiko, o i numerosi flauti provenienti da queste terre di 2.000 anni fa. E ciò che io ritengo essere l’effetto delle influenze etniche e multiculturali, quello di trasportare cioè l’ascoltatore in questo mondo di 2.000 anni fa. Mel diceva frequentemente: “Voglio che riusciate ad assaporare la polvere nella vostra bocca; af assaporare Gerusalemme e tutti i diversi ambienti e le strade di 2.000 anni fa”.

Credo fermamente che l’ascoltatore sarà in grado di fare un viaggio a ritroso ascoltando il suono a lutto del duduk o di un flauto naj o di una cantante. Alcuni strumenti rappresentano dei personaggi, come ad esempio il cinese erhu per Satana o il male.

Userò anche tre lingue nella Sinfonia – Aramaico antico, Latino e Italiano –, selezionate per ragioni molto specifiche. Quindi persino con le lingue si superano i confini culturali.

E’ evidente che lei ha dovuto affrontare una sfida enorme nella composizione di questa opera. Qual è l’esperienza del sacro da lei vissuta?

Debney: Per me fare questo film è stato veramente un dono del Cielo, poiché sono cattolico sin dalla nascita. Per qualche ragione, sento che aver composto questa Sinfonia è stato per me un grande dono. Lo ritengo un personale atto di fede. Mi sono avvicinato alla scrittura sia della Sinfonia che della partitura del film con pienezza di fede. Spero che la gente sarà profondamente commossa nell’andarla ad ascoltare. Così come spero che possano essere attraversarti dal pensiero della possibilità di Dio.

Nella sua musica lei riflette dei sentimenti energici. Come famoso compositore con una immensa filmografia alle spalle, qual è stata l’esperienza unica nell’aver scritto la musica di “The Passion”, ora diventata anche una Sinfonia?

Debney: Il mio scopo è di contribuire a raccontare la storia di un film, e lavorare al fianco di Mel è stato per me un viaggio meraviglioso, incredibile e difficoltoso al tempo stesso, insieme a tutte le altre cose che si possono immaginare in un viaggio del genere.

Ho scritto delle note che accompagnano la Sinfonia, che sta ad indicare il mio viaggio, e se non altro spero che le persone la ascolteranno e considereranno l’esistenza di Dio, siano esse credenti o no. Così come spero che la gente possa riflettere sul fatto che esista qualcosa di più al di là di questo mondo fisico.

La gente ascolterà una Sinfonia profondamente commovente, a tratti intensamente vigorosa, a tratti estremamente edificante, ma anche tremendamente triste. Noi, in quanto credenti, conosciamo la fine della storia e questa è la nota gioiosa con cui essa termina.

Che tipo di studio ha affrontato nella composizione di questa opera?

Debney: Quando mi è stato assegnato il film, ho dovuto da subito seguire uno studio molto rapido. E le posso dire che non esiste molta musica di quel periodo. Esistono frammenti di musica liturgica di tradizione folcloristica di varia natura, e quando mi sono trovato a scrivere sia la partitura che la Sinfonia non sapevo veramente che cosa sarebbe uscito fuori. Era come se procedessi senza una carta stradale. Sapevo di dover essere fedele ad ogni Stazione della croce e di dover condurre l’ascoltatore attraverso questo viaggio.

Inoltre, sebbene possa suonare un pò strano in molti ambienti, devo ammettere che il mio studio è stato lasciato nelle mani di Dio. Non ho fatto altro che lasciarmi condurre dallo spirito. In molte occasioni finivo di comporre un movimento, andavo via per un paio di giorni, e quando tornavo non riuscivo neppure a richiamare alla mente il fatto di averlo scritto! L’esperienza unica in questo film, non è la musica, ma lo spirito che vi è dietro.

Credo che ci sia veramente Dio dietro tutto ciò e nel fatto che sono riuscito a scrivere qualche buona nota. Lo studio è stato rimpiazzato dalla preghiera interiore, così come dalla speranza e dalla fiducia che le cose sarebbero andate per il verso giusto.

La fede quindi ha giocato una parte significativa nella composizione dell’opera?

Debney: Sì. A mio modesto parere, l’impronta di Dio è su tutto questo lavoro. Non sono stato io. Sono contento di averlo portato a termine e mi sento al contempo onorato e pieno di umiltà, poiché ho percepito lo Spirito Santo attraverso questo viaggio nella mia vita.

La Sinfonia verrà suonata in altre città dopo Roma?

Debney: Spero di sì. Abbiamo avuto molte richieste anche se non l’abbiamo ancora suonata, poiché c’è stato una sorta di passaparola. Il mio sogno è che possa andare in ogni angolo del mondo. Spero che possa costituire una fonte di ispirazione e che sia una forma di invito permanente: un invito alla conversione del cuore.

Grazie per aver condiviso con noi le sue esperienze, signor Debney. Ha qualcos’altro da raccontarci?

Debney: Prego che questa opera possa diffondere un messaggio semplice di verità e amore attraverso i suoni. Tutto ciò che faccio è finalizzato a glorificare Lui, che ha continuato a farmi dono del talento nonostante tutte le vicissitudini, affinché io potessi svegliarmi e scrivere queste note.

La mia speranza è quella di riuscire ad invitare il maggior numero di persone a partecipare, e per la stessa ragione stiamo chiedendo in giro al fine di provare ad invitare i bambini e i religiosi che altrimenti non avrebbero l’opportunità di venire. Per imitare Cristo dobbiamo tendere la mano ai meno fortunati.

A volte non prestiamo ascolto a ciò che Dio ci dice, tuttavia vale la pena di fermarsi ad ascoltare per poter aprire le braccia a queste persone. Non si può mai capire la gioia che si può provare nell’ascoltare la chiamata di Dio.

[Per maggiori informazioni sullo spettacolo o per poter acquistare i biglietti visitare il sito della Lottomatica Italia Servizi , oppure quello della Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Per i religiosi, gli enti o le opere di carità è possibile richiedere dei biglietti gratuiti - fino alle 15:00 di martedì 5 giugno - contattando il numero: +39 340/76.96.649]