In ricordo di un Pastore che faceva il Nunzio

Presentato a Roma il libro di Valerio Lessi "Pietro Sambi, Nunzio di Dio", edito da Cantagalli

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 326 hits

“È stato un Grande Pastore della Chiesa e un grande Missionario del Vangelo di Cristo”. Così il cardinale Angelo Sodano ha parlato di Monsignor Pietro Sambi, arcivescovo e nunzio apostolico, scomparso tre anni fa a Baltimora.

Il cardinale Sodano ha parlato nel corso della presentazione del volume Pietro Sambi Nunzio di Dio, scritto da Valerio Lessi ed edito da Cantagalli, che si è svolta giovedì 16 gennaio, nella sala Marconi della Radio Vaticana a Roma.

“Ovunque sia stato - ha continuato il porporato - si è distinto per il suo amore alla Chiesa, per la sua capacità di tessere rapporti personali con tutti e per le sue straordinarie doti diplomatiche”.

E ancora “uomo di fede schietta e certa, di cultura è profonda e di carità discreta ed operosa, sapeva conquistare i suoi interlocutori grazie anche al suo vivace carattere romagnolo”.

Il cardinale Sodano ha spiegato che il libro di Lessi ripercorre il suo itinerario avvalendosi delle testimonianze di chi lo ha conosciuto in ogni parte del mondo.

Nato nel comune di Sogliano al Rubicone, da una famiglia di contadini, sesto di dieci figli, Pietro Sambi ha conosciuto la vocazione da bambino. Ordinato sacerdote voleva dedicarsi alla parrocchia e all’insegnamento della storia, invece è stato chiamato al servizio diplomatico.  

È stato inviato in Camerun, Israele, Cuba, Algeria, Nicaragua, Belgio e India.

Il filosofo e già presidente del Senato Marcello Pera, amico di Sambi ha raccontato che si percepiva subito  la sua fede: “era un uomo che credeva”,  “molto preparato, colto, vero protagonista dal punto di vista diplomatico, cordiale e generoso”.

Ha raccontato Pera: “Era sempre ottimista, metteva gli altri prima di sé.  Era stato un fumatore accanito. Soffriva quando mi vedeva fumare. Non parlava mai delle sue condizioni di salute. Ha portato la sua croce fino in fondo, ha testimoniato la fede senza mai lamentarsi. Ci rivedemmo un giorno a cena. Nessuno sapeva della sua malattia”.

“Pochissime volte mi è accaduto di piangere per un dolore – ha confessato l’ex presidente del Senato – quando mi comunicarono della sua scomparsa, ebbi una crisi di pianto e capii quanto quell’uomo aveva contato per me e quanto conta la fede nella vita di una persona”.

Valerio Lessi, autore del libro, ha rivelato che non ha potuto conoscere di persona Pietro Sambi. L’unica volta in cui avrebbe potuto incontrarlo, per circostanze diverse, l’appuntamento saltò.

Il libro è stato costruito raccogliendo le testimonianze di chi gli è stato vicino.  “Ho imparato a conoscerlo – ha spiegato Lessi - attraverso questo lavoro, e sono stato nelle  condizioni migliori perché non avevo pregiudizi né positivi né negativi”.

Quello che emerge dalle testimonianze di chi l’ha conosciuto e frequentato è la figura di “un testimone della fede, credibile, capace e coraggioso”.

Uomo di straordinaria umanità, sempre accogliente, generoso, una persona che accendeva i rapporti e le relazioni e vi rimaneva fedele per sempre.

Era innamorato della Missione di Cristo. Gli premeva sempre che la Chiesa fosse libera di testimoniare la sua missione.  Grande intelligenza, capacità di entrare dentro le cose, di capire al volo le situazioni, lavoratore instancabile. Si definiva “sacerdote per vocazione, storico per formazione, diplomatico per obbedienza”.

“Era un Pastore, non un funzionario – ha sottolineato l’autore del libro - un inviato del Papa alle persone. Nell’incontro con i singoli e con i pellegrini era sempre pronto ad accoglierli e spiegare l’importanza di Cristo”.

Quando fu inviato in Terra Santa, confessò che la sua fede si era rafforzata vedendo le pietre dove era passato il Salvatore e ha capito che la Chiesa è l’incontro con il Cristo vivo.

Secondo Lessi, monsignor Sambi “era un uomo che apparteneva a Dio fino in fondo, con una forte identità con il proprio popolo e la propria terra. La  fede potenziava la sua umanità”.

Ripeteva, citando il retore romano Gaio Mario Vittorino, che “da quando ho incontrato Gesù Cristo mi sono scoperto uomo”.

“Non ha mai cercato la carriera ecclesiastica – ha concluso Lessi - Ha sempre detto si agli incarichi che gli venivano affidati. Nutriva una sensibilità speciale per i poveri”.

Monsignor Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, ha firmato l’introduzione al libro, rilevando che monsignor Pietro Sambi è stato “soprattutto e prima di tutto un Pastore”, figlio e innamorato del suo popolo.

Monsignor Negri, già Vescovo di San Marino – Montefeltro, ha raccontato che  quando papa Benedetto XVI è andato in visita alla diocesi, monsignor Sambi gli ha detto: “Si ricordi Eccellenza che lei non sarà mai dimenticato dal popolo di San Marino – Montefeltro perché ha fatto la cosa più incredibile: ha portato il Papa in questo territorio. Ha fatto incontrare a questa gente il vicario di Cristo nella sua concretezza, nella sua fisicità, nella sua personalità straordinaria forte e amabile”.

Ha concluso l’incontro Marco Ferrini, direttore della “Fondazione Internazionale Giovanni PaoloII per il magistero sociale della Chiesa”, il quale ha manifestato l’intenzione di continuare a raccogliere testimonianze e trovare un editore negli Stati Uniti che possa pubblicare il libro che ricorda monsignor Sambi.