In spiaggia... per diffondere il Vangelo (Seconda parte)

Padre Baldo Alagna racconta come è nata Fastmission

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di Luca Marcolivio

ROMA, martedì, 3 luglio 2012 (ZENIT.org) – La prima parte dell'intervista a padre Baldo Alagna è stata pubblicata ieri, lunedì 2 luglio.

La gente rimane sorpresa di vedere sacerdoti in spiaggia e bagnanti che, vestiti in modo non troppo diverso da tutti gli altri, parlano di Gesù e Maria?

Padre Baldo Alagna: In spiaggia i sacerdoti accompagnano i giovani, quindi, intanto, facciamo vedere che non siamo una setta e che siamo veramente cattolici. Ciò, talvolta, può dare credibilità alle nostre attività, ma in altri casi, come negli ultimi due anni, può diventare un ostacolo: una o due volte mi sono sentito dire una frase del tipo: “i preti non li vogliamo, non abbiamo fiducia”, mentre un giovane mi ha dato addirittura del “pedofilo”. Non è facile ma, allo stesso tempo, talvolta, abbiamo la possibilità di chiedere perdono a persone scioccate o scandalizzate da qualcuno! In generale la nostra presenza è apprezzata e può risvegliare il bisogno di confessarsi. A Napoli, due anni fa, una sera in spiaggia con i laici della nostra Fraternità, alcuni sacerdoti e molti giovani della pastorale giovanile diocesana, il cardinale Sepe ha confessato giovani con tanti anni di lontananza dai sacramenti fino a tarda notte. E non solo in spiaggia, anche in discoteca: un esempio è il vescovo di Gubbio che ha voluto fare il dj alla sua maniera, con la sua musica anni ’60, in una discoteca con i giovani della pastorale giovanile. Il documento Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia afferma che c’è la necessità di una vera “conversione pastorale”. In Christifideles laici leggiamo che “le terre di missione sono nei nostri ambienti quotidiani: nei paesi di più antica tradizione cristiana c’è oggi un urgente bisogno di rimettere in luce l’annuncio di Gesù Cristo tramite una nuova evangelizzazione”. “Questa passione non mancherà di suscitare nella Chiesa una nuova missionarietà, che non potrà essere demandata a una porzione di ‘specialisti’, ma dovrà coinvolgere la responsabilità di tutti i membri del popolo di Dio”, compresi i sacerdoti!

Come è possibile rendere discoteca, beach party, flash mob, ecc., un linguaggio cristiano?

Padre Baldo Alagna: Io risponderei con una frase di Paolo VI: “Il Vangelo, e quindi l'evangelizzazione, non si identificano certo con la cultura” (Evangelii Nuntiandi, 20) ma possono arricchirla. La testimonianza della fede ha bisogno di inculturarsi per trasformare le culture dal di dentro, per “sconvolgerle mediante la forza del Vangelo” (Evangelii Nuntiandi, 19). Quindi il nostro è un tentativo di trasformare le culture e subculture giovanili dal di dentro. Ne è un esempio il God’s Party, una metodologia nata in Brasile che nasce dall’intuizione che i giovani “lontani” dalla Chiesa invitati in chiesa a pregare non accettano, mentre in discoteca, per essere nella gioia, magari gratuitamente, vengono. Ed è la nostra esperienza in Francia e anche in alcune città d’Italia. Un amico dj mi ha detto che non sopportava un certo tipo di musica da discoteca perché era stata concepita per incitare i giovani alla droga, in quanto non si può ballare più di dieci o venti minuti di underground o techno senza alcool o ecstasy! Allora lui ha fatto una cernita, cercando uno stile gioioso e festoso. Poi ci siamo ricordati il passo evangelico che dice: “c’è più festa in cielo per un solo peccatore convertito più che per 99 giusti” (cfr. Lc 15,7). Allora alcuni dei nostri giovani hanno pensato di affittare una vera discoteca ed invitare i loro amici e distribuendo gli inviti per strada, nei luoghi di ritrovo; a Napoli, nel quartiere di Camaldoli, abbiamo visto la discoteca Chicago club piena… Ma, come dice il nostro slogan, “Divertimento allo stato PURO!”, cioè senza alcool, sigarette o droga! Si comincia con musica da discoteca che è talvolta remix di canti americani di worship - un genere musicale che i giovani apprezzano molto - e si balla, poi, ad un certo punto, si cambia musica e, con una band dal vivo, si passa al rock e ai canti di lode e preghiera. Dopo un momento di silenzio, apre una testimonianza di un giovane sulla fede o per una prevenzione alla droga, poi un mimo musicale apre all’annuncio esplicito della fede. Dopo si invitano i giovani a prendere dei depliant con indirizzi dei gruppi giovanili e parrocchiali o a diventare fan della pagina su Facebook, per seguirci negli eventi, eccetera. Si finisce, tornando a ballare e alla fine si cerca di fare amicizia e scambiarsi i contatti. Conosco tanti giovani che erano lontani dalla fede e si sono avvicinati alla pratica cristiana grazie a questa metodologia. In questi contesti, alcuni sacerdoti hanno pure confessato in stanzette adiacenti alla discoteca.

Vi è mai capitato di ricevere critiche per la vostra attività? Come replicate?

Padre Baldo Alagna: Le critiche talvolta le ho ricevute da alcuni confratelli sacerdoti. Qualcuno mi ha dato del protestante perché vado in discoteca o in spiaggia. Qualcun altro mi ha dato del tradizionalista, perché ci presentiamo per strada in collo romano o in talare, a parlare con i giovani. Comunque le critiche mi sembra che ci siano state sempre nella Chiesa e hanno pure dato vita a bellissime cose, come – se ne parla già negli Atti degli Apostoli - il primo concilio di Gerusalemme, che permise ai pagani di ricevere l’annuncio del Vangelo. Se le critiche sono fatte in maniera costruttiva, possono pure aiutarci a fare meglio. Io, per esempio tengo sempre al corrente di tutto il mio superiore, alcuni confratelli e anche il nostro vescovo protettore per eventuali correzioni. Talvolta nelle riletture capiamo che alcune cose vanno cambiate: questo ci aiuta ad ascoltare la voce dello Spirito Santo che è “il vero protagonista della missione”, per utilizzare, un’espressione di Benedetto XVI alla GMG del 2008. Se le critiche sono distruttive, allora le prendiamo come quegli avvenimenti della vita che ci aggrediscono ma che, se accolti con pazienza, ci fanno crescere e ci purificano: fanno parte del normale combattimento spirituale del missionario e ci aiutano a essere più umili.

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Prossimi appuntamenti con Fastmission:

Statte (TA): sabato 14 luglio 2012, ore 21.30
Marsala (TP): 9-15 agosto 2012
Per prenotazioni e informazioni, contattare padre Baldo Alagna: baldo.alagna@gmail.com
Facebook: http://www.facebook.com/groups/fastmissionbeach/