In viaggio in Piemonte in compagnia della Sindone

Alla scoperta del volume di Franca Giusti "Pellegrinaggio d'autore, ovvero le vie sindoniche" sulle tracce della Sindone da Chambery a Torino, con sosta a Milano

Roma, (Zenit.org) Giorgia Innocenti | 573 hits

Alla vigilia della prossima ostensione della Sacra Sindone, in programma nel 2015, ripercorriamo con Franca Giusti, giornalista e autrice del libro “Pellegrinaggio d’autore, ovvero le vie sindoniche” (edito dall’associazione ChaTo con il patrocinio della Regione Piemonte e della città e provincia di Torino), lo strabiliante viaggio che ha per protagonista il sacro velo nel XVI secolo attraverso le valli piemontesi. Un volume, snello e maneggevole, che racconta il percorso della Sindone attraverso le Api Graie, da Chambery a Torino, toccando anche il capoluogo lombardo, attraverso testimonianze pittoriche ed artistiche, ancora oggi visibili, che la Giusti ha minuziosamente riproposto al grande pubblico. La stesura del libro è nata da una collaborazione con Richard Snyder, scrittore statunitense di origine italiana, che ha contributo alla traduzione del  testo in inglese.

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Come è nata l’idea di questo libro? Può spiegare il titolo?

Giusti: Il volume è nato in una maniera molto curiosa. Durante una passeggiata di luglio un ragazzo mi chiese quali fossero le origini delle Valli di Lanzo, un territorio delle alpi Graie, in Piemonte, con cui io ho dei forti legami affettivi.  La sua domanda “Ma non siete anche voi incastellati?”, mi fece pensare ai numerosi castelli ancora esistenti, alcuni dei quali risalgono al 1200, e soprattutto al legame che queste terre hanno avuto con la Sindone. Poiché si tratta di una “storia dentro la storia”, ho promesso di scrivere alcune righe sull’argomento. Da qui è nato il libro… Sono andata con mio padre ed alcuni amici ad effettuare una recensione degli affreschi, preziose testimonianze del passaggio del Sacro Telo nel 1535 e nel 1578, non in auto, ma a piedi, proprio come un pellegrino, assaporando silenzio e anelito di fede.

Da qui la giustificazione del titolo, “Pellegrinaggio d’autore”. “D’autore” ancora perché i dipinti, anche se non opera di grandi artisti, sono firmati dai signorotti locali per testimoniare il percorso della Sindone. E’ stata l’occasione per rivisitare strade assolutamente degne di nota, se pensiamo che nel XVI secolo la principessa Beatrice di Portogallo, con aria mesta e vestiti stracciati, oltrepassò queste valichi, arrivando da Chambery per giungere a Torino e sfuggire ai francesi, portando in salvo la Sindone. E così pure nel 1578 quando uno sfarzoso corteo, sotto la vigilanza di cinque vescovi e del principe ereditario Carlo Emanuele, scortò la sacra effige, tra l’entusiasmo della folla, che accorreva da ogni parte. Raccontando la storia vogliamo, seppur senza pretese storiche, esseri fedeli a ciò che è avvenuto, tenendo sempre molto in considerazione la tradizione orale. Non dobbiamo dimenticare poi che, come accadrà il prossimo anno, c’è tutto un mondo di pellegrini che raggiungerà Torino per l’ostensione.

Un viaggio poco conosciuto dai meno esperti, che riguarda anche i nostri amici lombardi…

Giusti: In effetti, molti non conoscono questi fatti… E' interessante sapere, ad esempio, che nel 1535 i francesi avevano, addirittura, occupato quest’area confinante con la Francia, e i reali della casa Savoia erano scappati “a gambe levate” cercando di inviare i loro uomini per verificare quale fosse il passaggio più idoneo per raggiungere Torino. C’è pure un profondo, ma purtroppo poco conosciuto legame di fede che unisce anche Milano e la Sindone in fuga per la guerra con i francesi: nel 1536, la duchessa Beatrice di Savoia riparò nel capoluogo lombardo portando con sè la prestigiosa reliquia. E questa fu, probabilmente, la prima ostensione pubblica dopo l'incendio della Sainte Chapelle di Chambery, tra le mura del Castello Sforzesco.

Perché, secondo lei, un lettore non esperto di Sindone dovrebbe avvicinarsi a questo libro?

Giusti: Chiunque può leggere questo libro per la grande curiosità che ispira, per la storia sabauda e locale. La lettura invita poi a soffermarci anche su certe caratteristiche, proprie dell’indole piemontese. Quando si sente affermare “Piemontesi falsi e cortesi”, è una traduzione singolare, ma non corrispondente al vero in quanto i piemontesi sono molto attenti a quello che dicono gli altri, cortesi per non offendere nessuno, e sicuramente riservati perché dovevano costudire i grandi segreti di Casa Savoia, i bigliettini che arrivavano  dai palazzi.. In questo volume c’è una raccolta di tanti piccoli aneddoti che aiutano a ritrovare le proprie origini, a vivere in pace gli uni con gli altri, cercando di capirsi…

Atri progetti legati al volume?

Giusti: Quello di realizzare un film sul libro e, proprio domenica prossima, ci ritroveremo per verificarne la fattibilità e le tempistiche. Un altro progetto arriva con il contributo del Consiglio regionale del Piemonte. Si chiama “Pellegrini a scuola”: entreremo negli istituti scolastici per raccontare  la storia dell’arrivo della Sacra Sindone a Torino, perché l’evento non riguarda solo i credenti, ma è il racconto della nostra terra…