Inaugurato il Giubileo per il 150° anniversario delle apparizioni di Lourdes

Rientrano nella “lotta permanente” tra bene e male, ricorda il Cardinale Dias

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LOURDES, martedì, 11 dicembre 2007 (ZENIT.org).- Le apparizioni della Madonna a Lourdes rientrano nella “lotta permanente” tra il bene e il male, ha affermato il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

Il porporato indiano è intervenuto l'8 dicembre, solennnità dell'Immacolata Concezione, come inviato speciale del Papa all'inaugurazione del Giubileo per il 150° anniversario dell'evento.

Come le altre apparizioni mariane, ha osservato, quelle di Lourdes rientrano “nella lotta permanente, e senza esclusione di colpi, tra le forze del bene e le forze del male, cominciata all'inizio della storia umana e che proseguirà fino alla fine”, riporta l'edizione italiana de “L'Osservatore Romano” del 10-11 dicembre.

“Questa lotta – ha spiegato – è ancora più accanita che ai tempi di Bernadette”, perché “il mondo si trova terribilmente irretito nella spirale di un relativismo che vuole creare una società senza Dio; di un relativismo che erode i valori permanenti e immutabili del Vangelo; e di una indifferenza religiosa che resta imperturbabile di fronte al bene superiore delle cose che riguardano Dio e la Chiesa”.

Il Cardinale ha quindi ricordato le parole pronunciate da Karol Wojtyla pochi mesi prima di essere eletto Papa: “Noi siamo oggi di fronte al più grande combattimento che l'umanità abbia mai avuto. Penso che la comunità cristiana non l'abbia ancora compreso del tutto. Noi siamo oggi di fronte alla lotta finale tra la Chiesa e l'anti-chiesa, tra il Vangelo e l'antivangelo”.

Tali parole, commenta “L'Osservatore Romano”, sono state definite dal Cardinale Dias profetiche, nonché preannunciate dalle apparizioni mariane “insieme con la rovina spirituale di certi Paesi, l'affievolimento della fede, le difficoltà della Chiesa e l'aumento dell'azione dell'anticristo, con i suoi tentativi di rimpiazzare Dio nella vita degli uomini”.

Proprio per questo motivo, ha proseguito il porporato indiano, “è discesa dal cielo una Madre preoccupata per i suoi figli che vivono nel peccato, lontani da Cristo”.

Le apparizioni mariane, ha aggiunto, sono “vere e proprie irruzioni mariane nella storia del mondo, che segnano l'entrata decisiva della Vergine nel pieno delle ostilità tra lei e il diavolo, come è descritto nella Genesi e nell'Apocalisse”.

Per questo, non bisogna abbassare la guardia, “qui a Lourdes come in tutto il mondo”.

La Madonna, ha osservato, “sta tessendo una rete di suoi figli e figlie spirituali per lanciare una forte offensiva contro le forze del maligno e per preparare la vittoria finale del suo divino figlio Gesù Cristo”, e “ci chiama anche oggi ad entrare nella sua legione, per combattere contro le forze del male”.

Le armi che verranno usate in questa lotta saranno “la conversione del cuore, una grande devozione verso la santa Eucaristia, la recita quotidiana del santo Rosario, la preghiera costante e senza ipocrisie, l'accettazione delle sofferenze per la salvezza del mondo”.

“La vittoria finale sarà di Dio – ha concluso il Cardinale Dias –. E Maria combatterà alla testa dell'armata dei suoi figli contro le forze nemiche di Satana, schiacciando il capo del serpente”.

Dopo la Messa, il Cardinale ha guidato il corteo d'inaugurazione del Giubileo, che si chiuderà l'8 dicembre 2008 e vuole esssere un anno di ringraziamento per le 18 apparizioni della Vergine Maria alla giovane Bernadette Soubirous (1844-1879) nella Grotta di Massabielle, avvenute tra l'11 febbraio e il 16 luglio 1858.

Nei 12 mesi del Giubileo verranno sviluppate 12 “missioni”, cioè campi di missione, testimonianza e insegnamento. La prima è dedicata al volontariato.

Il Cardinale Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, ha celebrato il 7 dicembre una Messa per i volontari, nel corso della quale ha ricordato il messaggio della prima Enciclica di Benedetto XVI, la Deus caritas est.

Il testo, ha spiegato, esorta a “ investire tutti i nostri sforzi sull'uomo che soffre” utilizzando una nuova chiave di lettura: Dio, la sua carità e il suo amore.

“Benedetto XVI – ha affermato – dà un fondamento teologico al suo insegnamento a proposito dell'amore per il prossimo”.

Il Papa, ha concluso il Cardinale Cordes, propone una visione teocentrica di fonte “ad un Occidente che mostra di dimenticarsi di Dio”. I volontari, dal canto loro, sono chiamati ad essere testimoni privilegiati dell'amore infinito del Padre celeste.