India: due giorni di digiuno contro la discriminazione degli “intoccabili”

Molti “dalit” sono cristiani, e vittime della violenza

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NUOVA DELHI, martedì, 26 luglio 2011 (ZENIT.org).- Da questo lunedì a mercoledì 27 luglio, migliaia di “dalit”, la casta degli “intoccabili”, stanno svolgendo un digiuno di massa nelle vie della capitale indiana, Nuova Delhi, in segno di protesta verso le discriminazioni di cui sono oggetto.

Anche se la Costituzione indiana riconosce uguaglianza di diritti ai cittadini, i “dalit” continuano ad essere discriminati nelle pratiche sociali. Le difficoltà, poi, aumentano se questi si dichiarano cristiani o musulmani.

La protesta, che si concluderà giovedì con una manifestazione pacifica davanti al Parlamento federale, è organizzata, secondo quanto ha reso noto l'agenzia vaticana Fides, dal Comitato di Coordinamento Nazionale per i Dalit cristiani, dal Consiglio Nazionale dei Dalit cristiani e dalla Conferenza Episcopale dell'India.

In concreto, i manifestanti chiedono che vengano rispettati i diritti costituzionali dei dalit, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa, mediante la modifica della legge attuale, lo Scheduled Casts Act, che prevede aiuti economici, educativi e sociali solo per indù, buddisti e dalit Sikh, mentre ai dalit cristiani e musulmani vengono negate queste possibilità.

Secondo l'organizzazione internazionale Dalit Freedom Network, gli “intoccabili” includono il maggior numero di persone classificate come vittime della schiavitù moderna. Sono anche il gruppo umano che corre maggiori rischi di violenza e di traffico di esseri umani nel Paese.

I dalit cristiani sono stati il bersaglio principale della violenza anticristiana nello Stato indiano dell'Orissa nell'estate del 2008, e continuano a subire grandi discriminazioni e persecuzioni.

“Il nostro è un movimento non violento, e lotteremo per ottenere giustizia”, ha affermato monsignor Vincent Concessao, Arcivescovo di Delhi, in alcune dichiarazioni raccolta da UCANews.

Secondo il segretario della Commissione della Conferenza Episcopale Cattolica dell'India per le caste e le tribù discriminate, padre Cosmon Arokiaraj, alla marcia di giovedì parteciperanno Vescovi, pastori e laici di tutte le denominazioni cristiane, e sono attese anche personalità di altre religioni.