Indirizzo di saluto del Direttore Generale della Radio Vaticana per la visita del Papa

In occasione dei 75 anni dell’emittente pontificia

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 3 marzo 2006 (ZENIT.org).- Riportiamo l’indirizzo di saluto rivolto da padre Federico Lombardi, S.I., Direttore Generale della Radio Vaticana, a Benedetto XVI, in occasione della prima visita del Papa alla sede di Palazzo Pio di questa emittente, a celebrazione dei suoi 75 anni di vita.



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Beatissimo Padre,

Lei ha avuto la bontà, non solo di venire a visitarci in questa casa, dove la maggior parte di noi lavora ogni giorno, non solo di pregare con noi e per il nostro lavoro, ma anche di percorrere con pazienza i nostri corridoi, entrare nelle nostre regie, nei nostri studi, (parlare ai nostri microfoni,) entrare nei nostri uffici, lasciarsi ritrarre insieme a tutti i nostri gruppi, per lasciarci un bel ricordo di quest’ora di grazia. In una parola, ci ha dimostrato di esserci vicino, con quella gentilezza e semplicità che La contraddistinguono. Grazie, Santo Padre! Ne siamo veramente commossi! Con Lei ringrazio Sua Eccellenza Monsignor Sostituto e il Padre Generale Kolvenbach per aver voluto essere con noi oggi. Li consideriamo non solo Superiori, ma amici.

Noi siamo lieti di lavorare nella Radio del Papa. Questo è il compito che ci è stato assegnato nella vigna del Signore e che svolgiamo ogni giorno, anzi giorno e notte - alternandoci fra noi – senza interruzione da decine di anni, con costanza e con entusiasmo. Siamo convinti che il nostro tempo e le nostre forze sono ben spesi nel comunicare quello che dice il Papa, quello che la Chiesa annuncia per il bene di tanti nostri fratelli e sorelle in obbedienza al Vangelo di Gesù. Sappiamo bene che gli ascoltatori che si sintonizzano sulle nostre frequenze, o i navigatori che attraverso complessi percorsi telematici pervengono al nostro Sito, desiderano in realtà trovare più Lei che noi, e attraverso di Lei la buona notizia del Vangelo e la sapienza della Chiesa.

La profondità e l’urgenza di questa attesa ci sprona a cercare tecniche, metodi e linguaggi sempre nuovi per rispondere alla nostra missione. Siamo grati alla Santa Sede che ci affida con fiducia e generosità non poche risorse per compiere questa missione: noi siamo consapevoli di doverle usare bene, con saggia economia e senso di responsabilità. Chi ci ha preceduto in questi 75 anni – e vorrei ricordare in questo momento in particolare i molti colleghi e amici che hanno già raggiunto la meta della vita eterna – chi ci ha preceduto ci ha lasciato un’eredità ricchissima di scienza, di intelligenza, di impegno e di amore per questo servizio.

Noi lo sappiamo e desideriamo esserne degni, valorizzarla e proiettarla nel futuro, raccogliendo l’invito del suo indimenticabile Predecessore, di navigare al largo senza paura in questo terzo millennio drammatico e appassionante, in cui le sfide della comunicazione sociale si profilano fra le più cruciali per l’avvenire dell’umanità. Possiamo navigare senza paura anche ora: alla guida della barca c’è sempre il Papa, c’è Lei.

Ci dica la Sua parola che incoraggia ed orienta. Le nostre menti sono attente, i nostri cuori sono pronti ad accoglierla e a metterla in opera. E ci benedica.

[Fonte: pagina web della Radio Vaticana]