Indonesia: la solidarietà cristiana post-tsunami non è proselitismo, concordano i Musulmani

Dichiarazione interconfessionale sull’opera umanitaria in Aceh

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GIAKARTA, venerdì, 4 febbraio 2005 (ZENIT.org).- In una conferenza stampa congiunta a Giakarta, rappresentanti cristiani e musulmani hanno rilasciato una dichiarazione per sfatare i sospetti in base ai quali gli aiuti umanitari che vengono prestati nella devastata provincia dell’Aceh, colpita dallo “tsunami”, sarebbero un mezzo di proselitismo.



Dopo alcuni articoli pubblicati dalla stampa americana ed indonesiana, nei quali si parlava di organizzazioni cristiane evangeliche giunte in Indonesia con fini più religiosi che umanitari, la dichiarazione – secondo quanto raccolto da “Fides” – sottolinea che le comunità cristiane nel Paese asiatico rifiutano l’uso erroneo della missione umanitaria come un mezzo di conversione, perché questo si oppone radicalmente allo spirito e all’insegnamento del vero Cristianesimo.

I leader hanno anche rivolto un appello alle comunità cristiane internazionali che desiderano aiutare i bambini colpiti dallo “tsunami” nell’Aceh e nel nord di Sumatra affinché lavorino in collaborazione con le organizzazioni musulmane “Nahdlatul Ulama” e “Muhammadiyah” – che rappresenta 40 milioni di Musulmani in Indonesia –, specificando che già esiste un accordo tra i vescovi cristiani e i leader musulmani per la cura dei bambini.

Allo stesso modo, i firmatari della dichiarazione hanno lodato gli sforzi del Governo indonesiano per evitare che i bambini siano oggetto del traffico di esseri umani e vengano portati via dall’Aceh e hanno chiesto alla gente di non lasciarsi suggestionare da voci infondate.

“Speriamo che tutte le polemiche, controproducenti per l’opera di soccorso unitario ad Aceh, terminino ben presto – prosegue il testo –. Ora è tempo di lavorare insieme per superare il disastro nazionale al più presto possibile. Possa Dio Creatore della vita benedire i nostri sforzi”.

Il documento è stato firmato da sette rappresentanti religiosi musulmani e cristiani, tra i quali padre Benny Susetyo, Segretario della Commissione per il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Cattolica dell’Indonesia per la Chiesa cattolica locale.