Indonesia: Militanti islamisti bloccano la costruzione di una chiesa cattolica

Il progetto ha ottenuto una regolare concessione edilizia l'11 settembre scorso

Roma, (Fides.org) | 151 hits

Leader religiosi cristiani e musulmani esprimono sgomento dopo le vivaci proteste organizzate nei giorni scorsi da gruppi integralisti islamici per bloccare la costruzione di una chiesa cattolica a Tangerang, nella parte occidentale dell’isola di Giava, a circa 25 chilometri da Giacarta. Un presidio di oltre 200 militanti dell’Islamic Defenders Front (Fpi) ha cercato di fermare l’insediamento del cantiere edilizio. Secondo la Chiesa locale, i gruppi islamisti stanno cercando “di seminare la divisione religiosa”. I fedeli cattolici della parrocchia di Santa Bernadette dicono di avere un regolare permesso per costruire la chiesa, che potrà accoglierà circa 11.000 fedeli. P. Benny Susetyo, segretario della Commissione per il Dialogo interreligioso nella Conferenza Episcopale Indonesiana, conferma a Fides che la chiesa ha ottenuto regolare concessione edilizia l'11 settembre scorso. Il parroco locale, p. Paulus Dalu Lubur nota che “non abbiamo ancora fissato la posa della prima pietra. Non comprendo le proteste perché l’edificazione ha l’approvazione dei leader religiosi locali, anche musulmani”.

Fra la popolazione di Tangerang circolano volantini dell’Islamic Defenders Front (Fpi) e di altre organizzazioni islamiche unite nel forum islamico “Sudimara Pinang” che si oppone alla costruzione. Secondo il Forum, “la chiesa è una minaccia per l'islam, e se la costruzione della chiesa va avanti, i cristiani convertiranno i musulmani nei prossimi decenni”. Come appreso da Fides, i leader religiosi musulmani a Tangerang hanno preso le distanze da tale posizione, affermando che “è sbagliato fomentare tensioni religiose” e appellandosi alla tolleranza e alla pacifica convivenza interreligiosa, tratto essenziale dell’Indonesia. 

Secondo Benedict Roger, attivista cattolico, fra i responsabili dell’Ong “Christian Solidarity Worldwide” (CSW), l’episodio è un campanello di allarme per la libertà religiosa. Di ritorno da un viaggio in Indonesia, ricordando gli attacchi subìti anche da altre minoranze religiose, come sciiti e ahmadi, Rogers afferma in una nota invita a Fides: “Mentre molti indonesiani restano impegnati per l'armonia religiosa, a tutti i livelli, il presidente Susilo Bambang Yudhoyono e il suo governo non stanno facendo nulla per combattere l'intolleranza. Non solo non riescono a proteggere le minoranze religiose, ma negli ultimi dieci anni hanno introdotto leggi che violano la libertà religiosa”.

(Fonte: Agenzia Fides, 03/10/2013)