Inizia il conto alla rovescia per la canonizzazione dei due Papi Santi

150 cardinali, mille vescovi e 93 delegazioni internazionali presenti alla cerimonia di domenica 27 aprile. Nessuna conferma per la presenza di Benedetto XVI. Da domani, veglie di preghiera in tutte le Chiese del centro di Roma

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 474 hits

Mancano tre giorni alla celebrazione più attesa dai fedeli di tutto il mondo. Domenica 27 aprile, ben due Papi saranno elevati agli onori degli altari e non può che essere un evento per la Chiesa del mondo. La diocesi di Roma prosegue intanto il suo cammino di preparazione alla canonizzazione, soprattutto per dare “accoglienza spirituale” ai numerosi pellegrini attesi in massa da ogni nazione. E proseguono anche i briefing di padre Federico Lombardi con i giornalisti nella Sala Stampa vaticana.

Nell’incontro di stamane, il portavoce vaticano, insieme a don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio Comunicazioni Sociali del Vicariato, ha illustrato il programma di appuntamenti di spiritualità e riflessione che scandiranno gli ultimi giorni prima della celebrazione di domenica.Da domani, venerdì 25 aprile, in quasi tutte le Chiese del centro di Roma è prevista un’animazione liturgica in diverse lingue. Momento culminante sarà la notte tra sabato e domenica, vigilia della canonizzazione, durante la quale si terrà una “notte bianca” in cui sarà possibile pregare, confessarsi e prepararsi anche sui “contenuti” di questo evento attraverso alcuni testi distribuiti nelle Chiese e scaricabili dal sito ufficiale www.2papisanti.org

A dare il via agli appuntamenti notturni, sarà una celebrazione, con animazione liturgica in lingua italiana, alle 19, nella chiesa di Santa Maria in Montesanto, la “Chiesa degli Artisti” di piazza del Popolo dove il giovane Roncalli fu ordinato sacerdote nel 1904. Dalle 21 in poi i diversi pellegrini potranno dirigersi a Sant’Agnese in Agone a piazza Navona, o a San Marco al Campidoglio e Sant’Anastasia, nelle piazze omonime. Ma troveranno aperti anche luoghi di culto intrisi di storia e di arte come il Santissimo Nome di Gesù all’Argentina (la cosiddetta Chiesa del Gesù), Santa Maria in Vallicella, San Giovanni Battista dei Fiorentini, e molti altri ancora.

In tutte queste chiese, la preghiera sarà organizzata secondo tre schemi elaborati per l’occasione dall’Ufficio liturgico del Vicariato. Il primo– ha spiegato don Insero - rivolto soprattutto a comunità monastiche e religiose, prevede la celebrazione dell’Ufficio delle Letture della II domenica di Pasqua. Il secondo segue invece la struttura dell’antico lucernario che si celebra il sabato sera dopo il tramonto, in attesa del giorno del Signore, privilegiando la dimensione dell’ascolto. Nel terzo schema, infine, la celebrazione dell’Eucaristia, seguita da un tempo di adorazione eucaristica.

Sempre sabato 26, a partire dalle 17, si svolgerà poi una veglia di preghiera nella basilica di San Paolo fuori le Mura, che prenderà il via con i Vespri e proseguirà con l’esposizione del Santissimo Sacramento e, alle 20.30, la recita della Compieta. Ai fedeli bergamaschi, infine, verrà “riservata” la basilica di San Giovani in Laterano per un appuntamento liturgico alle ore 18.

Riguardo alla cerimonia di domenica, padre Lombardi ha spiegato che alle ore 9, si terrà una “prima parte” scandita dalla recita della coroncina della Misericordia, accompagnata dal coro della diocesi di Roma diretto da mons. Marco Frisina. La preghiera durerà circa mezz’ora; seguiranno momenti musicali con il Coro della Cappella Sistina, il coro delle Diocesi di Roma e di Bergamo, e la Filarmonica di Cracovia che intratterranno fino all’inizio della celebrazione, che verrà avviata dall’ingresso della processione accompagnata dalle Litanie dei Santi.

Il rito della Canonizzazione, ha spiegato poi padre Lombardi, si aprirà con le tre petizioni al Papa da parte del prefetto della Congregazione dei santi, il cardinale Angelo Amato. A queste il Pontefice risponderà “impegnando tutta la sua autorità di Capo della Chiesa universale” con la solenne formula che rende la proposta alla venerazione dei nuovi Santi: “Ad onore della Santissima Trinità, per l’esaltazione della fede cattolica e l’incremento della vita cristiana...”.

Dopo la formula saranno presentate le reliquie dei nuovi Santi da parte di persone vicine a loro. Probabilmente i nipoti, il sindaco di Bergamo e il presidente della Fondazione Giovanni XXIII per Roncalli, e le due miracolate per Wojtyla. Il reliquiario – ha spiegato il gesuita – è uguale a quello delle beatificazioni. Quello di Giovanni Paolo II contiene il sangue del Santo, mentre quello di Giovanni XXIII anche un pezzo di pelle preso durante la riesumazione fatta per la beatificazione. Dopo la processione, la celebrazione proseguirà dal Gloria e, come per le grandi feste, il Vangelo sarà proclamato in greco e in latino.

Saranno circa 130-150, poi, i cardinali concelebranti con Papa Francesco, e un migliaio di vescovi. Nel riquadro vicino al sagrato, saranno disposti 6000 sacerdoti. 600 di loro sono incaricati a distribuire la comunione. Ai concelebranti si uniscono anche 70 diaconi; altri 200, con base nella chiesa della Traspontina, daranno invece la comunione ai fedeli disposti in via della Conciliazione.

Accanto al Papa, i cardinali Agostino Vallini, vicario della Diocesi di Roma, e Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, e mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo. Presenti altri due cardinali dell’Ordine dei vescovi.

Nessuna conferma ufficiale, invece, sulla presenza del Papa emerito Benedetto XVI. “Il Papa Benedetto è benvenuto e sa di essere desiderato e invitato”, ha detto padre Lombardi, “noi rispettiamo la sua libertà, la sua età e il suo sentirsi in forze, per venire o meno quel giorno. Quindi non c’è nessuna ufficialità di una sua presenza, c’è il desiderio che venga. Se viene saremo tutti contentissimi, se non viene non abbiamo il diritto di sentirci delusi per una promessa mancata, perché nessuno l’ha fatta”.

Presenti invece - e anche in gran numero - le delegazioni dei governi: circa 93 quelle ufficiali attese di diversi Paesi e organizzazioni internazionali e 24 tra capi di Stato e presidenti, con 35 delegazioni varie. Confermata anche la presenza del presidente Giorgio Napolitano e del premier Matteo Renzi.

Atteso, infine, un buon numero di ortodossi e anglicani e anche di musulmani e soprattutto ebrei, in virtù dell’affetto per questi due Papi, “particolarmente importanti per il rapporto con il popolo ebraico”. La Santa Sede, ha tuttavia precisato padre Lombardi, non ha fatto “nessun invito speciale”. Chiunque verrà lo farà quindi spontaneamente “per realizzare il desiderio di rappresentare il proprio popolo” o la propria fede durante questo importante evento. Quindi, ha concluso il direttore della Sala Stampa vaticana: “C’è grande libertà. Tutti coloro che desiderano venire saranno i benvenuti”.