Iniziativa per salvare i monasteri ortodossi in Kosovo

| 677 hits

ROMA, lunedì, 31 maggio 2004 (ZENIT.org).- I monaci ortodossi Sava Janijc e Andrej Sajc, provenienti dal monastero di Decani in Kosovo, hanno lanciato un appello per salvare i monasteri cristiani attaccati dagli estremisti albanesi.



In due conferenze stampa svoltesi a Roma il 27 maggio, la prima alla Camera dei deputati, e la seconda presso il Centro Russia Ecumenica, i monaci hanno reso testimonianza della distruzione dei loro monasteri durante le violenze avvenute in Kosovo nello scorso mese di marzo ad opera di avversari politici, etnici e religiosi.

Nelle drammatiche violenze culminate il 17 e 18 marzo del 2004, sono stati gravemente danneggiati o completamente distrutti più di 35 monasteri, chiese, seminari, con dozzine di morti e centinaia di feriti. Il numero complessivo dei siti religiosi serbi devastati dalla fine della guerra fino ad oggi supera i 150 .

Scopo delle conferenze era quello di contribuire a sensibilizzare i media, l’opinione pubblica italiana ed europea su questi temi e a sollecitare le forze politiche al fine di salvare e salvaguardare il patrimonio artistico cristiano in Kosovo da ulteriori devastazioni.

Per preservare e recuperare i luoghi di culto, l’arte e l’eredità cristiana è stato creato il Comitato “Salva i Monasteri in Kosovo” , a cui hanno già aderito la dr.ssa Marie Paul Roudil, capo-missione dell’Unesco in Kosovo, i professori Valentino Pace e John Lindsay Opie, personalità della cultura, dell’arte, della spiritualità e della politica.

Nel corso delle conferenze stampa i monaci ortodossi hanno espresso la loro riconoscenza al contingente italiano presente con 2.000 militari in Kosovo, che ha garantito l’incolumità del patriarcato di Pec, dei monasteri di Decani e di Grazanica, gioielli incomparabili dell’arte bizantina.