Insegnate il Latino! Chiede il Presidente del dicastero per le Comunicazioni Sociali

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LONDRA, giovedì 25 marzo 2004 (ZENIT.org).- Il Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali ha espresso il desiderio di poter assistere ad un ritorno in voga del latino.



L’arcivescovo John Foley si è reso protagonista di un’energica difesa del ruolo del latino nella Messa in un’intervista rilasciata alla rivista Briefing, la rivista ufficiale delle Conferenze Episcopali Cattoliche di Inghilterra, Galles e Scozia, di cui è apparsa una nota nel sito degli stessi episcopati.

L’arcivescovo Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, era presente al Concilio Vaticano II come giovane sacerdote e corrispondente della rivista diocesana di Philadelphia. Egli ritiene che alcune intenzioni dei Padri del Concilio siano state messe in pratica in modo corretto, mentre altre no.

Il presidente del dicastero per le Comunicazioni Sociali ha detto alla rivista Briefing: “Sono stati commessi abusi in certi campi… ad esempio, in campo liturgico quando sono stati interpretati dei documenti in modo poco accurato, provocando confusione e risentimento. Altri hanno resistito a qualsiasi cambiamento”.

“E’ paradossale, quindi, vedere giovani che dicono che la Messa dovrebbe essere celebrata in latino, quando non ne hanno mai sperimentata una. Ho incontrato un gruppo di Spagnoli negli Stati Uniti e mi hanno detto: “Andiamo alla Messa in Inglese e non capiamo cosa succede”; io ho pensato: “Siete nati con 40 anni di ritardo – allora nessuno sapeva cosa stesse succedendo!”.

L’arcivescovo Foley, il quale continua ad essere affascinato dalla natura universale di questa lingua, celebra saltuariamente la Messa in latino, ed utilizza il latino per comunicare con alcuni vescovi non anglofoni..

“E’ per questo che penso sia importante saper educare le persone a partecipare alla Messa in latino, soprattutto per quanto riguarda la parte cantata”, ha affermato. “E’ paradossale constatare che quando la gente non viaggiava molto la Messa era in latino. Ora che si viaggia spesso e si vuole riuscire a capire e ad identificarsi con quello che succede, (non si può perché) non si parla la lingua locale”.