"Internet è utile, ma attenzione alle sue trappole e illusioni"

Il Papa riceve in udienza il Pontificio Consiglio per il Laici e, riallacciandosi al tema della plenaria, "Annunciare Cristo nell'era digitale", afferma che è indispensabile la presenza della Chiesa sul web

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 432 hits

Internet è una realtà diffusa, complessa e in continua evoluzione”. È un “campo privilegiato” per l’azione dei giovani, e ripropone “la questione sempre attuale del rapporto tra fede e cultura”. Tuttavia dietro questi vantaggi e potenzialità, si nascondono pericoli e inganni. Per questo è necessario stare in guardia e “vagliare ogni cosa” si rifletti da un desktop agli occhi delle persone. Il monito arriva da Papa Francesco che, ricevendo stamane nella Sala del Concistoro il Pontificio Consiglio per i Laici, si riallaccia al tema della plenaria del Dicastero, "Annunciare Cristo nell’era digitale", per evidenziare privilegi e rischi offerti dalla rete. 

Il Pontefice plaude alla scelta del tema: il web; “molto attuale” e “connaturale” per le nuove generazioni, dice. Eripercorre con la mente i primi secoli dell’era cristiana, durante i quali “la Chiesa volle misurarsi con la straordinaria eredità della cultura greca”. I Padri, ricorda il Papa, “non si chiusero al confronto” davanti a “filosofie di grande profondità” o “metodi educativi di eccezionale valore”, tantomeno “cedettero al compromesso con alcune idee in contrasto con la fede”. Ma, anzi, seppero “riconoscere e assimilare i concetti più elevati, trasformandoli dall’interno alla luce della Parola di Dio”, attuando così la raccomandazione di San Paolo: «Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono».

Allo stesso modo, la Chiesa del nostro tempo è chiamata a “vagliare”, quindi analizzare, filtrare e, possibilmente, ‘pulire’ ogni ambito della vita umana. La rete e le nuove tecnologie, soprattutto, perché, sottolinea il Santo Padre: “Certamente troveremo monete false, illusioni pericolose e trappole da evitare”. Guidati, però, dallo Spirito Santo, “scopriremo anche preziose opportunità per condurre gli uomini al volto luminoso del Signore”.

Sono tante, infatti, le possibilità offerte dalla comunicazione digitale - osserva Bergoglio - e tra queste “la più importante riguarda l’annuncio del Vangelo”. Certo, ammette il Papa, “non è sufficiente acquisire competenze tecnologiche”, ma “si tratta anzitutto di incontrare donne e uomini reali, spesso feriti o smarriti, per offrire loro vere ragioni di speranza”. L’annuncio richiede, infatti, “relazioni umane autentiche e dirette per sfociare in un incontro personale con il Signore”.

Pertanto “internet non basta”, rimarca il Santo Padre, “la tecnologia non è sufficiente”. Ciò non significa “che la presenza della Chiesa nella rete sia inutile”. Al contrario, “è indispensabile essere presenti, sempre con stile evangelico”, in quello che per tanti, specie i giovani, “è diventato una sorta di ambiente di vita”, sostiene Francesco. Il fine è di “risvegliare le domande insopprimibili del cuore sul senso dell’esistenza, e indicare la via che porta a Colui che è la risposta, la Misericordia divina fatta carne, il Signore Gesù”.

Durante l’udienza, il Pontefice cita poi alcune iniziative recenti del Pontificio Consiglio per il Laici, tra cui il Congresso Panafricano del settembre 2012, per la formazione del laicato in Africa e, soprattutto, il seminario di studio in occasione del 25° anniversario della Lettera Apostolica Mulieris dignitatem. Da esso il Papa prende spunto e afferma: “Nella crisi culturale del nostro tempo, la donna viene a trovarsi in prima linea nella battaglia per la salvaguardia dell’umano”.

Infine Bergoglio ringrazia il Dicastero per la Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro. “Una vera festa della fede”, osserva, dove “i cariocas erano felici e ci hanno fatto felici tutti”. È soprattutto il tema della GMG ad aver colpito il Santo Padre: «Andate e fate discepoli tutti i popoli». Un tema che – dice - “ha messo in evidenza la dimensione missionaria della vita cristiana, l’esigenza di uscire verso quanti attendono l’acqua viva del Vangelo, verso i più poveri e gli esclusi”. A Rio, soggiunge, “abbiamo toccato con mano come la missione scaturisca dalla gioia contagiosa dell’incontro col Signore, che si trasforma in speranza per tutti”.

Infine Francesco ribadisce che “la Chiesa è sempre in cammino, alla ricerca di nuove vie per l’annuncio del Vangelo”. In tal contesto, conclude, “l’apporto e la testimonianza dei fedeli laici si dimostrano indispensabili ogni giorno di più”. D’altronde, come lui stesso aveva ricordato all’inizio dell’Udienza citando Giovanni Paolo II, “con il Concilio è scoccata l’ora del laicato”.