Invoco il tuo nome, Signore

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

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ROMA, venerdì, 30 novembre 2012 (ZENIT.org).

Lettura

Gesù cammina lungo il lago e incontra quattro pescatori, fra cui Andrea, il “Protocleto”, il primo chiamato. Riconoscendolo come il Messia, Andrea, secondo il racconto di Giovanni, annuncia Gesù a suo fratello Pietro e lascia ogni cosa per seguire il Signore. E diventa un “testimone dai bei piedi” che porta un annuncio di bene. Secondo alcuni, dopo Pentecoste, predicò in diverse regioni, fino in Russia, e fu crocifisso in Acaia, nella Grecia meridionale. I testimoni del Vangelo sono esempi di quell’unità fra cristiani per la quale oggi è necessario pregare. Andrea patrono di Costantinopoli e Pietro patrono di Roma. Possano i due fratelli ottenere la riunione delle due Chiese sorelle.

Meditazione

La cronaca degli eventi della chiamata dei primi discepoli forse sarà stata diversa, ma questo brano suggerisce la necessità, la risolutezza e l’urgenza nel prendere certe decisioni. Insieme alla pazienza e all’attesa, richiamate spesso dalle parabole. Al Signore si risponde prontamente, ma nello stesso tempo egli vuole guidarci e accompagnarci per trasformarci col suo amore e la sua Grazia, in un cammino graduale di amicizia. I discepoli hanno conosciuto Gesù, sono stati con lui, hanno passato del tempo insieme, e iniziano a seguirlo, accettando di lasciarsi interrogare dalle sue parole nuove. Iniziano a cambiare lentamente, progressivamente, ma definitivamente. Non è facile seguire il Signore, perché bisogna passare al setaccio la propria esistenza, lasciarsi interrogare, non permettere né alle emozioni né alle elucubrazioni mentali di prendere il sopravvento. Il cammino del discepolato è ricco di gioie e sofferenze: la difficoltà di aprire il cuore, di cambiare la mente, di trasformare radicalmente i criteri con cui si giudicano le cose della vita. La prima lettura dice che invocare il nome del Signore porta la salvezza, ma lo si invoca quando lo si conosce; per questo è necessario che qualcuno porti l’annuncio di bene che è il Vangelo. Nell’Anno della Fede, l’impegno della Chiesa per un annuncio credibile si muove dalla consapevolezza che ogni persona può scoprire il senso della propria vita nell’incontro con Gesù Cristo. Essa sente attuale la domanda: «Il Figlio dell’uomo, quando tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?» (Lc 18,8) e si vuole impegnare affinché la fede riprenda vitalità, per diventare convincente invito per la trasformazione del cuore.

Preghiera

La preghiera del cuore: «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore».

Agire

Recito la preghiera del cuore per qualche minuto, nella certezza che solo in Lui e nel Suo Nome trovo la forza di testimoniare fedelmente il Vangelo.

Meditazione del giorno a cura di Don Mimmo Repice, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it