Iraq: dalla Capitale notizie preoccupanti

Il vicario patriarcale caldeo della capitale irachena, mons. Shlemon Warduni, racconta la grave situazione nel Paese, dopo la conquista di Mosul da parte dei jihadisti

Roma, (Zenit.org) Redazione | 257 hits

“Le notizie che ci arrivano da Baghdad sono preoccupanti", afferma all'agenzia Sir, mons. Shlemon Warduni, vicario patriarcale caldeo della capitale irachena. "La gente ha paura - prosegue -. Ieri nella capitale sono state sospese le lezioni di catechismo per motivi di sicurezza”.  

Dopo la conquista di Mosul, continua l’avanzata delle milizie dell’Isil, i jihadisti dello Stato Islamico dell‘Iraq e del Levante, verso la capitale. “Siamo in contatto con i nostri sacerdoti e fedeli in Iraq - spiega Warduni - la situazione sembra grave ma non del tutto chiara. C’è chi dice che i miliziani siano usciti da Mosul, che chi afferma, invece, che stiano muovendo verso Baghdad. Quanto accade è tremendo. Preghiamo perché tutto finisca e torni la riconciliazione”.

Fa eco al presule Kais Mumtaz, sacerdote caldeo che, da Kirkuk, descrive a Fides il sentimento prevalente tra i cristiani del nord dell‘Iraq davanti alla piega che stanno prendendo gli eventi, con l‘esercito iracheno che ha lasciato campo aperto all’Isil.

“Tutto sembra precipitare verso una gestione soltanto militare della crisi, cioè verso la guerra civile - afferma il prete - E adesso questo spaventa tanti cristiani anche più dell‘avanzata degli islamisti: la guerra non fa distinzione tra soldati, terroristi e civili. E si abbatte allo stesso modo su cristiani, sunniti, curdi e sciiti”.

“L‘avanzata dei miliziani dell‘Isil” sottolinea padre Kais “è stata possibile solo perché una parte della popolazione sunnita li appoggia contro il governo centrale e perché l‘esercito è fuggito lasciando armi e veicoli nelle loro mani. Se l‘unica via imboccata è quella dello scontro militare settario, ciò porta alla distruzione del Paese”.