Irlanda: "ottimi progressi" nel contrasto degli abusi sessuali

Secondo i dati raccolti presso 4 diocesi e 5 congregazioni si registra un "cambiamento epocale" nel rispetto degli standard di prevenzione della pedofilia nel clero

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 197 hits

La Chiesa irlandese sta facendo passi da gigante nel contrasto agli abusi sessuali sui minori. Lo certifica il Rapporto sulla Pratica di tutela curata dal National Board Safeguardin Children in the Catholic Church del quale ieri è stata pubblicata la quinta parte, i cui contenuti sono stati diffusi in Italia dall’agenzia SIR.

Il documento ha preso in esame i dati di quattro diocesi (Dublino, Meath, Cloyne e Killaloe) e di cinque congregazioni religiose (Fratelli Cristiani, Fratelli di Saint Patrick, Comunità benedettina dell’abazia di Glenstal, Società del Verbo Divino e Missionari di San Colombano), da cui emergono “ottimi progressi” in special modo da parte delle diocesi, mentre per quanto riguarda le congregazioni il progresso appare “più lento”.

In generale, comunque, la Commissione d’inchiesta ha riscontrato un “cambiamento epocale” nel rispetto degli standard della prevenzione della pedofilia e degli abusi sessuali da parte del clero.

“Tutti ora sono consapevoli dei loro obblighi di segnalazione, sfortunatamente però - spiega Teresa Devlin, responsabile del National Board - in due casi abbiamo visto che i sacerdoti hanno continuato nel ministero, anche se vi sono state prove e casi contro religiosi defunti, ex religiosi e insegnanti laici che non sono stati sempre notificati alla polizia”.

Il Rapporto certifica inoltre un sensibile calo delle trasgressioni negli anni dopo il 2000, tuttavia, invita a non abbassare la guardia, in quanto “c’è ancora bisogno di una vigilanza e supervisione costante e di un’azione sollecita”. Inoltre molti sacerdoti hanno commesso abusi “subito dopo l’ordinazione e ciò deve condurre a porsi delle domande sulla formazione”.

Molti degli abusatori erano sacerdoti “molto carismatici” e “popolari tra la gente”, mentre altri hanno sofferto problemi di dipendenza, in particolare dall’alcool.

I vescovi delle diocesi coinvolte nel Rapporto hanno unanimemente dichiarato di accettare le raccomandazioni del documento.

In particolare monsignor William Crean, vescovo di Cloyne, ordinato 15 mesi fa, ha affermato di aver già promesso alla sua diocesi, tutto l’impegno possibile per “continuare a portare guarigione e nuova speranza a tutte le vittime di abuso e alle loro famiglie”, con l’auspicio che “tali abusi non accadano più”.

Da parte sua, l’arcidiocesi di Dublino ha riportato alcuni dati riguardanti il proprio territorio, dove lo scorso anno tre sacerdoti sono stati accusati di abusi sui minori, portando così a 101 il numero di membri del clero accusati di tale crimine dal 1940.

Della totalità degli accusati, 12 sacerdoti o ex sacerdoti sono stati condannati nei tribunali penali, mentre sono 236 le azioni civili avviate contro 51 presbiteri o ex presbiteri dell’arcidiocesi di Dublino.

La medesima arcidiocesi ha finora risarcito le vittime degli abusi per un totale di 20,4 milioni di euro, di cui 14 milioni di euro e 6,4 milioni per spese legali.