Istruzione vaticana sulle migrazioni giunge in un momento chiave nei rapporti USA-Messico

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CITTA' DEL MESSICO, martedì, 18 maggio 2004 (ZENIT.org).- L’istruzione “La carità di Cristo verso i migranti”, formulata dal Pontificio Consiglio per la Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, è giunta in Messico in un momento decisivo, in cui le posizioni di questo Paese e degli Stati Uniti relative all’attraversamento del confine messicano si stanno riacutizzando.



Nel promuovere atteggiamenti di rispetto dei diritti degli immigrati e nell’orientare i vescovi, sacerdoti, religiosi e laici a superare timori ingiustificati, l’istruzione ratifica l’accordo al quale sono giunte le Conferenze episcopali del Messico e degli Stati Uniti, in una lettera inviata al presidente George W. Bush in cui i prelati dei due Paesi si dichiarano favorevoli ad un accordo non discriminatorio per i lavoratori clandestini messicani.

In questi momenti, a livello politico, si sta svolgendo una ulteriore riunione parlamentare tra i due Paesi, nella quale il Messico ha voluto porre sul tavolo dei negoziati il tema migratorio. La delegazione statunitense si è subito rifiutata di negoziare “in questa occasione” le posizioni messicane.

Il problema è enorme: la frontiera tra Messico e Stati Uniti viene attraversata da un milione di persone quotidianamente; vi sono 23 milioni di messicani negli Stati Uniti, di cui otto milioni e mezzo sono nati in Messico, e quattro milioni sono sprovvisti di documenti.

La Chiesa cattolica sta diventando uno dei principali luoghi di accoglimento degli immigrati, come testimoniano la casa San Juan Diego di Houston, il centro San Juan Diego di Denver o l’associazione Tepeyac di New York.

Per questo motivo, il documento vaticano è stato accolto con interesse dalla comunità cattolica di entrambi i Paesi, soprattutto per il fenomeno sempre più diffuso dell’abbandono della fede cattolica da parte dei giovani: due terzi dei messicani che vivono clandestinamente negli Stati Uniti hanno tra i 14 e i 22 anni.

Uno dei temi relativi alla carità verso i migranti riguarda la difesa dell’integrità delle rimesse che gli emigrati inviano al proprio Paese (cfr. ZENIT, Servizio Giornaliero, 23 aprile 2004).

In questo senso i vescovi hanno chiesto alle autorità del Messico e degli Stati Uniti di proteggere loro e le loro famiglie, in quanto, ogni anno i messicani negli Stati Uniti trasferiscono in Messico 14 miliardi di dollari, oltre alle commissioni imposte dalle agenzie intermediarie per il trasferimento del denaro che arrivano anche al 18 per cento.

Dati del Governo messicano indicano che solo 93 dei 2443 municipi del Paese non registrano migrazioni verso gli Stati Uniti. Secondo la stessa fonte, il numero annuale degli emigranti messicani diretti a nord è passato dai 370 mila del 1995 ai 420 mila del 2003.

Per quest’anno, a causa dell’irrigidimento dei confini e dei problemi del terrorismo negli Stati Uniti, il numero potrebbe calare ai livelli del 1995. Ciò nonostante il numero di morti dovuti al tentativo di giungere nella “terra della grande promessa” potrebbe aumentare a 500 persone.