Italia: levata di scudi contro la proposta di cambiare la legge sulla procreazione assistita

Comitato “Scienza e Vita”, Forum delle Famiglie e Movimento per la Vita difendono l’esito referendario

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ROMA, venerdì, 17 febbraio 2006 (ZENIT.org).- Nell’approssimarsi delle elezioni politiche che si terranno in Italia il 9 e 10 di aprile, diverse voci si sono levate per rimettere in discussione la legge 40/2004, che regola la procreazione medicalmente assistita, già al centro di un referendum che l’ha confermata.



Gli esponenti dei Democratici di Sinistra, Lanfranco Turci e Massimo d’Alema, insieme al radicale Marco Cappato hanno espresso la volontà di cambiare la legge 40, qualora risultassero vincitori alle prossime elezioni.

Di fronte a tali dichiarazioni, il Comitato “Scienza e Vita”, il Forum delle Famiglie ed il Movimento per la Vita hanno manifestato la loro indignazione, affermando che il voto referendario è una garanzia di democrazia che non può essere aggirato.

Sulla possibilità di riaprire la discussione sulla legge 40, in un comunicato diffuso il 17 febbraio, il professor Bruno Dallapiccola, Copresidente dell\'Associazione \"Scienza & vita\", ha detto che \"la prima parola in questo processo non spetterebbe alla politica, ma alla scienza\".

Riferendosi in particolare alle dichiarazioni dei diversi esponenti politici, che vorrebbero riaprire la questione nel nuovo Parlamento, scaturito dalle prossime elezioni, il famoso genetista, ha ricordato che: \"I dati su cui è stata impostata la campagna referendaria sono stati sempre e solo improntati al massimo rigore scientifico e alla medicina basata sull’evidenza\".

Inoltre, ha spiegato Dallapiccola, \"nei mesi trascorsi dal referendum a oggi sono stati prodotti studi e dati che hanno confermato quella impostazione\".

Tra di questi, cita poi due esempi: la scoperta del falso sulla clonazione umana che sarebbe stato perpetrato dal ricercatore coreano Hwang Woo-suk e gli articoli delle autorevoli riviste \"Nature\" e \"Fertility and sterility\", dalle quali emerge la non completa affidabilità della diagnosi preimpianto sugli embrioni.

Perciò, ha sottolineato il genetista, \"il problema potrebbe essere riaperto e ridiscusso solo nel caso in cui dati nuovi e innovativi, che al momento non sono disponibili né prevedibili, portassero nuove evidenze\".

Occorre sempre partire \"da dati scientifici e non da mere speculazioni politiche\", ha sottolineato.

In merito alle dichiarazioni dell’onorevole D’Alema secondo cui \"si deve riprendere una battaglia e un impegno laico per correggere sulla legge 40”, Luisa Santolini, Presidente del Forum delle associazioni familiari, ha affermato che \"è veramente singolare che chi si ripropone di governare il Paese si mostri tanto poco rispettoso della volontà popolare\".

\"Perché – ha continuato la Santolini – le cose sono chiare e sotto gli occhi di tutti: gli italiani si sono espressi, a prescindere da convinzioni religiose e politiche, a favore della legge approvata in Parlamento con una larga maggioranza”.

“Lo hanno fatto con lo strumento più che legittimo e previsto dalla Costituzione dell’astensione – ha osservato –. E lo hanno fatto in un modo tanto netto (quattro italiani su cinque tra astensioni e voto contrario) da non lasciare dubbi sulla effettiva volontà popolare\".

\"Voglio sperare – ha commentato la Presidente del Forum delle Famiglie – che D’Alema non stia meditando di mettere in discussione le basi della democrazia\".

\"Le forze che hanno fortemente sostenuto la legge 40 e resistito all’assalto referendario – e primi fra tutti ‘Scienza & vita’, il Forum delle Famiglie ed il Movimento per la Vita – vigileranno a che questo non succeda. Se necessario tornando a mobilitare la società civile su un tema sul quale le idee sono molto più chiare di quanto non si voglia far credere\", ha concluso la Santolini.