Italia, tasso di natalità a picco

Lo rileva anche il Wall Street Journal, secondo cui sempre più coppie italiane "decidono di non fare figli del tutto"

Roma, (Zenit.org) Redazione | 495 hits

C’è un aspetto del nostro Paese che, sottovalutato negli ultimi anni in Italia, è invece segnalato con preoccupazione oltreoceano. Si tratta del calo della natalità, cui il Wall Street Journal ha dedicato un’analisi pubblicata nell’edizione di ieri, 22 aprile.

Il quotidiano americano rileva in primo luogo che in Italia il tasso di fecondità è da anni inferiore al cosiddetto “livello di sostituzione” demografica (ovvero 2,1 figli per donna, il minimo affinché la popolazione non diminuisca). Una tendenza, secondo l’analisi di Manuela Mesco, autrice dell’articolo, destinata persino a diffondersi ulteriormente, dal momento che “sempre più coppie decidono di non fare figli del tutto”.

 Un quarto delle donne italiane supererà la propria età fertile senza aver avuto un figlio, contro il 14% delle americane e solo il 10% delle cugine francesi. E “il tasso di infecondità tra le donne italiane nate nel 1965 - cioè quelle che compiranno 50 anni l’anno prossimo - supera di quasi 10 punti percentuali quello relativo alle donne nate nel 1960”, scrive ancora il Wsj.

Le proiezioni confermano la necessità di una svolta demografica. Si legge che “il Paese conta circa 150 ultra-65enni ogni 100 persone al di sotto dei 14 anni di età”, ed entro il 2050 “il numero degli anziani salirà a 263 ogni 100 giovani, secondo l’Istat”. Una stima che potrebbe creare problemi alla previdenza sociale, visto che “la nuova generazione non guadagna abbastanza per coprire le pensioni di un numero crescente di pensionati”.

I motivi di questo calo? Si iscrivono principalmente alle condizioni del mercato del lavoro, fatto in Italia di precariato, ingresso (stabile) tardivo e salari bassi, troppo bassi per mantenere una famiglia. Condizioni che contribuiscono a far sì che “l’età media delle donne italiane al primo figlio sia salita a 31,4 anni nel 2012 - circa sei anni di più rispetto alle donne nordamericane - da meno di 30 nel 1995”.