Jasna Gora: la solidarietà del patriarcato di Mosca

La celebre immagine della Madonna nera era stata oggetto di atti vandalici il mese scorso

Czestochowa, (Zenit.org) Don Mariusz Frukacz | 887 hits

Il Metropolita Hilarion Ałfiejew, Direttore del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, ha inviato all’arcivescovo Waclaw Depo, Metropolita di Czestochowa una lettera di solidarietà per il clero e per i fedeli della Chiesa in Polonia, dopo la profanazione della miracolosa icona della Madonna di Czestochowa a Jasna Gora, che ha avuto luogo il 9 dicembre scorso. La lettera porta la data del 12 dicembre 2012.

L’Arcivescovo Waclaw Depo ha sottolineato che “questa espressione di dolore e di solidarietà nella preghiera è per noi un grande dono. È un dono per l’unità della Chiesa e l’unità della fede”, ha sottolineato il presule.

Il Metropolita di Częstochowa ha dichiarato a Zenit che il Metropolita Hilarion ha sottolineato nella sua lettera di solidarietà le minacce della civiltà moderna che sono contrarie al Vangelo.

L’arcivescovo Metropolita di Czestochowa vede il gesto di metropolita Hilarion come un “azione comune per preservare questi valori, che sono i valori della vita per noi”.

Il sacrilegio ha avuto luogo a Jasna Gora, il 9 dicembre 2012, e ha suscitato profondo dolore nel cuore dei credenti della Chiesa Ortodossa Russa, ha scritto nella lettera il metropolita Hilarion.

“Questo atto è stato accolto con indignazione e amarezza, non solo per i credenti della nazione polacca, ma anche da parte della Chiesa ortodossa russa. Con rammarico si nota il recente aumento del numero di atti di vandalismo verso i luoghi sacri e le chiese cristiane. La cosa più triste è che una simile azione si svolge non solo dove i cristiani sono perseguitati apertamente, ma anche in quei paesi la cui cultura è profondamente radicata nella tradizione cristiana”, prosegue il metropolita Hilarion.

“Questo evento triste, assieme a quelli capitati in altri paesi, rende necessaria una testimonianza comune degli ortodossi e i cattolici di mantenere le radici cristiane della civiltà europea”, sottolinea il metropolita.

Nella mattinata di domenica 9 dicembre, un uomo di 58 anni, evidentemente affetto da disturbi psicologici, ha gettato della vernice nera contro l’immagine di Maria a Jasna Góra, nota come la “Madonna Nera” del santuario mariano nei pressi di Częstochowa.

I padri paolini, custodi del santuario, hanno diffuso un comunicato nel quale hanno chiesto a tutti i devoti della Madonna Nera delle preghiere per l’espiazione del folle gesto.

Anche l’arcivescovo Wacław Depo, Metropolita di Częstochowa, ha esortato i fedeli alla preghiera. “Chiedo a tutti gli abitanti di Częstochowa di venire con i loro pastori in questi giorni a Jasna Góra per pregare per l’espiazione di tutti i reati contro Dio, sua Madre e la Santa Chiesa”, si legge nel comunicato dell’arcivescovo. 

L’immagine della Madonna Nera di Jasna Góra proviene, molto probabilmente, da Costantinopoli, da dove, attraversando la Russia, giunse in Polonia. La regalò ai padri paolini il principe Władysław Opolczyk, che nel 1382 fondò il loro monastero a Jasna Góra.

Il cosiddetto “Diluvio Svedese”, ovvero l’invasione della Polonia da parte delle truppe svedesi nel XVII secolo si fermò proprio sotto le mura del santuario di Jasna Góra che non venne mai espugnato.

Il servo di Dio, cardinale Stefan Wyszyński, scelse il santuario di Jasna Góra come altare e confessionale della Polonia. Fecero visita al Santuario come pellegrini anche gli ultimo due papi: il beato Giovanni Paolo II (1979, 1983, 1987, 1991, 1997, 1999) e Benedetto XVI (2006).