Kiko Argüello si racconta per la prima volta in un libro

Pubblicato in Spagna il volume sulla vita dell'iniziatore del Cammino Neocatecumenale: dalla crisi esistenziale all'incontro con Cristo, fino alla nascita dell'itinerario di fede presente oggi in 101 paesi

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ROMA, venerdì, 23 novembre 2012 (ZENIT.org) - "Ho cercato di vivere come se Dio non esistesse. In quel momento ho chiuso il cielo. Mi si è formato sopra come un cielo di cemento e la vita è diventata molto difficile".

Così Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, racconta la crisi esistenziale che lo ha portato all’incontro con Cristo e dunque alla svolta della sua vita nel suo primo libro “Il Kerygma, nelle baracche con i poveri”.

"Ero morto dentro e fui letteralmente scioccato dal fatto che le persone erano in grado di vivere quando io non ero assolutamente in grado di farlo” scrive Kiko nel volume edito dalla casa editrice spagnola BuenasLetras, in vendita in Spagna dal prossimo martedì 27 novembre.

“Le persone erano entusiaste dal calcio, dal cinema... - continua l'autore - Per me quelle cose non significavano più nulla. Mi sono chiesto: Ma come vive la gente? Come riescono a vivere le persone? Vedevo le persone normali e pensavo: Ma non si chiedono chi sono io, chi mi ha creato, cos’è la vita? Perché la gente non si pone questi problemi? Forse sarò io un po’ pazzo, un narcisista, uno strano?”.

“Tutto questo”, racconta ancora l’autore, “nasceva dal fatto che sentivo su di me come un 'mantello bagnato' che mi poneva costantemente in cerca della verità: Chi siamo e cosa facciamo nel mondo? Per me non era più indifferente che Dio esistesse o non esistesse, ma era diventata una questione di vita o di morte".

"In un momento tragico della mia esistenza quindi – prosegue Argüello - sono andato nella mia stanza, ho chiuso la porta e ho gridato a Dio: “Se esisti, vieni ad aiutarmi, perché ho davanti a me la morte!".

L’iniziatore del Cammino Neocatecumenale ha voluto pubblicare la sua testimonianza personale di come ha trovato Cristo in mezzo ad una forte crisi esistenziale e, da lì, il cambiamento che ha sperimentato nella sua vita, che poi ha portato come risultato all'inizio dell’itinerario Neocatecumenale.

Il volume contiene anche un Kerygma che, dice l'autore, “può essere un contributo, per i suoi contenuti e l'antropologia, al Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione” recentemente svoltosi in Vaticano.

La prefazione del libro è a cura del cardinale Antonio Cañizares, prefetto della Congregazione per il Culto Divino, che scrive: “Il Cammino Neocatecumenale è un dono che lo Spirito Santo ha dato alla Chiesa dopo il Concilio, in quanto percorso o itinerario di iniziazione o re-iniziazione cristiana, e come strumento per promuovere una nuova e vigorosa evangelizzazione”.

Prosegue il porporato: “Ringraziamo Dio per le grandi meraviglie che Egli opera in favore della Chiesa e dell'umanità attraverso questa strada; per le grandi benedizioni e per i frutti che per mezzo di questo Cammino si riversano in favore del suo popolo: frutti di conversione alla vita cristiana, di vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, di attività missionaria della Chiesa. Frutti anche di carità, di vita conforme alle Beatitudini, di generosità, di famiglie rinnovate e aperte alla vita”.

Da parte sua, il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, ha contribuito al libro con un commento alla catechesi di Kiko intitolata “Tre Angeli”.  Scrive il porporato austriaco: “questo Cammino, tante volte confermato e incoraggiato dai Papi Paolo VI, il Beato Giovanni Paolo II e il nostro Santo Padre Benedetto XVI, attraverso l'annuncio della Buona Novella, il Kerygma, ha aperto a molte persone la porta della Fede”.

"La catechesi di Kiko qui pubblicata – prosegue Schönborn - rappresenta una forte ‘istruzione’ per i discepoli. È un invito alla conversione personale. Questa catechesi m’impressiona perché mostra chiaramente, a me personalmente, che senza conversione personale non è possibile evangelizzare. Chi evangelizza deve essere per primo evangelizzato”.

Uno dei punti chiave del libro di Kiko Argüello è che “è necessario passare in una parrocchia da una pastorale di sacramentalizzazione alla evangelizzazione”. “Se la parrocchia – scrive - ha, per esempio, un territorio con circa 15.000 persone, di cui solo una decina, un 5%, va a messa la Domenica, c'è ancora un gruppo di persone che si sposa in Chiesa, battezza i propri figli, e via dicendo. Allo stesso tempo c'è un’altra enorme quantità di persone che non vanno per nulla in Chiesa”.

L’interrogativo è quindi: “Come mai così tante persone secolarizzate?”. L’autore prova a dare qualche risposta, “alcune pennellate” come lui stesso le definisce. Una di queste è: “Negli Atti degli Apostoli si usa l’espressione: mediante miracoli. Negli Atti ogni Kerygma è, infatti, preceduto da un miracolo che crea stupore, sorpresa, fa aprire le orecchie alle persone, per renderli pronti ad ascoltare. La fede infatti viene dall'ascolto. (...) Questi miracoli preparano le persone a sentire l'annuncio della Buona Novella, la grande notizia che salva il mondo”.

“Non c'è cosa più grande al mondo per annunciare il Vangelo” sottolinea Kiko. “Dio ha voluto salvare il mondo attraverso la stoltezza del Kerigma. Esso non è una predica o una meditazione. È l'annuncio di una notizia che si realizza ogni volta che la si proclama. E cosa si realizza? La salvezza”. “La parola Vangelo significa buona notizia – spiega -. Vangelo e Kerygma sono la stessa parola. Annunciare il Vangelo significa quindi annunciare il Kerygma. È importante ascoltare il Kerygma”.

Kiko Argüello è nato a León (Spagna) il 9 gennaio 1939. Ha studiato Belle Arti presso l'Accademia di San Fernando a Madrid, dove ha conseguito il titolo di Professore di Pittura e Disegno. Nel 1959 ha ricevuto il Premio Nazionale di Pittura straordinaria.

Dopo una profonda crisi esistenziale, si produce in lui una forte conversione che lo porta a dedicare tutta la sua vita a Cristo e alla Chiesa. Nel 1960, insieme allo scultore Coomontes e al vetraio Muñoz de Pablos, fonda il gruppo di ricerca e sviluppo di Arte Sacra Guild 62, con il quale realizza diverse mostre a Madrid (Biblioteca Nazionale). Il gruppo è, inoltre, scelto dal Ministero della Cultura per rappresentare la Spagna all'Esposizione Mondiale di Arte Sacra a Royan (Francia) nel 1960. Allo stesso tempo, Argüello espone alcune delle sue opere nei Paesi Bassi (Galleria Nouvelles Images).

Convinto che Cristo sia presente nella sofferenza dei poveri e diseredati, nel 1964 Kiko va a vivere tra i poveri, nelle baracche del quartiere Palomeras Altas, alla periferia di Madrid.

Più tardi, incontra Carmen Hernández, e insieme, coscienti del contesto di povertà che li circonda, decidono di trovare una forma di predicazione, una sintesi catechetico-kerygmatica, che porta alla formazione di una piccola comunità cristiana.

Nasce così la prima comunità di poveri, in cui è visibile l'amore di Cristo crocifisso che diventa "seme”, grazie all'allora arcivescovo di Madrid, Mons. Casimiro Morcillo, piantato nelle parrocchie prima di Madrid, poi a Roma e in altri paesi.

Si forma poco a poco un cammino di iniziazione cristiana per adulti che scopre e recupera la ricchezza del battesimo. Kiko Argüello, Carmen Hernández e il sacerdote italiano don Mario Pezzi sono oggi i responsabili mondiali del Cammino Neocatecumenale, presente in 101 paesi dei cinque continenti.

Per maggiori informazioni: http://kerigmaenlaschabolas.buenasletras.com/

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Salvatore Cernuzio]