L'abbraccio fraterno di Francesco e Benedetto apre il Concistoro

Anche il Papa emerito presente in Basilica Vaticana alla Messa per la creazione di 19 nuovi porporati. Il "grazie" del neo cardinale Parolin dà il via alla cerimonia

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 529 hits

È l’abbraccio tra Francesco e Benedetto l’immagine più significativa del Concistoro iniziato oggi in Basilica Vaticana per la creazione di 19 nuovi cardinali. La presenza del Papa emerito è stata annunciata dal neo eletto Parolin prima dell’inizio della cerimonia, suscitando un scroscio di applausi all’interno della Basilica. Ratzinger, pacato, con il cappotto bianco, si è seduto poi al fianco dei porporati tenendo in mano il libretto della cerimonia. Si è alzato solo all’arrivo di Francesco e, tolto lo zucchetto, ha stretto il successore in un abbraccio fraterno, che ha commosso ognuno dei presenti, inclusi i fotografi.

Come annunciato nei giorni scorsi, tra i neo cardinali è solo assente mons. Loris Francesco Capovilla, il più anziano tra i neo porporati (98 anni), storico segretario particolare di Giovanni XXIII, che riceverà la porpora da un Delegato pontificio nei prossimi giorni a Sotto il Monte, paese natale di Roncalli, e luogo di residenza del cardinale.

La cerimonia prende poi il via con il saluto del Segretario di Stato, il quale “con animo commosso e trepido” fa risuonare il  suo “grazie” a Papa Francesco, a nome di tutto il Collegio Cardinalizio, “per la grande fiducia manifestata nei nostri confronti!”.

Una fiducia – afferma - “che sapremo rispondere, con fedeltà, generosità e perseveranza alla chiamata contenuta nel simbolo della porpora ed esplicitata dall’esortazione che accompagna l’imposizione della berretta, ad essere pronti a comportarci con fortezza usque ad sanguinis effusionem per l’incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità del popolo di Dio e per la libertà e la diffusione della Santa Romana Chiesa”. 

Il Segretario di Stato ricorda poi il cammino vocazionale svolto, durante il quale – dice – “abbiamo ricevuto la grazia di capire che essere discepoli di Gesù è imbarcarci in una avventura di santità e di amore, la cui misura è quella di non avere misura e che può esigere anche il dono della vita”, come “è avvenuto e avviene per tanti cristiani nel mondo”. “Oggi – aggiunge - in un certo senso, ratifichiamo in modo pubblico e solenne questa opzione”.

 Parolin ricorda quindi che “l’essere Cardinali ci abilita ad una missione e ad un servizio ecclesiali ancora più carichi di responsabilità e richiede una volontà sempre maggiore di assumere lo stile del Figlio di Dio”. Rievoca le parole di Papa Benedetto: “È è su quel legno che il chicco di frumento, lasciato cadere dal Padre sul campo del mondo, muore per diventare frutto maturo”. Un’immagine richiamata anche da Bergoglio “nella bella e affettuosa lettera” inviata dopo l’annuncio della nomina.

La seconda parola del cardinale Parolin è poi “eccomi”. Una espressione di cui “sono piene le pagine della Bibbia, perché è risuonata sulle labbra di tutti coloro che hanno accolto la chiamata di Dio”. “Pure noi la pronunciamo oggi”, dice Parolin: “Eccoci, dunque, Santo Padre, per assumere quel compito che l’inserimento nel Collegio Cardinalizio significa e comporta, di essere cioè Suoi speciali collaboratori, uniti più strettamente alla Chiesa di Roma e a Colui che ‘presiede nella carità’”.

“Eccoci – aggiunge, ricordando l’omelia di Francesco con i cardinali nella Cappella Sistina, il giorno dopo la sua elezione – per camminare, edificare e confessare”, con il coraggio “di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo Crocifisso”.