L’Accademia delle Scienze Sociali, un’eredità di Giovanni Paolo II

Intervista a Mary Ann Glendon

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ROMA, mercoledì, 1° giugno 2005 (ZENIT.org).- Percorrendo i lunghi corridoi dei Musei Vaticani, i turisti si fermano spesso per dare uno sguardo ai Giardini Vaticani attraverso le finestre, dalle quali si vede un’impressionante costruzione bianca con terrazze e fontane nascoste tra gli alberi. Quando chiedono cosa sia, si sentono rispendere cinicamente: “E’ il palazzo dei piaceri del Papa”.



Costruito nel 1561 da Pirro Ligurio come villa per il tempo libero, la Casina di Pio IV ospita oggi due formidabili “think tank” (gruppi di esperti) del Vaticano: la Pontificia Accademia delle Scienze e la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

L’Accademia delle Scienze, fondata nel 1603, si occupa di matematica, fisica e scienze sociali. Tra i suoi studiosi figurano molti premi Nobel, come Max Planck e Guglielmo Marconi. Un’effigie sul muro della Casina rende onore a Galileo Galilei, membro della precedente Accademia dei Lincei.

L’Accademia delle Scienze Sociali è stata invece istituita da Giovanni Paolo II nel 1994. Il comitato esecutivo dell’Accademia si è riunito a Roma la scorsa settimana. In tale occasione, ZENIT ha avuto la possibilità di parlare con il Presidente dell’istituzione, Mary Ann Glendon, in merito ai suoi progetti.

Cos’è la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e perché è stata istituita?

Glendon: Nel 1991, Giovanni Paolo II osservava nella sua “Centesimus Annus” che la Chiesa ha bisogno in un contatto più regolare e più ampio con le moderne scienze sociali, se vuol rendere i propri contributi più efficaci.

Tre anni dopo, egli istituiva la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali per essere una sorta di “think tank” la cui ricerca potesse offrire alla Chiesa elementi da poter utilizzare nello studio e nello sviluppo della sua dottrina sociale.

Stabilendo la nuova Accademia delle Scienze Sociali nella stessa sede della Pontificia Accademia delle Scienze, antica di 400 anni, egli ha voluto anche promuovere il dialogo tra le scienze naturali e le scienze umane.

Qual è stato il rapporto di Giovanni Paolo II con l’Accademia?

Glendon: Giovanni Paolo II è stato un Papa filosofo che ha percorso il mondo proclamando senza remore la verità, dall’inizio alla fine del suo pontificato, e in tal senso egli ricordava spesso all’Accademia che il nostro compito è quello di portare la saggezza delle scienze sociali a farsi carico delle realtà umane “al fine di trovare soluzioni ai problemi concreti della gente, soluzioni fondate sulla giustizia sociale”.

Le nostre udienze con Giovanni Paolo II sono sempre state il momento più importante della sessione plenaria annuale dell’Accademia. Dopo il suo saluto, egli solitamente trattava gli argomenti che aveva scelto e le opere che aveva pubblicato. Ci ha suggerito molte cose relative alla sostanza, al metodo e allo spirito del nostro lavoro, che erano e sono ancora molto preziose per noi.

Su cosa sta lavorando attualmente l’Accademia?

Glendon: La nostra sessione plenaria si sarebbe dovuta tenere ad aprile, ma a causa della morte di Giovanni Paolo II è stata spostata a novembre.

Tratteremo in quell’occasione dei concetti della persona umana nelle diverse scienze sociali. La scelta di questo argomento nasce dall’idea della centralità della persona umana nell’ambito del pensiero sociale cattolico e quindi dalla necessità di approfondire meglio se le idee personalistiche che prevalgono nelle diverse scienze sociali sono coerenti con l’antropologia cristiana.

Poi, ad aprile del 2006, avremo la seconda fase del nostro Intergenerational Solidarity and Human Ecology Project, questa volta concentrando l’attenzione non più sui problemi di una società che sta invecchiando, ma sulla situazione dei bambini e dei giovani nell’era della globalizzazione.

In che modo l’Accademia ha risentito del nuovo pontificato? Vi sono adesso nuovi progetti che rispondono alle preoccupazioni poste da Benedetto XVI?

Glendon: L’Accademia ha diversi progetti in corso, tra cui in particolare quello sulla globalizzazione. Attualmente i membri del Consiglio dell’Accademia stanno preparando un rapporto per il Santo Padre sulle nostre attività e hanno intenzione di chiedere il suo consiglio sui modi in cui possiamo aiutare il Papa e il Magistero.

Poiché il Papa Benedetto XVI è membro della nostra Accademia sorella, la Pontificia Accademia delle Scienze, egli è già a conoscenza di come lavorano le Accademie e speriamo che egli voglia interessarsi attivamente sui nostri progetti.