L’ACT e la Caritas Internationalis stanno unendo le forze per il Sudan

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GINEVRA/CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 16 giugno 2004 (ZENIT.org).- La Caritas Internationalis e l’Action by Churches Together (ACT) International hanno unito le loro forze per rispondere all’emergenza umanitaria in atto nella provincia sudanese del Darfur. Entrambe le organizzazioni sono legate alla religione e rappresentano chiese cattoliche, ortodosse e protestanti e le agenzie ad esse legate nel mondo.



Secondo quanto affermato in un comunicato stampa inviato questo mercoledì dalla Caritas Internationalis, la risposta ecumenica congiunta sarà nota come l’ACT/Caritas Darfur Emergency Response (ACDER).

La Caritas e l’ACT lanceranno in giugno un appello congiunto per un programma che durerà 18 mesi. Si ritiene che un anno e mezzo sia il periodo di tempo più breve possibile per far sì che gli sfollati all’interno del Paese e i rifugiati all’estero ritornino alle loro case e riprendano la loro vita.

Il numero di beneficiari del programma è stimato in 125.000 unità, soprattutto a Mershing e Ta’asha, nel Darfur del Sud, e a Zalingi, nel Darfur dell’Ovest. Queste aree sono tutte raggiungibili da Nyala, che costituirà la basa operativa del programma congiunto. Saranno valutati per essere inclusi nell’azione umanitaria altri luoghi a Kass e intorno al Jebel Mara.

La situazione nella regione sudanese di Darfur è “estremamente grave”, ha affermato Nils Carstensen, il leader del coordinamento dell’ACT International, tornato recentemente dalla zona del conflitto.

La violenza ha provocato oltre un milione di sfollati e più di 130.000 persone si sono riversate nel vicino Ciad, dove la Caritas sta fornendo assistenza a più di 30.000 rifugiati.

Il Norwegian Church Aid (NCA), membro dell’ACT, sta assistendo circa 45.000 rifugiati in tre campi in Ciad. Nella zona del Darfur in cui lavorano i membri dell’ACT, più di 67.000 persone sono accampate in edifici pubblici o all’aperto.

Carstensen ha affermato che il problema più grave è la mancanza di protezione. “La questione della sicurezza è importante quanto quella del cibo nella zona lacerata dalla guerra. Non possiamo comunicare sicurezza, ma possiamo pensare alla protezione”.

Duncan MacLaren, segretario generale della Caritas Internationalis e Presidente della SCHR, ha aggiunto: “In base agli ultimi rapporti, se non agiamo subito ci sarà un milione di morti per fame. Tutte le organizzazioni della Nazioni Unite sottolineano la mancanza di fondi. E’ necessario che tutti i Governi si rendano conto della serietà della situazione e stanzino dei fondi per salvare il numero più alto possibile di vite umane”.

In Sudan, il Norwegian Church Aid (NCA) costituirà la copertura legale per l’ACT/Caritas Darfur Emergency Response, guidato da un gruppo di riferimento internazionale costituito da rappresentanti dell’ACT International, della Caritas Internationalis e da un Comitato Consultivo Nazionale (National Advisory Committee, NAC) in Sudan che deve essere convocato dall’ NCA.

La maggior parte delle attività dei membri dell’ACT si sta svolgendo attualmente a Mershing, dove è stata allestita una clinica medica. Nelle vicinanze, una scuola costruita con materiali provvisori accoglierà 500 studenti ripartiti in sei classi. Sono state inoltre costruite delle latrine e installate due pompe a mano, mentre ne è stata progettata una terza. Sono stati anche eretti 230 alloggi unifamiliari.

A Ta’asha è stato possibile ristrutturare una scuola e un centro medico e sono stati distribuiti 200 attrezzi agricoli alle famiglie. Carstensen ha affermato che, dato che questa zona sembra più sicura di altre, gli sfollati vi stanno facendo ritorno.

A Zalingi sono state erette due scuole con materiali temporanei e saranno costruite delle latrine. E’ iniziata anche una distribuzione di materiale non alimentare.

L’Alleanza ACT e la Confederazione Caritas richiederanno ai loro membri un sostegno per appoggiare lo staff internazionale, fornire le risorse necessarie e raccogliere fondi per il programma congiunto.

Il programma continua il lavoro dei membri dell’ACT ed è collegato all’NCA, al Consiglio delle Chiese Sudanesi, all’Organizzazione per lo Sviluppo del Sudan e al Sudan aid della Chiesa Cattolica di questo Paese africano.