L'adozione di ragazzi adolescenti: una sfida che è possibile vincere

Le vacanze temporanee dei ragazzi adolescenti presso una famiglia che si rende disponibile, sono un ottimo viatico per arrivare all'adozione

Roma, (Zenit.org) Osvaldo Rinaldi | 852 hits

Quando si parla di adozione generalmente il nostro immaginario lo associa sempre all’accoglienza di uno o più bambini in età prescolare o scolare. Molto difficilmente leghiamo la parola adozione a bambini delle fascie di età più alte, i cosidetti ragazzi che si affacciano alla fase adolescenziale.

Normalmente si pensa ai bambini piccoli, costretti a vivere in orfanotrofio senza la cura di una madre e di una padre. Quasi mai si immagina la situazione di ragazzi adolescenti, che hanno passato molti anni della loro vita in casa famiglia o istituti, e hanno visto passare una lunga schiera di genitori adottivi che sono venuti a prendere i loro compagni, ma essi sono rimasti sempre nello stesso posto. E se da piccoli, i bambini avvertono che esiste una possibilità di essere adottati, da grandi maturano la consapevolezza di essere stati abbandonati uma seconda volta, e questa volta per sempre.

Proprio in questo contesto di duplice abbandono, ha molto senso parlare di adozione di ragazzi adolescenti, che molto spesso rappresenta l’unica forma per offrire un futuro a questi giovani. Ma arriviamo al punto cruciale della questione: come mai molti ragazzi desiderano essere adottati, e dall’altra parte non esistono famiglie disponibili ad accoglierli?

Su questa domanda si gioca il destino di molte vite. I genitori che scoprono la loro infertilità, quando pensano all’adozione, immaginano di ripercorre con il figlio adottivo tutte quelle tappe di vita che avrebbero vissuto con il figlio biologico.

Questo desiderio si realizza con l’adozione di bambini piccoli, non certo con l’adozione di un adolescente. I genitori normalmente pensano così: sono disposto a rinunziare a vivere con lui i primi anni della sua vita, ma vorrei vivere con lui le fasi della scuola, la dolcezza e la tenerezza dell’essere bambino. Non voglio un adulto dentro casa che subito mi mette in discussione, vorrei un bambino per educarlo secondo i miei principi e le mie convinzioni di vita.

A prima vista potrebbe sembrare corretto questo modo di pensare comune, ma in molti casi la situazione è differente. Prima di tutto occorre dire che questi adolescenti, sono dei bambini non cresciuti. La loro storia li ha privati di quelle attenzioni, di quell’’affetto che è determinante per il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Essi apparentemente sono grandi, ma nella realtà sono molto più piccoli dell’età che hanno.

Oltre a questo aspetto, ne esiste un altro molto importante. Un ragazzo che vede i suoi anni passare senza la possibilità di un futuro, senza avere qualcuno che lo possa aiutare nella sua crescita, è consapevole che alla maggior età dovrà uscire da quell’istituto o da quella casa famiglia, e occuparsi da solo della sua vita.

Questi ragazzi conoscono benissimo la loro situazione, e proprio per questo sarebbero felici di essere accolti dentro una famiglia adottiva. Essendo l’età adolescenziale, una stagione così critica della vita, alcune nazioni hanno individuato una forma di accoglienza che permette di  verificare l’effettiva realizzazione di questo progetto adottivo.

Ad esempio, la Colombia, un paese che ha acquisito una grande esperienza nel campo delle adozioni internazionali, ha pensato alla formula delle vacanze temporanee dei ragazzi adolescenti presso una famiglia che si rende disponibile.

Il requisito essenziale è che la famiglia adottiva sia già in possesso del decreto di idoneità per l’adozione internazionale, e che la richiesta venga inviata tramite il proprio ente autorizzato per le adozioni internazionali. Questa modalità sta riscuotendo ottimi risultati, perchè favorisce la conoscenza reciproca prevenendo le paure sia dei ragazzi che degli aspiranti genitori adottivi.  Si tratta di un grande risultato, perchè offre ai genitori la possibilità di verificare le proprie capacità genitoriali difronte ad una situazione di accoglienza di un adolescente. E soprattutto chiarisce la verà disponibilità di una adolescente ad essere accolto all’interno di una famiglia.

Non dobbiamo sorprenderci se qualche situazione non avrà il lieto fine. Immaginiamo le varie situazioni di un adolescente che ha vissuto l’abbondono, la violenza familiare, la trascuratezza completa. Non sempre è facile riprendersi da questi traumi. E’ quasi impossibile, se non si è stati assistiti da un punto di vista psicologico, umano e spirituale.

Ma la voglia di vivere, il desiderio di un riscatto, la forza della fede, sono più forti di quello che si è vissuto, sono più potenti di un passato che ha lasciato ferite profonde. Quante volte si vedono adolescenti che si integrano nella nuova famiglia adottiva, guardano più al futuro che li attende, piuttosto ad un passato che ha cercato di opprimerli.

Queste forme di accoglienza, come le ha concepite il ministero colombiano del benessere familiare (ICBF), sono una forma concreta per vincere la paura delle aspiranti famiglie adottive, che hanno la possibilità di utilizzare le loro vacanze per vivere questa forma di accoglienza temporanea, che potrebbe trasformarsi in un legame di paternità e maternità destinato a durare per tutta la vita.