L'adozione: il diritto dei bambini, il calo delle domande

L'esperienza di un padre adottivo di tre bambini

Roma, (Zenit.org) Osvaldo Rinaldi | 1160 hits

Generalmente la recensione di un libro (*) è scritta da un attento lettore del testo che esprime in poche righe la bontà e la peculiarietà dei suoi contenuti.

In questo caso, poiché il recensore e l’autore del libro coincidono, l’obiettivo non è quello di esprimere un giudizio favorevole o negativo sul testo. La sua finalità è quella di far conoscere, da parte di un padre adottivo di tre meravigliosi figli provenienti dalla Colombia, il misterioso mondo dell’adozione.

L’adozione è un termine molte volte usato in maniera impropria, e proprio per questo necessita di essere ricondotto al suo autentico significato.

L’adozione nasce esclusivamente per garantire i diritti fondamentali del bambino: il diritto alla nutrizione, alla salute, all’istruzione e all’educazione amorevole.

La centralità dell’adozione è quindi il bisogno del bambino. La famiglia adottante è al servizio del bambino, e non il bambino a servizio della famiglia adottante. L’adozione non è un diritto della famiglia adottante, ma è un diritto del bambino.

Quando parliamo di famiglia adottante si deve intendere quella composta da un uomo e una donna legati dal vincolo nunziale. Proprio in questi giorni constatiamo da una parte della società civile la richiesta di estendere il diritto all’adozione a coppie omosessuali.

Ecco che cade il principio dell’adozione: la parola diritto passa dalla parte del bambino a quella dei genitori. Il principio naturale e costitutivo dell’adozione viene minato nelle sue fondamenta. Il diritto non segue più la natura ma un nuovo ordinamento creato dall’uomo in contrasto con la sua stessa identità.

Il padre e la madre sono uomo e donna non per libera decisione, non per un ruolo che viene imposto dalla società, ma perché l’uomo e la donna sono complementari fra loro, e solo nel loro stare insieme, nello stare uniti, partecipano al misterioso progetto di Dio di dare la vita.

Come è naturale che un bambino si trovi un padre e una madre nella sua famiglia biologica, è altrettanto naturale che un bambino adottivo abbia nella sua vita sia la figura materna che quella paterna. Dio creatore ha distribuito le capacità educative fra uomo e donna. L’unione dei due talenti, l’autorevolezza per l’uomo e l’amorevolezza per la donna, costituisce il principio educativo valido per ogni bambino, adottivo e non adottivo.

Ora passiamo all’altro tema non meno doloroso di cui leggiamo in questi ultimi mesi: il calo delle domande di adozione. Potremmo analizzare accuratamente questo fenomeno per giungere alla facile conclusione di attribuire questo calo alla crisi economica e finanziaria delle nazioni più ricche. Ma questa conclusione sarebbe troppo superficiale. Infatti, in un periodo in cui ci si apre ad avere un figlio sempre in più tarda età, tante coppie oggi decidono di spendere tanti soldi per seguire la pratica della inseminazione artificiale. L’avere un figlio biologico diventa un diritto acquisito in virtù dei progressi tecnologici. Rinunziare alla possibilità di avere una gravidanza a tutti costi è considerata una forma di ingiustizia. Allora possiamo constatare che la vera crisi, quella di cui si parla molto poco, non è la crisi economica, ma è la crisi della fede e dei valori dell’uomo. Forse dobbiamo ricordare che la vita è un dono e in quanto dono va chiesto a Dio creatore,  ma non è detto che questo dono lo si debba ricevere. L’adozione non è un ripiego alla gravidanza biologica, ma una forma diversa dello stesso dono che rientra nel misterioso piano di amore di Dio.

Esistono anche tanti coniugi che scoperta la loro sterilità fisica rinunciano a diventare genitori adottivi. Viene preferita una vita comoda, senza troppi impegni, nella quale si può continuare a vivere senza troppe responsabilità. Ma allora è giunta l’ora di farsi delle domande sul senso della vita per scoprire che una vita non donata rimane sola, una vita che si chiude in se stessa lentamente si spegne.

Per concludere ritorniamo al valore della scelta dell’adozione. L’adozione è un fonte vitale di gioia perchè solo donando totalmente se stessi si ottiene già da subito una pace e una gioia piena. E guardando tantissimi genitori adottivi traspare questa gioia e questa pace che non è sola di questa vita terrena, ma è un riflesso della vita eterna. Abbiamo la certezza di sentirci dire da nostro Signore Gesù Cristo al momento del Giudizio finale: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.” (Mt 25,34-36)

* Il libro di Osvaldo Rinaldi, De adoptionis. Lo spirito di adozione nella famiglia umana, edito da Editrice Ancilla, è gratuito e può essere scaricato al seguente link: 
http://www.ancilla.it/notizie/testimonianze/de-adoptionis.php