"L'affetto di un padre non può venire meno"

La lettera dei Giovani dell'Oasi Federico a papa Benedetto XVI

Roma, (Zenit.org) | 665 hits

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il messaggio dei giovani dell’Oasi Federico, indirizzato a papa Benedetto XVI in occasione della fine del suo pontificato.

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Uno dei tanti striscioni in piazza San Pietro mercoledì 27 febbraio, ultima udienza di Sua Santità Benedetto XVI , recitava: DALLA CALABRIA CON AFFETTO - CENTRO PER TUTTI BENEDETTO XVI.

Erano i giovani dell’Oasi Federico che provenivano dalla Provincia di Cosenza, Belvedere Marittimo, Cetraro, Scalea e, dopo il lavoro, a mezzanotte si sono messi in viaggio per ESSERCI. Qualche giorno prima hanno inviato al Papa questo messaggio che è una testimonianza concreta che si aggiunge alle tante altre per dire quanto amore Benedetto XVI abbia suscitato nel cuore soprattutto dei giovani.

Santo Padre Benedetto XVI, è dolce chiamarLa con il nome di Padre perché per tutti noi dell’Oasi Federico rimarrà sempre tale. Abbiamo imparato ad amare il Papa dall’insegnamento di San Luigi Guanella, al quale ispiriamo le nostre Opere di carità. Quando, nell’aprile 2007 (l’iniziativa è stata presentata sull’Osservatore Romano del 12 aprile), Le abbiamo dedicato la nostra prima opera di carità, a favore di bambini e ragazzi con disabilità, per ricordare il Suo 80° compleanno, che abbiamo intitolato Centro per tutti Benedetto XVI, Lei ci ha inviato la Sua Benedizione autografa augurandoci di essere costantemente testimoni dell’amore evangelico a servizio dei fratelli.

Ora vogliamo impegnarci ancora di più perché questo Centro richiami, alle generazioni di oggi e di domani, con il nome che porta, la testimonianza dell’amore di un Papa, dal cuore grande, verso i più fragili. Ha voluto riservarci le Sue attenzioni di Padre, salutando personalmente alcuni di noi nell’udienza del 4 novembre 2009. La Sua decisione di lasciare il ministero petrino ci scopre carichi dello stesso stupore e della stessa meraviglia che può avere un bimbo davanti ad un avvenimento inatteso, ma al contempo sentiamo affiorare in noi la convinzione che questa è una “novità” che rivoluzionerà schemi e pensieri. Così ci troviamo il cuore e la mente pieni di ammirazione ma, per essere sinceri, anche di tristezza, per un atto tanto sconvolgente, che richiede fede e intelligenza per essere compreso.

Noi siamo piccoli per osare dire qualcosa, ma Le chiediamo di continuare a volerci bene: l’affetto di un padre non può venire meno. Noi le vorremo sempre bene. Abbiamo iniziato il nostro cammino di laici impegnati alla Sua scuola, fatta di Dottrina trasmessa dalla Sua parola e di valori consegnati attraverso la Sua persona. In particolare, la ringraziamo per la Sua vicinanza al mondo dei poveri. La Sua persona è un dono grande per il mondo e per tutta la Chiesa e noi lo viviamo come un regalo di Dio anche per la nostra terra di Calabria che ha voluto visitare, lasciandoci con le Sue parole un programma di vita che in questo momento sentiamo ancora più forte e condiviso: “Non abbiate paura di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell’esistenza umana! Avete tutti i motivi per mostrarvi forti, fiduciosi e coraggiosi, e questo grazie alla luce della fede e alla forza della carità. E quando doveste incontrare l’opposizione del mondo, fate vostre le parole dell’Apostolo: “Tutto posso in colui che mi dà la forza” (Fil 4,13)” (9 ottobre 2011).

Assicuriamo la preghiera dei nostri ragazzi segnati dalla disabilità e dei nostri bambini, presenza pura capace di arrivare al cuore di Dio, per intercederLe di continuare ad essere quella fiamma ardente e invisibile che c’è, ma non si mostra, capace di continuare a donare luce e calore al mondo e alla Chiesa e quindi raggiungere anche noi, piccola porzione del Corpo Mistico di Cristo. Santo Padre ci benedica tutti, la Madonna doni al Suo cuore quella consolazione di cui Lei stessa ha parlato più volte, e riceva un abbraccio filiale carico di amore e di gratitudine”.

Dev.mi Giovani dell’Oasi Federico, insieme al presidente ing. Annunziato Papa e a suor Michela Carrozzino, religiosa guanelliana.