L'amore, la famiglia e l'educazione non si improvvisano

Corso all'Università della Santa Croce di Roma

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Di Miriam Díez i Bosch

ROMA, martedì, 22 gennaio 2008 (ZENIT.org).- Un corso impartito alla Pontificia Università della Santa Croce di Roma dimostra che l'amore, la famiglia e l'educazione non si improvvisano.

Il corso “Cultura cristiana della famiglia e dell'educazione”, come ha spiegato a ZENIT la sua direttrice, Marta Brancatisano, espone le basi per comprendere il tesoro del Magistero su questi temi fondamentali, “dal Concilio Vaticano II in poi”.

Ad esempio, verranno affrontate l'esortazione apostolica di Giovanni Paolo II “Familiaris consortio” (1981) o l'Enciclica di Benedetto XVI “Deus caritas est” (25 dicembre 2005).

“Secondo l'antropologia proposta dalla Rivelazione, l'essere umano è uomo e donna – spiega la professoressa Brancatisano –: due uguali in umanità e diversi nell'identità sessuale al fine di completarsi in una relazione così totale e perfetta da essere il punto di somiglianza con Dio Amore”.

Il corso cerca di comprendere, in base alle prospettive proposte da varie scienze, “l'identità femminile e maschile, il senso dell'unione d'amore, i modi per attuarla tra le contraddizioni e le difficoltà proprie dell'umanità decaduta e redenta”.

“Per vivere, operando scelte consapevoli e libere nel quotidiano, occorre avere conoscenza di sé e della situazione in cui si è immersi. Occorre adottare criteri di orientamento e riconoscersi in una scala di valori che danno significato ed efficacia al nostro agire”, aggiunge.

“Di solito queste conoscenze si trasmettono - e si verificano - nel rapporto tra le generazioni, tra padri e figli”, sottolinea la docente. “In mancanza di modelli quotidiani di riferimento, in un'epoca come la nostra, in cui il tempo per lo stare insieme in famiglia è sempre più ridotto, lo studio 'a tavolino' è senz'altro utile e forse più necessario che in altre situazioni”.

La professoressa si è detta “convinta che in una situazione, come quella attuale, di grande confusione su aspetti della vita che per millenni sono stati condivisi pacificamente (gli esempi più significativi sono il matrimonio, la famiglia, la stessa identità sessuale), il primo, insostituibile passo sia quello di chiarire i dati di conoscenza di base: nel nostro caso l'antropologia rivelata”.

“La cultura cristiana conosce la risposta al 'chi è l'uomo' e 'chi è la donna' e di conseguenza quale è il significato e il valore della loro unione nell'ordine della creazione. Negli ultimi decenni il Magistero ha offerto una riflessione illuminante su questi temi. E' necessario divulgare il più possibile questo tesoro ancora troppo nascosto”, dichiara Marta Brancatisano.

La direttrice del corso avverte infine del fatto che la proposta del Magistero non è solo un tesoro per i cattolici: “la riflessione sui contenuti che proponiamo quasi sempre unisce persone di diversa formazione culturale oltre che di diversa fede”.