L’arcivescovo di Glasgow chiede un “approccio morale” all’educazione sessuale nelle scuole

E consiglia un atteggiamento favorevole all’ astinenza e al matrimonio

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GLASGOW, giovedì, 9 settembre 2004 (ZENIT.org).- Il 29 agosto scorso, il cardinale Keith O’Brien, presidente della Conferenza dei Vescovi di Scozia, in un articolo pubblicato sul “Sunday Times”, aveva affrontato la questione della Strategia per la salute sessuale in Scozia, affermando che è “in crisi”.



Quanto scritto dal prelato ha da subito suscitato un grande dibattito: come ha riportato lo stesso cardinale, si è parlato della questione più nelle 48 ore successive alla pubblicazione dell’articolo che nelle 48 settimane precedenti.

Sono pervenuti commenti da parte di Ministri, parlamentari, insegnanti e genitori. “E’ stato molto rincuorante vedere tanta gente partecipare ad un dibattito pubblico su un argomento così importante”, ha affermato il cardinale.

Nei giorni successivi alla comparsa dell’articolo, il prelato ha riflettuto su come poter spiegare meglio il suo pensiero riguardo la proposta avanzata dall’esecutivo scozzese per l’educazione sessuale nelle scuole dal titolo “Enhancing Sexual Wellbeing In Scotland: A Sexual Health & Relationship Strategy” .

Commentando il suo articolo e la questione in generale, il cardinal O’Brien, in una nota diffusa dall’Ufficio dei Media Cattolici della sua arcidiocesi (8 settembre 2004), ha innanzitutto espresso il suo apprezzamento per le rassicurazioni ricevute dal Primo Ministro, del quale ammira “l’integrità”.

Ed ha dichiarato che, nonostante nel documento consultivo si affermi che “l’educazione sessuale dovrebbe essere definita come educazione al sesso e ai rapporti (SRE) ed introdotta all’asilo”, l’Esecutivo scozzese non ha intenzione di introdurre lezioni di educazione sessuale negli asili.

Il Primo Ministro, ha continuato il cardinale, ha anche assicurato che l’Esecutivo della Scozia non ha in programma l’approvazione della distribuzione della pillola del giorno dopo nelle scuole, anche se il documento consultivo afferma che questa viene somministrata alle alunne durante l’orario di lezione con l’assistenza dei servizi sanitari scolastici.

Secondo il prelato, il fatto che queste assicurazioni siano state ripetute dal Ministro della Salute, Malcolm Chisholm, è rassicurante, ma il cardinale ha affermato che vorrebbe chiedergli di “considerare il modo in cui i servizi della salute sessuale stanno operando nelle scuole e se stiano o meno incoraggiando i minori di 16 anni ad infrangere le leggi del Paese facendo sesso al di sotto dell’età stabilita”.

Il dibattito sulla “salute futura, fisica e morale, dei giovani scozzesi deve continuare”, ha proseguito il prelato, che ha chiesto all’Esecutivo scozzese di “considerare in fretta approcci alternativi per la salute sessuale, che integri l’attività sessuale in un contesto morale e fornisca ai giovani gli strumenti per resistere alle pressioni ed aiuti ad aumentare la loro autostima”.

In previsione della prossima predisposizione della Strategia sulla Salute Sessuale, il cardinale ha chiesto poi dei “chiarimenti urgenti” su alcune questioni di “grande interesse” per lui e per coloro che gli hanno scritto.

Monsignor O’ Brien vorrebbe avere in primo luogo la conferma che le risorse e gli approcci dell’educazione al sesso e ai rapporti che utilizzano interpretazioni, supporti grafici o domande intime non siano usati negli asili e nelle scuole elementari e che “nessun approccio sia utilizzato lontano da una guida sui valori morali fondamentali”.

Il cardinale vuole avere inoltre la conferma che la pillola del giorno dopo “non sarà fornita alle alunne senza il consenso dei genitori”, né all’interno delle scuole né nelle strutture sanitarie che gravitano intorno ad esse.

I genitori, inoltre, in quanto ”educatori primari dei loro figli”, dovrebbero essere coinvolti in discussioni riguardanti “i valori che vengono impartiti ai loro figli” ed avere accesso “alle risorse usate nelle scuole per impartire l’educazione al sesso e ai rapporti”.

Allo stesso modo, monsignor O’Brien vorrebbe che venisse rispettato il diritto delle scuole confessionali “di stabilire dei protocolli che regolamentarizzino il lavoro dei professionisti della salute”.

“Questo richiederà, tra le altre cose – ha affermato il cardinale – un impegno da parte di tutti coloro che lavorano nelle scuole cattoliche a sostenere l’insegnamento morale, la tradizione di fede e la vita sacramentale della Chiesa cattolica”.

Il prelato ha anche auspicato che venga considerata “la preparazione di nuove linee guida” da consegnare a tutte le agenzie che si occupano della salute e che si stabiliscano i criteri entro i quali dovrebbe essere applicata la riservatezza nel trattare con i minori.

Il cardinal O’Brien ha chiesto infine di favorire in Scozia gli approcci basati sull’astinenza sessuale.

Per portare ulteriormente avanti il dibattito, il cardinale ha assicurato che “tutte le agenzie della Chiesa cattolica sono disposte a collaborare con altre agenzie che operano nel campo della salute sessuale, coinvolgendo soprattutto i bambini ed i giovani”.

Il prelato ha ribadito anche il suo impegno ad “incoraggiare il dialogo tra le agenzie che operano in questo campo”.

Monsignor O’Brien ha quindi concluso affermando, comunque, di essere convinto che queste necessità saranno servite meglio “attraverso approcci basati sull’astinenza e sul sostegno e la promozione dell’istituzione del matrimonio, base della nostra società”.