L’arcivescovo O’Malley sulle proposte di matrimonio omosessuale

“Il legislatore deve proteggere l’esclusivo beneficio per la società” rappresentato dal legame matrimoniale

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BOSTON, giovedì 11 marzo 2004 (ZENIT.org).- In vista della riunione del Parlamento del Massachusetts di quest’oggi, l’arcivescovo di Boston Sean O’Malley ha diffuso ieri una dichiarazione, nella quale prende in esame le proposte che sono state presentate e che vorrebbero unire la riaffermazione del matrimonio come unione tra un uomo e una donna insieme al mandato di creare unioni civili omosessuali aventi lo stesso valore del matrimonio.



Riportiamo di seguito per intero il testo della dichiarazione dell’arcivescovo di Boston.



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Mentre il corpo legislativo si prepara a riunire domani la convenzione costituzionale, rinnovo il mio appello ai fedeli cattolici affinché preghino e lavorino insieme, con coraggio e carità, a favore dell’emendamento costituzionale che è stato presentato e che definisce il matrimonio come unione di un uomo e una donna.

La nostra presa di posizione a favore del matrimonio è motivata da un profondo interesse per il bene di tutti i cittadini. Noi difendiamo il matrimonio come legame impareggiabile tra una donna e suo marito, un legame che è la base e il fondamento delle nostre famiglie e della nostra società.

La legge attribuisce al matrimonio protezione e benefici speciali perché è l’istituzione che provvede nel modo migliore alla procreazione e alla crescita dei figli. I nostri legislatori devono proteggere l’esclusivo beneficio che il legame matrimoniale apporta alla società ed il bene che ne deriva ai figli da questo legame.

Sosteniamo l’Emendamento sulla Protezione e l’Affermazione del Matrimonio così come è stato presentato, senza parlare anche delle unioni civili. L’emendamento cerca di proteggere un’istituzione sociale essenziale nella nostra società. Il dibattito sui benefici sociali da poter concedere ad altri individui nel nostro sistema giuridico è una questione a parte.

Siamo preoccupati per le proposte di concedere alle coppie omosessuali benefici e protezioni identici a quelli attribuiti alle coppie composte da marito e moglie, perché rappresentano una grave minaccia alla libertà religiosa e di coscienza.

Indipendentemente dal fatto che si parli di matrimoni omosessuali o unioni civili, la richiesta di un trattamento identico nella Costituzione potrebbe essere utilizzato per forzare le entità pubbliche e private ad adottare pratiche che violerebbero i loro valori e il loro modo di concepire la famiglia e la giustizia sociale. Aggiungere una formula che serva a creare un’esenzione costituzionale basata sulla coscienza non risolverà il problema. La minaccia al bene comune continuerà ad esistere.

L’emendamento che riafferma il matrimonio come unione tra un uomo e una donna deve essere approvato per i suoi meriti. Unire questo emendamento alla questione delle unioni civili priva la gente di un’opportunità di esprimente la propria opinione sul matrimonio.

I cittadini hanno questo diritto. Unire le due questioni sarebbe forzarli ingiustamente; permettere loro di votare separatamente sulle due questioni, invece, ne rispetterebbe la volontà.